mercoledì , 5 Ottobre 2022
blocco di covata

Il fenomeno del cannibalismo nelle api

Nelle api il cannibalismo è abbastanza frequente, ma nella pratica non gli si dà particolare importanza. Neppure in letteratura si trovano molte informazioni su questo fenomeno che tuttavia, in certe condizioni, può provocare gravi perdite nelle colonie.

In autunno le operaie, dopo aver cacciato i fuchi del nido, sopprimono anche la covata maschile eventualmente presente. Le larve e le pupe uccise vengono poi «riciclate» dalle api che, prima di eliminarle definitivamente, si nutrono dei loro succhi.

Manifestazioni importanti del fenomeno del cannibalismo si sono avute in Unione Sovietica, dove colonie con una buona riserva di miele, ma con ridotte scorte proteiche, hanno evidenziato uno sviluppo primaverile stentato a seguito della continua sottrazione di larve e protoninfe, utilizzate come alimento. Al sopraggiungere dell’estate, con la fioritura di alcune essenze ricche di polline, l’uccisione delle forme giovanili si è arrestata e le famiglie hanno ripreso a crescere normalmente. Il ritardo dello sviluppo si è però fatto sentire e quell’anno la produzione di miele è stata piuttosto scarsa.

In seguito a questo episodio, che ha coinvolto un gran numero di apiari, sono stati fatti degli studi per approfondire la conoscenza del fenomeno. È stato così dimostrato che durante i periodi di intensa ovideposizione le operaie, soprattutto quelle addette alla nutrizione della covata e della regina, suppliscono alla carenza di proteine e vitamine, consumano un certo numero di larve e pupe.

Questa scoperta deve essere di monito agli apicoltori: se non si lasciano nei nidi adeguate scorte di polline, in primavera le api potrebbero incontrare delle difficoltà, non ultima quella di doversi mangiare fra loro per riuscire almeno in parte a sopravvivere.

Kashkovskij V.G., Mashinskaja N.D.
Pchelovodstvo, 1989,8. L’abeille de France, 1990,746, (1): 52-53.

Info Redazione

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