domenica , 8 Febbraio 2026
Come proteggere gli alveari da calabroni e vespe
Il calabrone asiatico rappresenta una vera minaccia per le api e gli ecosistemi europei.

Come proteggere gli alveari da calabroni e vespe

La gestione e la cattura di imenotteri predatori degli apiari, quali i calabroni (Vespa crabro), le vespe comuni (Vespula spp.) e specie alloctone invasive come il calabrone orientale (Vespa orientalis) e il calabrone asiatico (Vespa velutina nigrithorax), rappresentano una componente cruciale della difesa apistica. Le metodologie di controllo spaziano dall’impiego di feromoni specifici all’utilizzo di trappole meccaniche. È fondamentale sottolineare che l’efficacia della lotta non si concentra prioritariamente nel periodo estivo o autunnale, bensì nella primavera precoce. Questo timing strategico mira all’intercettazione delle regine fondatrici che, dopo aver superato la diapausa invernale, sono in fase di avvio di nuove colonie. La rimozione di una singola regina in questo stadio previene la formazione di centinaia, se non migliaia, di individui predatori.

Progettazione e Assemblaggio di una Trappola Artigianale

Un metodo economicamente vantaggioso e accessibile prevede la costruzione di una trappola mediante il riciclo di una bottiglia di polietilene tereftalato (PET)1 di 1,5 litri (Fig. 1). La bottiglia viene sezionata orizzontalmente nel punto di transizione tra il corpo cilindrico e il collo rastremato.

Fig.1

Questa operazione genera due componenti: una base cilindrica destinata a contenere la soluzione attrattiva e un segmento superiore conico, il quale, una volta capovolto e inserito nella base, funge da imbuto d’ingresso (Fig. 2). La stabilità strutturale della trappola è garantita dall’allineamento dei bordi di taglio e dal fissaggio mediante graffette metalliche (ad esempio, tramite cucitrici professionali quali Zenith 548 o 590). Per la sospensione, si praticano due fori diametralmente opposti sulla circonferenza superiore, attraverso i quali viene inserito un filo metallico. La trappola così assemblata è pronta per l’applicazione dell’esca.

Formulazione dell’Esca Attrattiva

L’efficacia dell’esca è il fattore determinante per il successo della cattura. L’esperienza ha dimostrato che la birra, in particolare varietà con un profilo aromatico complesso derivante da malto e sottoprodotti della fermentazione, esercita una potente attrattività selettiva. L’aggiunta di lieviti e zuccheri fermentabili nella birra genera composti volatili (es. alcoli, esteri, acidi carbossilici) che mimano fonti alimentari naturali, risultando irresistibili per questi imenotteri. Il volume di esca raccomandato varia tra 300 e 400 ml. Per mantenere l’efficacia attrattiva, è consigliabile un ricambio settimanale della soluzione, poiché la volatilità degli attrattivi diminuisce nel tempo.

Fig. 2

In alternativa, una miscela di acqua, zucchero e aceto (es. 100g H₂O, 100g saccarosio, 20g aceto) può fungere da attrattivo generale. Per le specie con dieta prevalentemente proteica, come Vespa orientalis e Vespa velutina, l’aggiunta di proteine avariate (es. frammenti di pesce o carne) può incrementare significativamente il tasso di cattura. Il principio è quello dell’attrazione chimiosensoriale basata sui prodotti di degradazione proteica, come le ammine biogene2 .

Posizionamento e Monitoraggio delle Trappole

Il posizionamento strategico delle trappole è critico. Si raccomanda di appendere le trappole sul lato sud-est degli alberi, ad un’altezza di circa 2 metri da terra, privilegiando aree con ampio spazio aperto circostante. L’installazione dovrebbe avvenire al manifestarsi delle prime avvistamenti di predatori nell’area dell’apiario. La densità di installazione suggerita è di circa una trappola ogni 500 m², modulabile in base al grado di pressione predatoria. La mancata cattura può essere attribuita a diverse variabili ambientali o di posizionamento, tra cui temperature ambientali insufficienti per l’attività degli insetti, l’assenza effettiva di popolazioni di predatori o un’ottimizzazione insufficiente della posizione delle trappole.

