Salute delle api, SVETAP rilancia il ruolo dei veterinari: prevenzione e collaborazione contro le nuove minacce all’apicoltura
Sommario
- Salute delle api, SVETAP punta su prevenzione e veterinari
- SVETAP rinnova le cariche: Roberto Bava alla Presidenza
- Specie invasive e sorveglianza sanitaria: il ruolo centrale dei veterinari
- SVETAP, ricerca e collaborazione per il futuro dell’apicoltura

Salute delle api, SVETAP punta su prevenzione e veterinari
Specie invasive, sorveglianza sanitaria e collaborazione tra istituzioni, veterinari, ricercatori e apicoltori. Sono queste le sfide al centro del VI Congresso Annuale Elettivo della Società Scientifica Veterinaria per l’Apicoltura (SVETAP), che si è svolto a Viterbo dal 23 al 24 ottobre, presso la Sezione di Viterbo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana.
La salute delle api rappresenta una componente fondamentale per la tutela della biodiversità e per l’equilibrio degli ecosistemi. Per proteggerla non bastano interventi isolati, ma occorrono strategie condivise, un’efficace attività di sorveglianza e una stretta collaborazione tra tutte le professionalità coinvolte nel settore apistico. È proprio su questi presupposti che si fonda l’impegno di SVETAP, che in occasione del Congresso ha rinnovato le cariche sociali e delineato le prospettive future della propria attività, ponendo al centro la prevenzione e la gestione delle principali minacce sanitarie per l’apicoltura.
SVETAP rinnova le cariche: Roberto Bava alla Presidenza
Uno dei momenti centrali del Congresso è stato il rinnovo delle cariche sociali della Società Scientifica Veterinaria per l’Apicoltura. L’assemblea ha eletto Roberto Bava alla Presidenza per il prossimo mandato, affidandogli il compito di guidare le attività della Società e rafforzarne il ruolo nel panorama scientifico e sanitario dell’apicoltura. Il nuovo Consiglio Direttivo sarà composto, oltre che dal Presidente, dai consiglieri Sofia Grillo, Mario Orrico, Livia Malandrucco, Vincenzo D’Andrea, Massimo Palazzetti e Alessia Luzzi.
La nuova squadra sarà chiamata a proseguire il lavoro di SVETAP, consolidando le attività di ricerca, formazione e divulgazione e promuovendo una collaborazione sempre più stretta tra veterinari, istituzioni, mondo scientifico e operatori del settore apistico.
Specie invasive e sorveglianza sanitaria: il ruolo centrale dei veterinari
Il congresso, dal titolo «Specie invasive di interesse apistico: rilevanza di un approccio integrato e condiviso», ha affrontato alcune delle problematiche sanitarie ed ecologiche più rilevanti per il futuro dell’apicoltura. Tra gli argomenti approfonditi figurano le problematiche legate ad Aethina tumida, il piccolo coleottero dell’alveare, e quelle relative a Vespa velutina e Vespa orientalis, predatori che possono esercitare una forte pressione sulle colonie di api. Particolare attenzione è stata dedicata anche a Tropilaelaps, un acaro parassita della covata che, pur non essendo ancora stato segnalato in Italia, rappresenta una potenziale minaccia per il patrimonio apistico nazionale.
Si tratta di organismi con caratteristiche biologiche e modalità di diffusione differenti, ma accomunati dalla necessità di un’attenta attività di monitoraggio e di interventi tempestivi. La loro gestione richiede competenze specifiche, capacità diagnostiche e una rete di collaborazione in grado di individuare rapidamente eventuali nuove introduzioni e limitare i rischi di diffusione. Di fronte a minacce sempre più complesse, la prevenzione assume quindi un’importanza strategica: la sorveglianza sanitaria degli apiari, il riconoscimento precoce dei parassiti e degli organismi invasivi e la corretta gestione delle emergenze rappresentano strumenti indispensabili per proteggere le colonie.
In questo contesto, il medico veterinario svolge una funzione fondamentale. Le sue competenze in materia di sanità animale, epidemiologia, diagnosi e biosicurezza costituiscono un supporto essenziale per gli apicoltori e per le autorità sanitarie. Rafforzare il ruolo veterinario in apicoltura significa quindi migliorare la capacità del sistema di prevenire e affrontare le emergenze, favorendo la circolazione delle informazioni e la condivisione delle conoscenze scientifiche.
Il rapporto tra medici veterinari e apicoltori deve fondarsi sulla collaborazione e sul riconoscimento reciproco delle rispettive competenze. Le conoscenze sanitarie e diagnostiche dei veterinari, unite all’esperienza diretta degli apicoltori nella gestione quotidiana degli alveari, rappresentano risorse complementari e indispensabili. Superare eventuali contrapposizioni e rafforzare il dialogo tra queste figure significa lavorare in un’unica direzione: prevenire le malattie, affrontare tempestivamente le emergenze e tutelare la salute delle api e l’intero comparto apistico.
Un obiettivo che non può prescindere dal coinvolgimento diretto degli apicoltori, primi osservatori dello stato di salute delle proprie colonie e interlocutori indispensabili per individuare tempestivamente situazioni anomale.
SVETAP, ricerca e collaborazione per il futuro dell’apicoltura
Nel delineare le prospettive della Società, il presidente Roberto Bava ha sottolineato la volontà di proseguire e rafforzare le attività di ricerca, formazione e divulgazione, valorizzando il contributo del medico veterinario e consolidando i rapporti di collaborazione con le istituzioni e con tutti gli attori del settore apistico. L’obiettivo è promuovere una cultura della prevenzione basata sulla conoscenza scientifica, sulla formazione continua e sulla condivisione delle esperienze, affinché le nuove minacce possano essere affrontate con strumenti adeguati e risposte coordinate.
In questa prospettiva assume particolare rilevanza l’approccio One Health, che riconosce lo stretto legame tra salute animale, salute umana e salute dell’ambiente. La tutela delle api, infatti, non riguarda soltanto la salvaguardia delle produzioni apistiche, ma coinvolge direttamente la biodiversità, l’impollinazione e la funzionalità degli ecosistemi.
Le sfide che attendono l’apicoltura richiedono un cambiamento di prospettiva: dalla gestione delle singole emergenze a un sistema strutturato di prevenzione, sorveglianza e collaborazione. Il confronto promosso da SVETAP a Viterbo ha ribadito l’importanza di costruire una rete stabile tra mondo scientifico, servizi veterinari, istituzioni e apicoltori.
Solo attraverso il dialogo, la ricerca e la condivisione delle competenze sarà possibile affrontare efficacemente le minacce presenti e future, proteggendo la salute delle api e il patrimonio apistico italiano. Perché difendere le api significa tutelare non soltanto l’apicoltura, ma anche la biodiversità e l’equilibrio dell’ambiente da cui dipende il nostro futuro.
Marco Ferrigno
Apicoltore Moderno