domenica , 27 Novembre 2022
Portasciame in polistirolo con nutritore

I difetti dell’arnia porta nucleo provvista di nutritore integrato

Ad Apimell ho visto un’arnietta porta nucleo con nutritore integrato, in polistirolo espanso ad alta densità, con pareti esenti da ponti termici.

Il titolare dell’azienda che ha brevettato e produce le arniette si vantava che il suo prodotto aveva delle caratteristiche incontestabili, ma bastava fargli delle domande per capire che elencava solo qualche pregio ma non tutti i difetti che tale prodotto aveva e non accettava consigli per fare delle modifiche per eliminare i difetti e aumentarne i pregi (Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.)

I difetti sono stati riscontrati sulle pareti

Le dimensioni delle pareti a vista si presentano debole, il loro spessore di 20 mm non riesce abbondantemente a sopportare il peso di due melari pieni di mieli da cinque favi, quindi si consiglia per irrobustire le pareti di portare le dimensioni a 25 mm pari a quelli del melario che ha in dotazione.

La posizione del nutritore
Il nutritore non va messo davanti al nucleo per i seguenti motivi:
  1. In inverno essendo l’ingresso della porticina immediatamente sotto il nutritore, è sempre in ombra e quindi le api non sono stimolate a uscire.
  2. I vantaggi della parete più calda che sono stati decantati dal venditore non corrispondono a verità. Infatti, Il nutritore non può agevolare l’aumento della temperatura della parete anteriore al nucleo e di conseguenza in inverno le api non sarebbero facilitate ad approvvigionarsi delle scorte presente nel nutritore. Dato che il polistirolo espanso e l’elevata inerzia termica delle pareti del nutritore non influenzano gli sbalzi termici tra l’esterno e l’interno.
  3. È sconsigliato disporlo davanti alla parete anteriore perché, quando dobbiamo riempire il nutritore, si passa davanti alla porticina d’ingresso creando intralcio all’andirivieni delle api.
L’eliminazione della rastrelliera

Il brevettante dietro insistenza di molti apicoltori ha cercato di correggere l’inconveniente al punto tre, realizzando un’altra porticina nel lato posteriore del nucleo, creando un altro problema. Infatti, è stato necessario, per realizzare la seconda porticina, eliminare la rastrelliera laterale che impedisce ai telaini di oscillare durante il trasporto, con rischio che si schiacciano le api e la regina quando si fa nomadismo.

Il nutritore

La prima volta che si deve inserire il nutrimento nel nutritore bisogna liberare la strada che porta dal nido al nutritore, togliendo il tappo di polistirolo nella parete anteriore dell’arnietta porta nucleo. Questo va tolto necessariamente con la maschera, in quanto ai primi rumori e a un repentino fascio di luce che entra all’interno del nucleo le api se la temperatura è ottimale, si riversano nel nutritore con rischio di annegamento e fuoriuscendo si riversano sull’apicoltore per aggredirlo. Per ovviare a questo inconveniente il nutritore deve essere dotato necessariamente di una griglia, messa a circa 9 mm dalla parete del nutritore, a forma di L capovolta, disposta in verticale e piegata ad angolo retto sopra il foro di collegamento tra il nucleo e il nutritore in modo che le api sono sempre recluse e non possano uscire durante il riempimento del nutritore sia con sciroppo e sia con il candito.

La porticina d’ingresso

L’ingresso dell’arnietta porta nucleo è dotata di un saliscendi regolabile in funzione della temperatura esterna. In inverno si evidenzia il difetto di questo tipo di porticina, perché per evitare la dispersione di calore, si restringe la porticina verso l’alto, di circa 10 mm, quindi l’ingresso dell’arnietta si troverà a un’altezza dal fondo di circa 40 mm. Questa maggiore altezza dal fondo nel periodo invernale obbliga le api a un superlavoro di pulizia, perché devono impiegare molte energie per portare verso l’alto, i detriti e le api morte e altri elementi voluminosi che non riescono a passare attraverso la griglia posta sul fondo sempre se questa non sia stata già propolizzata dalle api. Questo inconveniente, della maggiore altezza da terra, è stato risolto da un’altra azienda apistica che produce accessori in metallo per le arnie che ha realizzato un monoblocco con una porticina che s’incastra attraverso due piccole vite alla struttura dell’arnietta. Quest’accessorio però, ha creato  nuovi inconvenienti, in inverno favorisce il ponte termico, cioè la condensa sugli elementi metallici, mentre in estate il riscaldamento delle parti metalliche provoca problemi alle zampette delle api quando transitano attraverso la porticina.

ll fondo

Il fondo grigliato, che serve per eliminare la condensa nel periodo invernale, annulla tutto il potere coibente dell’arnietta di polistirolo, perché, l’aria esterna fredda che si ha sotto il fondo grigliato, è uguale all’aria interna sopra al fondo grigliato, questo perché due strati d’aria a temperatura diversa, posti a contatto, evolvono fino a uguagliare le loro temperature. La differenza di temperatura che si riscontra sotto il coprifavo non è dovuta al potere coibente del polistirolo ma al superlavoro che le api fanno per mantenere la temperatura intorno alla regina di circa 32± 33 °C. Questo difetto può essere eliminato costruendo il fondo chiuso, inclinato e con delle piccole scanalature sul fondo aderenti alle pareti che convogliano l’acqua di condensa verso la porticina a tutta larghezza e che fornisce areazione e fa uscire l’acqua di condensa.

I bordi

Essendo l’arnietta in polistirolo, un materiale abbastanza fragile, a ogni apertura del coprifavo si rovina la zona, dove s’inserisce la leva per alzare il coprifavo. Una ditta che produce ferramenta per gli alveari, ha risolto parzialmente il problema solo sui bordi del nucleo ma non sotto il coprifavo. Ha realizzato una lamiera zincata sagomata di facile applicazione, che rivestisse completamente i bordi del nucleo di polistirolo, con distanziatori salva api nel lato corto, che permettono alle api di avere un passaggio sotto la testa dell’orecchietta dei telaini, ma questa modifica crea il problema del ponte termico, che favorisce la formazione di condensa e muffa all’interno del nucleo di polistirolo.

Il coprifavo

Essendo piano, la parte inferiore del coprifavo che si sovrappone sui bordi, quando l’arnietta di polistirolo non è dotato di un tetto a scatola o a chalet in lamiera zincata, dopo la pioggia si nota infiltrazione di acqua all’interno, soprattutto quando il coprifavo è stato alzato da poco e le api non hanno avuto il tempo di propolizzarlo sui bordi sull’arnietta. Per ovviare a questo inconveniente è preferibile realizzare il coperchio con delle battite a mezzo spessore che si vanno a incastrare sul bordo, opposte a quelle che ora è dotato l’arnietta.

Conclusioni

Si spera dopo aver evidenziato questi difetti, che l’industria apistica non pecca di presunzione, ma di accettare dietro un accurato studio le modifiche consigliate per migliorare le caratteristiche prestazionali e tipologiche delle arnie in polistirolo e di avere fiducia nello scambio d’informazione.

Pasquale Angrisani

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