martedì , 21 Aprile 2026
Quando formare i nuclei di api
L'apicoltore ispeziona un telaino, osservando attentamente le sue api. Foto di Antonio Angrisani.

Pregi e difetti del Nutritore Baravalle

Nel contesto dell’apiario, il monitoraggio delle scorte di miele riveste un’importanza cruciale al termine dell’ultimo raccolto. Gli apicoltori eseguono una valutazione scrupolosa della quantità e della qualità delle riserve nel nido, verificando che ogni favo presenti, nella parte superiore dei telaini, una striscia di miele di alta qualità, a forma di mezzaluna capovolta, larga circa otto-dieci centimetri, insieme a due favi laterali pieni di miele. Questa riserva rappresenta un fondamentale sostentamento per le api durante il periodo invernale (Seeley, 1995). Quando le scorte risultano insufficienti, è essenziale procedere con l’integrazione. Se le condizioni meteorologiche lo permettono, gli apicoltori possono utilizzare un nutritore, posizionato sopra il foro del coprifavo, per integrare le scorte con lo sciroppo zuccherino, generalmente a base di saccarosio o fruttosio-glucosio, simile alla composizione del miele (Brodschneider & Crailsheim, 2010).

Sciroppo inutilizzato a causa dell’inclinazione eccessiva del nutritore. Foto di Pasquale Angrisani.

Con l’approssimarsi dell’autunno e dell’inverno, è prassi inclinare leggermente l’alveare in avanti, con un angolo di circa 2-5 gradi. Questa inclinazione, sebbene applicata durante tutto l’anno, è particolarmente importante in queste stagioni, poiché aiuta a favorire il deflusso dell’umidità e prevenire la formazione di condensa all’interno dell’alveare (Human et al., 2006). Tuttavia, questa inclinazione presenta alcuni inconvenienti: aumenta l’esposizione della parete posteriore alla pioggia, specialmente negli alveari con tetto piano, favorendo il deterioramento e il marciume. Inoltre, se il nutritore non è perfettamente orizzontale sul coprifavo, l’ultima parte di sciroppo che rimane sul fondo diventa inaccessibile per le api, con il rischio di sprechi e fermentazione, specialmente se lo sciroppo è fatto in casa.

Tra i vari tipi di nutritori disponibili sul mercato, il Nutritore Baravalle è uno dei più utilizzati. È composto da tre elementi principali: una vaschetta circolare con al centro un cono, attraverso il quale le api salgono tramite il foro del coprifavo per raggiungere lo sciroppo; un piccolo cilindro che si inserisce capovolto sopra il cono per impedire l’accesso delle api alla vaschetta una volta che lo sciroppo è stato consumato; e un coperchio. Il principale pregio del Nutritore Baravalle è la facilità con cui si può aggiungere e regolare la quantità di sciroppo senza disturbare l’alveare.

Tuttavia, questo modello presenta alcune criticità. Un problema significativo si verifica quando l’alveare non è perfettamente livellato: in tal caso, lo sciroppo tende ad accumularsi nella parte più inclinata della vaschetta circolare, lontano dal cono centrale, e le api non sono in grado di raggiungere l’ultima goccia di sciroppo a causa della gravità e della forma del nutritore. Di conseguenza, una parte del liquido rimane inutilizzata e viene sprecata. Per ottimizzare l’uso del Nutritore Baravalle e ridurre gli sprechi, alcuni apicoltori rimuovono il cilindro mobile all’interno della vaschetta, facilitando l’accesso delle api e permettendo loro di consumare completamente lo sciroppo rimanente. Tuttavia, questa operazione richiede cautela: è necessario scuotere con attenzione le api presenti all’interno del cilindro, utilizzando le adeguate protezioni. Inoltre, quando si aggiunge altro sciroppo dopo aver rimosso il coperchio, senza il cilindro mobile che copre il cono, è possibile trovare numerose api all’interno della vaschetta circolare.

Un’altra soluzione adottata da alcuni apicoltori consiste nell’inserire uno spessore sotto il lato più basso del nutritore per ripristinare l’orizzontalità negli alveari inclinati. Tuttavia, questo metodo comporta il rischio che il cono inferiore del nutritore fuoriesca dal foro del coprifavo quando l’inclinazione dell’alveare è eccessiva, causando l’uscita delle api.

Per risolvere questo problema e garantire un uso ottimale del Nutritore Baravalle, si suggerisce alle aziende produttrici di progettare una modifica al fondo del nutritore, inclinando quest’ultimo di circa 2-5 gradi verso il cono centrale. Questa modifica permetterebbe allo sciroppo di defluire per gravità verso il centro, dove si trova il cono, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza dell’alimentazione. Con queste accortezze, si riduce il rischio di sprechi e si ottimizza l’alimentazione delle api, soprattutto durante i periodi critici dell’anno.

Infine, è importante sottolineare che investire in attrezzature più avanzate e adatte alle esigenze del terzo millennio rappresenta un passo fondamentale per migliorare la gestione delle api, la qualità della produzione di miele e supportare al meglio gli apicoltori nel loro lavoro. Il miglioramento delle tecnologie apistiche, insieme all’adozione di soluzioni più efficienti, è essenziale per garantire una produttività sostenibile e la buona salute delle api.

Pasquale Angrisani

Riferimenti bibliografici

  1. Seeley, T. D. (1995). The Wisdom of the Hive: The Social Physiology of Honey Bee Colonies. Harvard University Press.
  2. Brodschneider, R., & Crailsheim, K. (2010). Nutrition and health in honey bees. Apidologie, 41(3), 278-294.
  3. Human, H., Nicolson, S. W., Strauss, K., Pirk, C. W. W., & Dietemann, V. (2006). Influence of pollen quality on honey bee health. Journal of Insect Physiology, 52(10), 1129-1135.

Info Pasquale Angrisani

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