sabato , 25 Maggio 2024

L’ape legnaiola (Xylocopa violacea)

L’ape legnaiola è un insetto di colore nero e violaceo dal comportamento solitario. Il nome deriva dal fatto che costruisce il nido nel legno.


L’ape legnaiola (Xylocopa violacea) è un insetto appartenente alla famiglia degli apidi, la cui caratteristica principale è la livrea di colore nero e viola cangiante. Si tratta di una specie, diffusa dall’Europa centro meridionale al Medio Oriente, che viene talvolta erroneamente chiamata calabrone nero, oppure bombo nero. Raggiunge circa i tre centimetri di lunghezza e, a causa di queste dimensioni può essere confusa con i calabroni, sebbene si tratti, in realtà, di una specie di ape.

Come è fatta l’ape legnaiola

L’ape legnaiola (Xylocopa violacea)

L’ape legnaiola è di colore nero/violaceo e il suo corpo è ricoperto da una sottile peluria dello stesso colore. Anche le ali, lunghe e strette, sono viola e hanno, inoltre, la particolarità di essere cangianti. Il corpo ha una forma particolarmente tozza, che ricorda leggermente quella dei bombi e le dimensioni variano dai 2 ai 3 centimetri. I maschi sono riconoscibili per via delle piccole linee arancioni sulla punta delle antenne, di cui le femmine sono prive.

Sia i maschi che le femmine sono dotate di un robusto pungiglione, ma lo utilizzano solo raramente e, in seguito alla puntura, a differenza delle api, sopravvivono.

La vita dell’ape legnaiola

Uno studio pubblicato nel 2005 ha approfondito la biologia dell’ape legnaiola, descrivendo il comportamento di questa specie a partire dal momento in cui, esaminando con attenzione i legni cavi presenti nell’ambiente, la femmina sceglie il luogo in cui costruire il nido. L’esplorazione avviene sempre in volo e, spesso, la zona viene analizzata anche posandosi sul legno per testare il terreno.

Una volta individuato il luogo perfetto, l’ape incomincia scavare, fino a raggiungere una profondità media di 272.54 mm. Poi si occuperà di raccogliere la riserva di polline per costruire le celle dove deporrà le uova separate le une dalle altre. In questa fase, saranno necessari circa 20 viaggi dalle fonti di polline al nido, durante i quali la femmina caricherà la sostanza sulle tibie e sui femori posteriori. Ogni volta che raggiungerà nuovamente il nido, scaricherà il polline e lo miscelerà con il nettare, ottenendo la cosiddetta “pasta pollinica”, ideale per costruire le paratie di separazione delle celle.

La curiosità di questa specie è che si tratta di un animale solitario. Circa 60 giorni dopo la deposizione delle uova, infatti, la madre tende ad allontanarsi. Dopo 15-20 giorni dalla scomparsa della madre, circa il 60% della progenie abbandona a sua volta il nido.

Nonostante questa abitudine solitaria, la propensione alla vita sociale può essere influenzata anche da una serie di fattori ecologici, quali il clima, la disponibilità di ambienti adatti e il tipo di nido costruito, ma anche la disponibilità e la stagionalità delle risorse trofiche.

Il periodo riproduttivo è molto precoce rispetto agli altri insetti della stessa famiglia e, nelle zone meridionali del nostro paese, avviene generalmente intorno a febbraio. Al termine dell’autunno, le femmine si riproducono, per poi cercare un riparo dove sopravvivere all’inverno.

Habitat e distribuzione

L’ape legnaiola (Xylocopa violacea)

Si tratta di un importante insetto impollinatore e, secondo quanto riportato sul sito del Global Biodiversity Information Facility, che permette di inserire le rilevazioni delle specie nei paesi del mondo, è stata osservata in quasi tutta l’Europa continentale, ma anche in Irlanda e nel Regno Unito. Negli ultimi anni, inoltre, si sta diffondendo anche in Sudafrica, negli Stati Uniti orientali e in alcune zone dell’Asia centrale.

Si trova principalmente nei pressi delle specie vegetali di cui si nutre, ovvero numerose varietà di orchidee e di Wisteria sinensis, ovvero il glicine comune. In generale può nutrirsi anche di altre 70 specie di piante.

L’ape legnaiola si chiama così perché costruisce il nido all’interno dei fori nel legno. In Italia, è stata osservata soprattutto sul Prunus cerasus (anche detto ciliegio acido), il P. persica (il pesco) e Castanea sativa, ovvero il castagno.

L’ape legnaiola e l’uomo

L’ape legnaiola non è un insetto aggressivo. Anche quando ci si avvicina al nido, tende a difenderlo con ronzii rumorosi e intimidatori. Questi apidi sono però dotati di pungiglione e, in caso di necessità potrebbero anche scegliere di utilizzarlo. Il loro veleno è tossico, ma è molto meno potente di quello delle altre api, di conseguenza la sua puntura non viene generalmente considerata pericolosa per gli esseri umani e nella maggior parte dei casi provoca solo il dolore causato dal pungiglione che trafigge la pelle.

Trattandosi di un animale solitario, la presenza di questa specie non è da considerarsi un problema neanche per il legno in cui viene costruito il nido. Basterà infatti un trattamento protettivo e l’insetto prediligerà altre tane.

Claudia Negrisolo
Fonte: kodami

Info Redazione

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Un commento

  1. Articolo interessante che mi ha consentito di capire che specie ha creato un nido in uno dei tronchi che uso per alimentare il camino esterno. La cosa che mi ha stupito è il calibro della segatura caduta. Ho anche avuto modo osservare direttamente lo scarico della segatura fuori del nido.

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