I dati confermano che l’agricoltura rappresenta sempre di più una valida scelta per i giovani.
In particolare la crisi economica ed il fatto che l’apicoltura non è legata alla necessità di avere un terreno di proprietà per esercitare il mestiere, spingono sempre di più tanti giovani a seguire un percorso formativo che possa dare maggiori possibilità di lavoro.
Molti già lo sanno, ma va ricordato che la Legge 313 del 24 dicembre 2004, nel disciplinare in modo organico l’apicoltura, riconduce espressamente tale attività alle attività agricole: “La conduzione zootecnica delle api. denominata “apicoltura”, è considerata a tutti gli effetti attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile, anche se non correlata necessariamente alla gestione del terreno”.
Sempre la Legge 313/2004 individua tre tipologie di apicoltore:
– l’apicoltore, colui che semplicemente detiene e conduce alveari;
– l’imprenditore apistico, colui che detiene e conduce alveari ai sensi dell’art. 2135 del codice civile, ovvero (richiamando la definizione di “imprenditore” di cui all’art. 2082 del codice civile) chi esercita l’attività agricola di apicoltura “professionalmente” ovvero non come hobby ma finalizzando l’attività alla produzione o scambio di beni e servizi.
– l’apicoltore professionista, colui che esercita l’apicoltura a titolo principale, riconducendo tale fattispecie allo IAP (imprenditore agricolo professionale).
Purtroppo la situazione del settore apistico quest’anno registra un picco negativo per un’annata che entrerà nella storia per le sue avverse condizioni climatiche che continua a registrare risultati insoddisfacenti e condizioni di stress per gli alveari.
Secondo gli addetti ai lavori del settore, il livello di infestazione da “Varroa destructor” è più elevato rispetto all’anno scorso e l’attenzione è alta.
Diversamente è invece per il numero di persone sempre più crescente, soprattutto giovani, che hanno detto basta a smog ed inquinamento per affacciarsi al mondo apistico e agricolo per avviare un’impresa. Un’impresa per la quale le norme vigenti prevedono la possibilità di integrare quanto prodotto con beni altrui (almeno il 51 % dei prodotti venduti deve essere di propria produzione), regimi fiscali notevolmente vantaggiosi e finanziamenti. Potremmo dire: l’apicoltura ancora una volta è al servizio della società per lottare contro la disoccupazione?
Probabilmente si tratta anche di un ritorno alle proprie origini ma i giovani possono contribuire anche ad un rinnovamento dell’apicoltura italiana attraverso un ricambio generazionale. L’apicoltura ha bisogno di cambiamento, di nuovi stimoli, d’innovazione ed entusiasmi.
L’orizzonte in apicoltura sono i giovani e la ricerca. Senza di loro non è pensabile un futuro, viste anche le innumerevoli emergenze apistiche: morie, crisi di mestiere, commercializzazione ai minimi storici.
Molte ancora restano le differenze. Basti pensare che ancora oggi tante imprese agricole non hanno neppure un sito aziendale, non svolgono un’attività di web marketing, non esportano i propri prodotti per mancanza di una modesta organizzazione di internazionalizzazione del prodotto di qualità Made in Italy.
Sono ancora pochissime le imprese ad avere avviato un’attività di e-commerce, che corrisponde ad avere un ulteriore punto vendita, ma, in questo caso, non in una città o in una particolare nazione, ma su internet e quindi raggiungibile da tutti i navigatori del pianeta (previsto nelle recenti misure del governo “Campolibero” un credito d’imposta per l’e-commerce di prodotti agroalimentari al 40% degli investimenti e fino a 50mila euro).
I dati confermano, a prescindere dalla crisi di questa annata, anche una crescente importazione negli anni di miele dai paesi dell’Est Europa ed una crescente e modesta esportazione di miele italiano di qualità in Germania, Usa, Inghilterra, Giappone, Russia.
L’apicoltura quindi ha bisogno di giovani e di stimoli per contribuire ad un processo d’innovazione nel settore apistico
Ovviamente i giovani devono imparare anche il mestiere con umiltà. Per questi, il consiglio è quello cercare in giro anche sulla rete diversi manuali, ma è sempre meglio l’esperienza sul campo che si acquisisce facendosi praticamente “adottare” da un apicoltore con esperienza.
