mercoledì , 29 Giugno 2022
Banca dati apistica nazionale

Anagrafe Apistica e Professione veterinaria in campo apistico

Sollecitata da quesiti posti al Gruppo apicoltura riguardanti gli adempimenti e delle certificazioni legate all’implementazione dell’Anagrafe Apistica, la Federazione non può che richiamare il “manuale operativo per la gestione dell’anagrafe apistica nazionale”, recentemente approvato con il Decreto dell’11 agosto 2014 dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il manuale introduce l’obbligo per l’apicoltore di registrare in banca dati le informazioni inerenti le movimentazioni. In particolare devono essere registrate in BDA le compravendite di alveari/sciami/nuclei/pacchi d’api/ api regine, contestualmente alla cessione/acquisto e gli spostamenti, anche temporanei, che determinano l’attivazione di un nuovo apiario o la cessazione delle attività di un determinato apiario, entro 7 gg dal verificarsi dell’evento.

Per queste registrazioni online in BDA, l’apicoltore può operare direttamente o delegare il veterinario aziendale/altri. Nel caso che normative regionali/nazionali richiedano espressamente una certificazione/attestazione sanitaria sul materiale biologico oggetto movimentazione, è compito della USL di provenienza emettere tale documento, con o senza sopralluogo.

 Al medico veterinario aziendale il compito di curare la salute degli animali dell’azienda apistica che intenda fornire garanzie sanitarie sulle proprie produzioni. E’ responsabile della gestione del farmaco e della promozione di comportamenti profilattici utili a diminuire l’incidenza delle patologie apistiche o ad eradicarle.

L’apicoltore che lavori a fianco del medico veterinario garantisce al “mercato europeo”, attraverso la stesura dei manuali di buone pratiche alla produzione primaria e di autocontrollo, la corretta gestione del farmaco, la tracciabilità di mangimi, animali, alimenti, secondo quanto stabilito dalle norme di Sicurezza Alimentare e del Farmaco Veterinario.

Il veterinario aziendale opera infine indispensabilmente, a fianco del suo cliente e in collaborazione al veterinario USL, nell’opera di risanamento degli alveari dalle patologie denunciabili.

Con riferimento alla formazione del medico veterinario apistico, questa va acquisita con i corsi disponibili sul territori italiano, organizzati da vari enti (Università, Ordini, Usl, Fnovi, Isz, Enti privati) e seguendo un veterinario esperto, così come in ogni altra specialità.

 La FNOVI chiarisce che ogni medico veterinario italiano può esercitare in apicoltura. Non esistono “patentini” professionalizzanti da acquisire.

Ufficio stampa Fnovi

Info Redazione

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