La varroa, in fase foretica, si sposta sulle api attraverso due strade, una in senso parallelo ai favi e un’altra in senso ortogonale ai favi. La strada in senso ortogonale ai favi, è stata modificata dal sig. Mussi che la portata dai 9 ± 10 mm a 20 mm.
A seguito di questa modifica le varroe, quando tentano di trasferirsi su altre api scegliendo la strada ortogonale ai favi, trovano l’intercapedine maggiore durante il salto, la maggior parte di esse cadono nel vuoto e non trovando altre api su cui aggrapparsi a causa dell’allargamento dei favi cadono sul telaino diagnostico, posto sul fondo dell’arnia.
Se si considera che le varroe, si spostano per un 50 % sulle api in direzione ortogonale ai favi e per un 50 % in direzione parallela ai favi se tutte le varroe, teoricamente, cadessero durante il salto in direzione ortogonale, si avrebbe una riduzione del 50%. Questo per i primi tempi, fino a quando le varroe riconoscono qual è la strada più facile per spostarsi.
Forse questo è il motivo per cui lo spazio Mussi funziona solo all’inizio dell’allargamento dei favi.
Indipendente dal risultato ufficiale che non è stato ancora validato scientificamente, un sentito ringraziamento va al sig. Mussi per aver cercato di analizzare e studiato un metodo biotecnico per contrastare la varroa.
Pasquale Angrisani
Apicoltore Moderno