Inoltre la voglia di giovani di intraprendere una strada nel settore agricolo è confermata anche da una recentissima ricerca che conferma che la laurea con maggiori possibilità di lavoro oggi è, con il 90%, quella in agraria e a seguire quella in medicina.
Probabilmente questa tendenza è dovuta anche dal fatto che oggi nell’agricoltura italiana più del 8% dei titolari di impresa ha meno di 35 anni: in totale, 58.000 persone.
Il modello agricolo italiano è vincente nel mondo dove si è afferma la qualità, tipicità e la salubrità delle produzioni.
In questa fase economica di recessione, l’agricoltura italiana è l’unico settore in controtendenza e nel frattempo arriva un segnale positivo dal governo centrale per l’agroalimentare che ritorna ad essere tra i grandi temi e le priorità del nostro Paese.
Alcuni giorni fa il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha reso noto che è stato convertito in legge n. 116 dell’11 agosto 2014 il DL Competitività nel quale è contenuto il piano di azioni ‘Campolibero’, proposto dal Ministro Maurizio Martina, con un intervento organico per il settore.
Il Ministro Martina ha sottolineato che “Campolibero” rappresenta una svolta per l’agricoltura, perché erano anni che non veniva approvato un pacchetto di azioni coordinato e così consistente per il settore”.
Molte misure a favore dei giovani, come i mutui a tasso zero, la detrazione al 19% per affitto dei terreni a under 35 e lo sgravio di 1/3 della retribuzione lorda per assunzioni più stabili. Introdotte anche le deduzioni Irap, che possono arrivare fino a 10.500 euro per lavoro a giovani e donne nelle Regioni al Sud.
Spazio alla semplificazione con la creazione del registro unico dei controlli, l’estensione dell’uso della diffida prima delle sanzioni amministrative e la dematerializzazione dei registri. Per le imprese, anche della pesca e dell’acquacoltura, tre crediti d’imposta: due al 40% per investimenti fino a 400mila euro per innovazione e per reti d’impresa e uno al 40% fino a 50mila euro per e-commerce.
Queste le principali misure di “Campolibero” (fonte Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali):
GIOVANI
– Mutui a tasso zero;
– Detrazione per affitto dei terreni al 19% per giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni;
– Incentivi all’assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato o determinato di minimo 3 anni, con sgravio di 1/3 della retribuzione lorda;
LAVORO
– Deduzioni Irap per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato di almeno 3 anni e per almeno 150 giornate all’anno:
1) un importo pari a 3.750 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo di imposta, aumentato a 6.750 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni;
2) un importo fino a 7.500 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d’imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 10.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; tale deduzione è alternativa a quella di cui al numero 1), e può essere fruita nel rispetto dei limiti derivanti dall’applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e successive modificazioni;
3) il 50 per cento dei contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori assunti con il contratto a tempo determinato avente le caratteristiche indicate sopra. – Rete del lavoro agricolo di qualità contro il sommerso e per promuovere la regolarità delle imprese agricole, certificandone l’attività;
SEMPLIFICAZIONI
– Registro unico dei controlli;
– Estensione della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie;
– Dematerializzazione dei registri;
– Semplificazioni nel settore vitivinicolo;
INNOVAZIONI D’IMPRESA
– Credito d’imposta per innovazione e sviluppo di prodotti e tecnologie al 40% degli investimenti fino a 400mila euro;
– Credito d’imposta per nuove reti d’impresa di produzione alimentare al 40% degli investimenti e fino a 400mila euro;
– Credito d’imposta per l’e-commerce di prodotti agroalimentari al 40% degli investimenti e fino a 50mila euro;
– Avvio del sistema di consulenza aziendale in agricoltura;
SICUREZZA
– Rafforzamento azioni nella Terra dei fuochi con possibilità di ampliare i controlli;
OGM
– Introduzione di sanzioni per chi coltiva Ogm in Italia e rafforzamento degli strumenti per assicurare l’effettività del divieto sul territorio nazionale.
Christian Pilotti.
Apicoltore Moderno