Settembre 2026 da record per il caldo e segnato da scarse precipitazioni, con ricadute sulle fioriture autunnali, sulle scorte delle famiglie di api e sull’andamento produttivo. Raccolti limitati e criticità sanitarie accompagnano il finale di stagione apistica, mentre il mercato resta caratterizzato da piccoli scambi.

Sommario
Andamento meteorologico
Il mese di settembre 2026 è stato estremamente caldo evidenziando temperature medie sensibilmente superiori alla norma del periodo, aspetto che pone il mese come il più caldo in assoluto nei confronti della serie storica secolare, mostrando caratteristiche pienamente estive, in particolare nella prima parte del periodo.
In merito alle precipitazioni, esse sono risultate alquanto scarse riportando in alcune aree della Penisola condizioni di considerevole siccità favorite dal connubio bassa piovosità e alte temperature all’origine di elevati valori di evapotraspitazione media giornaliera e con bilancio idro-climatico decisamente negativo.
Il mese è terminato con un’anomalia di temperatura media, su base nazionale, di ben +2,9°C rispetto alla media del trentennio 1991-2020, diventando il nono mese consecutivo del 2026 con moderate o forti anomalie termiche positive. In pratica, da inizio anno, tutti i mesi sono stati caratterizzati da un decorso climatologico più caldo rispetto alle medie di riferimento
Andamento produttivo
Il decorso termico e pluviometrico del mese di settembre ha condizionato le fioriture e gli ultimi flussi nettariferi della stagione, essenziali sia per la produzione di alcuni raccolti tipici autunnali sia per lo sviluppo adeguato e il ripristino delle scorte nelle famiglie di api provate dalla prolungata siccità e dal caldo estivi.
Dal punto di vista produttivo, nel mese di settembre è iniziata la fioritura dell’eucalipto autunnale in Calabria, i cui esiti e rese produttive sono tuttora in fase di monitoraggio e valutazione.
Nel resto della penisola, nelle zone di presenza di fioriture spontanee di edera, le famiglie hanno potuto ripristinare le scorte. Tuttavia, anche l’edera sembra aver risentito della forte siccità e del caldo estivo, non fornendo i flussi eccezionali registrati l’anno scorso; ciononostante, in alcune aree i flussi sono stati sufficienti a consentire raccolti puntiformi. Va sottolineato che pochi apicoltori si dedicano alla produzione del miele monoflora di edera, per la rapidità di cristallizzazione del nettare e per le conseguenti difficoltà tecniche di smielatura. L’edera rappresenta comunque una risorsa trofica fondamentale per garantire l’invernamento delle famiglie; nelle zone in cui le fioriture autunnali sono risultate scarse o compromesse dalla siccità, si è reso necessario intervenire con la nutrizione di soccorso.
Dal punto di vista sanitario, si confermano le segnalazioni di spopolamenti causati presumibilmente dalla combinazione tra stress nutrizionale, stress termico ed elevata infestazione da varroa. Di questa condizione di debolezza e di diminuzione della popolazione di api approfittano le vespe predatrici, in particolare Vespa orientalis, di cui si segnala una forte e aggressiva presenza in diverse aree della Campania, della Sicilia e del Lazio.
Andamento di mercato
Le transazioni rilevate nel mese di settembre sul mercato del miele all’ingrosso riguardano principalmente scambi di piccole partite (fino a 20 q.li) tra apicoltori in secchi da 25 kg.
L’ampiezza delle forbici di prezzo riflette la marcata disomogeneità di questa tipologia di mercato e la forte incidenza della negoziazione privata tra gli operatori.
Il mercato degli sciami e delle regine si considerano sostanzialmente conclusi per questa stagione.
Simona Pappalardo
Fonte: mieleinforma
Apicoltore Moderno