domenica , 8 Febbraio 2026
Perché l’acqua è essenziale per le api
Abbeveratoio per api. Foto di Pasquale Angrisani

Perché l’acqua è essenziale per le api

L’acqua gioca un ruolo vitale nel benessere delle api e nel corretto funzionamento dell’alveare. La gestione dell’acqua è particolarmente critica in apicoltura, perché le api dipendono da essa non solo per la loro sopravvivenza, ma anche per mantenere l’equilibrio termico e nutrizionale all’interno dell’arnia.

La regolazione della temperatura e dell’umidità
Le api devono mantenere condizioni ambientali molto precise all’interno dell’alveare, in particolare una temperatura compresa tra 34 e 35 °C e un’umidità relativa intorno al 60%, fondamentali per garantire lo sviluppo sano della covata (Bogdanov, 2016). Quando le temperature esterne aumentano, soprattutto nei mesi estivi, l’acqua diventa indispensabile per evitare il surriscaldamento. Le api bottinatrici trasportano gocce d’acqua nelle celle, dove l’evaporazione genera un effetto di raffreddamento che contribuisce a mantenere stabile la temperatura interna, proteggendo la covata e preservando l’integrità dei favi (Pajuelo Consultores, 2016).

L’acqua per la nutrizione e la produzione della covata
L’acqua è anche cruciale per la nutrizione delle larve e la produzione di pappa reale. La pappa reale, che le api nutrici producono per nutrire la regina e le larve, è composta per circa il 67% da acqua (Bogdanov, 2016). Inoltre, l’acqua è necessaria per la preparazione del miele e del pane d’api, che è prodotto dalla fermentazione del polline e richiede acqua per svilupparsi correttamente. Quando la produzione di covata riprende a fine inverno, le api iniziano a trasportare acqua, segnalando che la colonia sta rinnovando la sua attività e sta crescendo (Pajuelo, 2016).

Le conseguenze della carenza d’acqua
Durante i periodi di siccità o in estate, la carenza d’acqua può avere effetti devastanti. La mancanza di acqua impedisce la produzione di covata e può anche portare a stress termico, con conseguenti danni alla covata stessa e alla struttura dell’alveare. Inoltre, se l’acqua scarseggia, le api possono essere costrette a volare molto più lontano per raccoglierla, il che comporta un dispendio energetico maggiore e un aumento del consumo di miele. Questo può ridurre la riserva di cibo della colonia, compromettendo la sua capacità di sopravvivere (Pajuelo, 2016).

Un altro rischio legato alla scarsità di acqua è che le api possano cercare fonti non sicure, come pozzanghere, abbeveratoi per animali o piscine. Queste fonti, infatti, possono contenere patogeni, come il Nosema spp., che causa la nosemiasi, una malattia che può indebolire gravemente la colonia (Bogdanov, 2016).

Fornire acqua in modo sicuro
Gli apicoltori devono garantire che le api abbiano accesso a fonti d’acqua sicure e costanti, specialmente nei periodi di maggiore richiesta idrica. Le fonti dovrebbero essere collocate entro 200-300 metri dagli alveari e in aree ombreggiate, così da ridurre il dispendio energetico durante i voli di raccolta. È inoltre fondamentale proteggere l’acqua da possibili contaminazioni, come quelle causate da feci o pioggia, che potrebbero veicolare agenti patogeni (Pajuelo Consultores, 2016).

Abbeveratoio per api. Foto di Pasquale Angrisani

Una soluzione diffusa consiste nell’utilizzare abbeveratoi specifici, progettati per consentire alle api di abbeverarsi in sicurezza, senza il rischio di annegamento. Questi dispositivi dovrebbero prevedere superfici galleggianti oppure sistemi a goccia che assicurino un flusso costante e controllato. Inoltre, alcuni apicoltori aggiungono una piccola quantità di sale all’acqua (circa un cucchiaino raso per litro) per aumentarne l’attrattività. Secondo Huang (2018), una salinità compresa tra lo 0,15% e lo 0,3% è ottimale per le api, in quanto contribuisce al mantenimento dell’equilibrio idrico e apporta sali minerali utili alla colonia.

La gestione dell’acqua durante il nomadismo
La disponibilità di acqua diventa particolarmente critica durante il nomadismo, quando gli apiari vengono trasportati. Gli alveari chiusi e surriscaldati durante il trasporto possono portare a gravi problemi, come l’agitazione tra le api in cerca di acqua e, in alcuni casi, a morte per asfissia collettiva. Un semplice intervento, come la nebulizzazione di acqua sugli alveari, può fare la differenza tra la sopravvivenza della colonia e la sua perdita (Pajuelo Consultores, 2016).

Le preferenze delle api per l’acqua “sporca”
Un comportamento curioso delle api è che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non preferiscono l’acqua pura, ma quella contenente sali minerali e sostanze organiche. Le api, infatti, non hanno lo stesso concetto di potabilità che abbiamo noi: sono attratte da fonti d’acqua ricche di composti azotati, come pozzanghere, letamai o persino orinatoi. Queste fonti forniscono nutrienti aggiuntivi utili alla loro dieta e favoriscono una migliore idratazione (Pajuelo, 2016).

Conclusioni
L’acqua è essenziale per la sopravvivenza delle api, non solo per la loro idratazione, ma anche per la regolazione della temperatura, la produzione di pappa reale e il mantenimento della salute della colonia. La scarsità d’acqua può compromettere gravemente la produzione di covata, causare stress termico e favorire la diffusione di malattie. Garantire una fonte d’acqua sicura, costante e facilmente accessibile è una delle responsabilità più importanti per un apicoltore. Adottare soluzioni come abbeveratoi sicuri, la protezione contro la contaminazione e, in alcuni casi, l’aggiunta di sale nell’acqua, può contribuire a mantenere la colonia sana e produttiva.

Redazione

Riferimenti bibliografici

  1. Bogdanov, S. (2016). Bee Product Science – Water and Bees. Retrieved from: www.bee-hexagon.net
  2. Huang, Z. Y. (2018). Why Honey Bees Like Dirty Water. Michigan State University Extension. Retrieved from: https://www.canr.msu.edu
  3. Pajuelo Consultores Apícolas (2016). El agua y las abejas: necesidades, estrategias y riesgos. Documento tecnico divulgativo.

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