Il Gruccione è un uccello dell’ordine dei Coraciformi, gruppo tassonomico che comprende anche il Martin pescatore e la Ghiandaia marina. In Europa, ma anche in Africa, in Asia meridionale e in Australia, è presente il genere Merops, gli altri due generi, Nyctyornis e Meropogon, sono distribuiti in India, Indocina e Indonesia. L’unico Gruccione con presenza regolare in Italia è il Merops apiaster.
La taglia dell’animale è media, 27-29 cm; il becco è lungo circa 4 cm e ricurvo; la coda è lunga circa 8-9 cm; gli esemplari adulti presentano l’estremità appuntita grazie a due timoniere centrali più lunghe; l’apertura alare è di quasi 50 cm e il peso di 70-80 grammi.
Il dimorfismo sessuale è appena accennato: il maschio adulto presenta il piumaggio con colori vivaci, dal nero del collare e della stria oculare, al giallo della gola e del groppone, le ali sono in parte verdi, in parte rossicce, gialle e alcune tonalità di blu; il blu è presente anche nella coda e nel ventre. Il becco è nero, lungo, arcuato e appuntito, l’occhio rosso cremisi.
La femmina e soprattutto il giovane hanno il piumaggio più sfumato rispetto al maschio adulto, con la predominanza del verde rispetto agli altri colori.
Il verso è molto caratteristico, con una nota usuale costituita da un liquido ma piuttosto squillante suono ripetuto continuamente.
Dispiega un volo ondulato con rapidi battiti d’ala, intervallati da tratti ad ali chiuse. Spesso compie belle evoluzioni o veleggia elegantemente con volo planato durante la caccia. Strettamente gregario, si posa sui rami o sui fili.
ALIMENTAZIONE
Si ciba di insetti aculeati tra i quali api, vespe e calabroni, ed oltre agli alveari, depreda anche i vespai ed i nidi dei calabroni. Appena scopre uno di questi nidi, va a posarsi il più vicino possibile, e nello spazio di poche ore ne distrugge tutti gli abitanti. Completano la sua alimentazione le locuste, le cicale, le libellule, i tafani, le mosche, i moscerini ed i coleotteri.
DISTRIBUZIONE
Il Gruccione, diffuso in Africa nord-occidentale, in Europa meridionale e Asia occidentale, in Italia è migratore regolare e nidificante. E’ presente in modo continuo lungo la costa tirrenica e adriatica. E’ frammentario invece lungo diversi corsi d’acqua settentrionali, lungo la costa ionica e i Sicilia. Sverna in Africa e in Italia compare durante i passi di aprile-maggio e di settembre-ottobre. In Italia è estivo e di doppio passo, frequente soprattutto al sud e nelle isole. In Campania è presente nel Parco Nazionale del Vesuvio.
HABITAT
Frequenta le aperte campagne alberate o zone cespugliose, spesso anche le rive dei fiumi con banchi sabbiosi e boschi con ampie radure.
RIPRODUZIONE
Nei luoghi in cui suole nidificare, giunge verso la fine di aprile o al principio di maggio, e a metà maggio o all’inizio di giugno la femmina depone da 5 a 8 uova, rotonde, lucide e bianche. Sia il maschio che la femmina si occupano della costruzione del nido, della cova delle uova, che dura circa 7 giorni, e dell’allevamento della prole.
Se un esemplare trova un luogo favorevole alla costruzione del nido, ne sopraggiungono altri in modo da formare delle colonie.
Il nido del Gruccione, consiste in una galleria scavata in pareti di arenaria poco cementata o argilla compatta: i siti in cui si riscontrano tali tipologie sono le sponde dei fiumi, scarpate, ma anche cave abbandonate. Talvolta i nidi sono costruiti addirittura sul terreno pianeggiante. Questa specie nidifica in colonie di diverse dimensioni, a seconda della disponibilità trofiche e del sito di riproduzione ad ospitare le coppie.
La deposizione delle uova avviene a fine maggio e, dopo circa 20-25 giorni, nascono i piccoli; l’involo dei giovani avviene dopo altre quattro settimane. Nell’arco di questo tempo i genitori, spesso aiutati da uno o più individui (in genere adulti non riproduttivi), frequentano il nido con sempre maggiore assiduità, ed è possibile osservare individui che entrano ed escono dalle gallerie con insetti o per darsi in cambio nella cova.
Articolo pubblicato sulla rivista Apicultura sin Fronteras – n.96 – mayo de 2018
Aggiornato al 14/04/2022
Il gruccione, come tutte le altre specie, è protetto dalle normative vigenti, ma purtroppo non gode le simpatie degli apicoltori che organizzano delle vere e proprie battute di caccia lungo le rive dei fiumi, quando ritrovano le arnie delle api saccheggiate.
Salviamo i gruccioni o le api? Tutti due, però quando i gruccioni(che sono protetti) aumentano di numero da creare problemi alla sopravvivenza delle api, si rende necessario intervenire per ristabilire l’equilibrio. Non è facile, ma necessario!
Il problema non sono le api o i gruccioni, la natura se la cava benissimo da sola, il problema è l’uomo che deve portare tutto al suo uso e consumo e così cacciamo il lupo perché altrimenti mangia le nostre pecore, ammazziamo gli orsi perché aggrediscono i poveri cercatori di funghi. Cosi per il tornaconto di pochi perdiamo un bene inestimabile: la biodiversità
Il problema è che nel volo nuziale perdo sempre la regina per l’elevato numero di gruccioni,quindi perdo tutta la famiglia. Lascio a te la soluzione.
È il classico commento senza soluzione però sono un ambientalista quindi…
Ciao, se vi avanzano dei gruccioni portatemeli a Bedero Valcuvia VA, qui è raro trovare api ma al contrario è pieno di tafani e vespe…
Oltre agli insetti aculeati, che rappresentano l’alimentazione principale dei Gruccioni, nella costa tirrenica Vibonese, in particolare nel parco Regionale delle Serre Calabre, “Lago Angitola” è stato additato come consumatore vorace di Fichi d’india.
E’ addebitabile a questa specie il loro consumo?