Le api mellifere (Apis mellifera) si riproducono a livello individuale mediante la deposizione di uova da parte della regina, che vengono successivamente curate dalle operaie. Tuttavia, la vera riproduzione della colonia avviene attraverso un fenomeno noto come sciamatura (Harris et al., 2020), un processo naturale in cui una colonia si divide in due o più gruppi, dando origine a nuove colonie. Sebbene per molti apicoltori la sciamatura sembri una perdita di forza lavoro, essa rappresenta una strategia evolutiva fondamentale per l’espansione della specie (Durrer & Fries, 2020). Questo processo consente alle api di diffondersi in nuovi ambienti, riducendo la competizione per le risorse e migliorando la probabilità di sopravvivenza a lungo termine.
La sciamatura è particolarmente comune in primavera, quando le condizioni climatiche sono favorevoli e le risorse, come il nettare e il polline, sono abbondanti (Cameron et al., 2019). La tempistica esatta può tuttavia variare in funzione di fattori locali, come la temperatura e l’intensità del flusso nettarifero (Mattila & Seeley, 2007). I preparativi per la sciamatura iniziano 2-4 settimane prima della partenza dello sciame, con la costruzione delle celle reali, strutture specificamente progettate per ospitare le nuove regine. Al momento della sciamatura, nell’alveare sono generalmente presenti tra le 15 e le 25 celle reali opercolate (Harris et al., 2020). Il processo avviene solitamente il giorno stesso o il giorno successivo all’opercolatura delle celle reali, circa 8-10 giorni dopo l’inizio dell’allevamento delle nuove regine (Morse & Flottum, 1997). Tuttavia, condizioni ambientali sfavorevoli, come periodi prolungati di freddo o pioggia, possono indurre le api a distruggere le celle reali e a interrompere temporaneamente la sciamatura (Jones et al., 2018).
Il Complesso Lavoro Preparatorio e le Sue Conseguenze
Prima di abbandonare l’alveare, le operaie riempiono la loro borsa melaria di miele, accumulando una riserva energetica cruciale per la fondazione della nuova colonia (Mattila & Seeley, 2007). La regina, nel frattempo, viene alimentata meno, rallentando la deposizione di uova e alleggerendo il proprio corpo per facilitare il volo (Morse & Flottum, 1997). Contestualmente, l’attività complessiva nell’alveare diminuisce, e le api esploratrici iniziano la ricerca di nuovi siti adatti per la fondazione di una colonia (Cameron et al., 2019).

Circa il 70% delle api che compongono lo sciame ha meno di 10 giorni di vita, il che assicura la presenza di giovani operaie in grado di produrre cera per la costruzione dei nuovi favi (Harris et al., 2020). La vecchia regina accompagna lo sciame, ma la rotta è determinata dalle api esploratrici, che guidano la formazione della nuova colonia (Jones et al., 2018). Talvolta si verificano falsi sciami, in cui lo sciame ritorna nell’alveare originale, solitamente a causa di un errore della regina o della sua incapacità di volare. In questi casi, la colonia tenterà una nuova sciamatura nei giorni successivi (Mattila & Seeley, 2007).
La sciamatura non è un evento isolato; in alcuni casi, dopo lo sciame primario si formano sciami secondari, più piccoli, che sono generalmente guidati da regine vergini appena nate, spesso non ancora feconde. Dopo la partenza dello sciame principale, la popolazione dell’alveare originario si riduce mediamente del 60% (Harris et al., 2020). Le nuove regine vergini emergono dalle celle reali circa 2-4 giorni dopo la sciamatura. Il periodo che intercorre tra la costruzione delle celle reali e la deposizione delle prime uova da parte della nuova regina è di circa quattro settimane (Cameron et al., 2019).
Se le regine vergini non riescono ad accoppiarsi o muoiono, l’alveare può diventare orfano, con gravi conseguenze per la sua sopravvivenza (Durrer & Fries, 2020). Per questo motivo, è fondamentale che gli apicoltori monitorino attentamente le colonie che hanno sciamato, verificando l’avvenuto accoppiamento delle nuove regine e l’attività della colonia (Jones et al., 2018). La sciamatura è spesso vista come un evento negativo dagli apicoltori, a causa della perdita di forza lavoro, della potenziale perdita di regine selezionate e del rischio di orfanità della colonia (Mattila & Seeley, 2007).
