mercoledì , 11 Febbraio 2026
Marcare le regine: il momento giusto fa la differenza?
Foto di Luca Mazzocchi (www.mondoapi.it)

Gabbia Mini Me.Ga per l’ingabbio della regina

Ogni apicoltore sa quanto sia difficile contrastare e tenere sotto controllo l’acaro varroa. Mancare questo importante compito porta all’insuccesso dell’allevamento apistico, alla mancanza di produzione e alla relativa mancanza di reddito. Uno degli obiettivi che l’apicoltore dovrebbe perseguire con attenzione è quello di fare la stagione produttiva (Aprile-luglio) con api sane e laboriose senza avere la necessità di intervenire con trattamenti anti varroa, che oltre ad essere inefficaci sono di grande intralcio all’attività produttiva.È statisticamente provato che famiglie di api con percentuale di varroa al 3%, poco visibile ad occhio nudo, hanno raggiunto l’infestazione detta ‘’soglia di danno economico’’ per la quale le api diventano improduttive.

Il passaggio successivo ad una infestazione del 5 % porta le famiglie alla ‘’soglia di danno sanitario” in cui le famiglie si avviano al collasso. Trovarsi in queste condizioni durante la stagione produttiva può essere veramente disastroso. Nella mia esperienza apistica per superare questo enorme problema applico dal 2013 nella mia azienda la tecnica dell’ingabbio della regina insieme all’acido ossalico dividendo la tecnica in ingabbio invernale e in ingabbio estivo. Quello invernale, sicuramente più impegnativo, necessita di una buona manualità e una padronanza nella gestione del nido, soprattutto per quanto riguarda le scorte che dovranno essere in quantità giusta e dislocate nei telai dove si formerà il glomere e chiaramente vicino alla regina ingabbiata.

Avere scorte lontane dal glomere può essere dannoso perché le api in cerca di cibo potrebbero abbandonare la regina in gabbia. Per ottenere i benefici primaverili – estivi descritti in precedenza si dovrà fare un ingabbio invernale prolungato di 50/60 giorni, questo permetterà di fare trattamenti diluiti nel tempo (2 durante la nascita della covata e 2 successivi allo sfarfallamento) capaci di azzerare la varroa presente, eliminare virosi legate alla covata, avere una re-infestazione tardiva e una ripartenza simile in tutte le famiglie.

Vantaggi della mini ME.GA

Ergonomia.
Grazie a forma e dimensione del foro di introduzione, del tappo-banda flessibile e sopratutto alla gabbia stessa costruita con materiali di altissima qualità e resistenti nel tempo, è possibile lavorare comodamente e rapidamente con entrambe le mani per una rapida e sicura introduzione della regina. Inoltre le superfici arrotondate,le dimensioni delle asole perfettamente costanti nel tempo e che non permettono la fuoriuscita della regina e la forma della gabbia sono rispettose delle api e del glomere invernale, in quanto pensate per non arrecare alcun danno o ferita ad api e regine.

 Fissaggio diretto al favo.
I puntali integrati sul retro della gabbia ne consentono il rapido e saldo fissaggio sul favo di covata, senza necessità di alcun accessorio aggiuntivo (stecchini, elastici o altro) e senza neppure rovinare il favo con la creazione di “incavi” nella cera. Il fissaggio è sicuro e senza rischi di caduta della gabbia.

Sgabbio rapido.
Grazie al tappo-banda flessibile che -dopo l’ingabbio- resta visibile al di sopra dei favi, al momento dello sgabbio, la posizione della gabbia è immediatamente individuabile, senza dover movimentare favi per cercarla. Inoltre questo speciale tappo consente anche l’apertura della gabbia operando “da sopra” senza dover movimentare alcun favo. Questa caratteristica unica della gabbia mini me.ga. garantisce di poter procedere allo sgabbio della regina in modo immediato ed in qualsiasi condizione meteo senza arrecare disturbo alla colonia. Vista la forma e dimensione della gabbia, la regina, una volta rimosso il tappo, è infatti in grado di uscire da sola dalla gabbia senza necessità di alcun ulteriore intervento dell’apicoltore.

Ottimizzazione del lavoro ed eliminazione possibili perdite post sgabbio.
Le caratteristiche descritte finora consentono ottimizzazioni del lavoro. Esempio, organizzare una rapida visita finalizzata alla sola apertura della gabbietta, in qualsiasi condizioni meteo che in dicembre e gennaio non sono ottimali. Organizzazione in un secondo momento di controllo accettazioni operando a covata ripartita con famiglie stabili e difetti ben evidenti. Altre gabbie in commercio, allo sgabbio richiedono eccessiva manipolazione dei favi e visite lunghe, condizioni che sommate all’ assenza di feromone della covata e al nervosismo della regina indotto dalle condizioni precedentemente descritte, potrebbero portare all’uccisione di alcune regine appena sgabbiate

Vincenzo Menna

Info Redazione

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