Vantaggi del Dispositivo Artigianale

I benefici di questa trappola artigianale, in contrasto con le soluzioni commerciali, sono molteplici:

  1. Costo-Efficienza Zero: La realizzazione non implica alcun costo diretto, sfruttando materiali di scarto.
  2. Sostenibilità Ambientale: Promuove il riciclo di materiali plastici, contribuendo alla riduzione dei rifiuti.
  3. Principio di Cattura Multi-Modale: L’efficacia della trappola non si limita all’intrappolamento per annegamento o avvelenamento (se si usano esche tossiche, sebbene non raccomandato con questa esca), ma si basa primariamente sulla conformazione ad imbuto irreversibile. Questa geometria impedisce la fuoriuscita dell’insetto una volta penetrato, garantendo l’intrappolamento anche in assenza di un immediato invischiamento nell’esca liquida. Tale principio sfrutta la difficoltà degli imenotteri nel volare verticalmente in spazi ristretti una volta disorientati.

Pasquale Angrisani

<strong>Glossario</strong>

    1. Quando si parla di bottiglia di polietilene tereftalato (PET), ci si riferisce al tipo di plastica più comune utilizzato per produrre le bottiglie per bevande (acqua, bibite gassate, succhi), contenitori per alimenti, cosmetici e detergenti che troviamo quotidianamente.Il PET (spesso abbreviato anche come PETE) è una resina termoplastica che fa parte della famiglia dei poliesteri. “Termoplastica” significa che può essere ammorbidita con il calore e modellata in varie forme, e poi solidificarsi nuovamente, un processo che può essere ripetuto, rendendola facilmente riciclabile.
      Ecco le sue caratteristiche principali che la rendono così diffusa:

      • Trasparenza: Il PET è naturalmente trasparente, il che permette di vedere il contenuto della bottiglia.
      • Leggerezza: È un materiale molto leggero, il che riduce i costi di trasporto e l’impatto ambientale legato al peso.
      • Resistenza: È robusto e resistente agli urti, il che lo rende meno fragile del vetro e più sicuro in caso di cadute.
      • Barriera ai gas: Ha buone proprietà di barriera contro i gas, come l’anidride carbonica, che aiuta a mantenere l’effervescenza delle bevande gassate e a conservare più a lungo i prodotti.
      • Sicurezza alimentare: È approvato a livello globale per il contatto con alimenti e bevande, in quanto è inerte e non reagisce con ciò che contiene.
      • Riciclabilità: È uno dei materiali plastici più riciclati al mondo (spesso identificato con il simbolo del riciclo numero “1”). Le bottiglie in PET riciclate (rPET) possono essere trasformate in nuove bottiglie, fibre tessili (ad esempio per pile e moquette) e altri prodotti, contribuendo a un’economia circolare.

      In sintesi, una bottiglia di PET è quella classica bottiglia di plastica leggera, trasparente e resistente che usi per l’acqua minerale o le bibite, e che è altamente riciclabile.

    2. Le ammine biogene sono composti organici contenenti uno o più gruppi amminici, che derivano dalla decarbossilazione di specifici amminoacidi o dall’amminazione e transamminazione di aldeidi e chetoni. Sono sostanze biologicamente attive, diffuse in natura e prodotte da microrganismi, piante e animali. Nel contesto degli insetti predatori come calabroni e vespe, le ammine biogene svolgono un ruolo chiave come segnali chimici volatili. Quando alimenti ricchi di proteine (come carne o pesce) iniziano a decomporsi, i batteri presenti degradano gli amminoacidi, rilasciando ammine biogene come putrescina, cadaverina, istamina e tiramina. Questi composti hanno odori distintivi, spesso sgradevoli per l’uomo, ma che sono estremamente attrattivi per gli insetti carnivori e saprofagi, segnalando la presenza di una fonte di cibo ricca di proteine in decomposizione. Per questo motivo, l’utilizzo di esche a base di pesce o carne avariata nelle trappole per vespe e calabroni risulta particolarmente efficace: le ammine biogene prodotte dalla decomposizione fungono da potenti richiami olfattivi, guidando gli insetti verso la trappola.

 

Info Pasquale Angrisani

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3 Commenti

  1. Roberto Carzolio

    Credevo che anche le api venissero attratte da birra o altri liquidi zuccherati

  2. Ho trovato gli articoli utili, spero di leggerVi ancora.
    Grazie

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