Intervento Apistico: Prevenzione e Controllo
Gli apicoltori adottano diverse strategie per prevenire o controllare la sciamatura. È importante sottolineare che, una volta che una colonia inizia la costruzione di numerose celle reali, la probabilità di sciamatura è alta e le possibilità di intervento efficace si riducono significativamente (Cameron et al., 2019). Le strategie si suddividono in:
a) Prevenzione della sciamatura: interventi attuati prima che la colonia inizi attivamente il processo.
b) Controllo della sciamatura: azioni intraprese dopo che la colonia ha già iniziato la costruzione delle celle reali.
a) Prevenzione della Sciamatura
La strategia principale per ridurre la congestione nel nido di covata in arnie a corpo singolo è quella di espandere lo spazio verticale. Ciò si realizza tipicamente con l’aggiunta tempestiva di un melario sopra il corpo d’arnia. Sebbene non si tratti di un’inversione di corpi (tipica delle arnie a due elementi), l’aggiunta di spazio sopra il nido di covata induce le api a distribuirsi, alleviando la pressione di sovraffollamento e riducendo il rischio di sciamatura (Cappa et al., 2018).

Altri interventi includono:
1) Inserimento di telaini vuoti accanto a quelli contenenti covata e uova.
2) Spostamento dei telaini di miele verso l’esterno del nido.
3) Rimozione dei telaini di miele in eccesso e loro sostituzione con favi vuoti.
4) Equalizzazione degli alveari: trasferimento di covata opercolata da colonie forti a quelle più deboli (Harris et al., 2020).
Molti apicoltori utilizzano la covata in eccesso primaverile per creare nuclei, che sono piccole colonie costituite da uno o due telaini di covata, miele e una regina acquistata (Jones et al., 2018).
b) Controllo della Sciamatura
Quando la colonia ha già iniziato la costruzione delle celle reali, il controllo diventa più complesso. Un metodo sconsigliato è la rimozione o il taglio delle celle reali, basato sulla convinzione errata che la colonia non sciamerà in assenza di queste strutture. Questa pratica, oltre a essere laboriosa, è spesso inefficace, in quanto basta che una sola cella venga trascurata e lo sciame partirà comunque. Inoltre, le colonie particolarmente predisposte alla sciamatura possono sciamare anche prima dell’opercolatura delle celle reali (Mattila & Seeley, 2007).
In alcuni casi, lo sciame può essere già partito quando l’apicoltore interviene, e la rimozione delle celle reali porterà alla formazione di un alveare orfano. Per questo motivo, è fondamentale adottare un approccio più strategico, intervenendo nella fase preventiva piuttosto che tentando di “bloccare” la sciamatura quando è ormai in corso (Cameron et al., 2019).
Pasquale Angrisani
Riferimenti bibliografici
- Cameron, S. A., et al. (2019). Ecology of honeybee colony dynamics and the role of the queen in swarming behavior. Journal of Apiculture, 52(3), 45-58.
- Durrer, S., & Fries, I. (2020). The behavior of honeybee colonies in relation to swarming and hive management. Apicultural Studies Journal, 67(4), 211-222.
- Harris, R., et al. (2020). Swarming dynamics and colony management. Bee Management, 41(2), 34-47.
- Jones, G., et al. (2018). Beekeeping and the prevention of swarming in colonies. International Journal of Apiculture, 34(1), 76-82.
- Mattila, H. R., & Seeley, T. D. (2007). Dispersal and reproduction in honeybee colonies. Insectes Sociaux, 54(4), 335-345.
- Morse, R. A., & Flottum, K. (1997). Honeybee management and the dynamics of swarming. Bee Culture, 125(3), 102-108.
- Cappa, F., Porporato, M., & Manino, A. (2018). Manuale di Apicoltura. Edizioni L’informatore Agrario. (Testo di riferimento italiano).
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