venerdì , 24 Aprile 2026
Miele raccolto con un cucchiaino da un barattolo
Miele, nel mondo se ne consumano 1,9 milioni di tonnellate all’anno. Più di quanto le api ne possano produrre

La cristallizzazione del miele

Il miele cristallizzato non è ben accettato dal consumatore i meno informati e i più sospettosi pensano addirittura che il miele allo stato cristallizzato abbia subito un’aggiunta di zucchero, soprattutto quando la cristallizzazione naturale è grossolana.

Facciamo un po’ di chiarezza. La cristallizzazione del miele è un processo naturale che dipende principalmente dalla sua composizione e dalla temperatura. Ogni miele ha una differenza tendenza a cristallizzare, essa aumenta in ragione alla minore presenza di acqua o a una maggiore presenza di glucosio e dipende dalla concentrazione degli zuccheri presenti nel miele stesso.

Se l’umidità del miele è bassa e la temperatura si mantiene intorno ai 14°C, il fenomeno della cristallizzazione avviene rapidamente e si formeranno cristalli fini, se avviene, lentamente, si formeranno cristalli grossi.

La temperatura di conservazione influisce su questo fenomeno: oltre i 25° C e sotto i 5 °C la cristallizzazione è inibita.

I principali fattori che interessano la cristallizzazione sono: il glucosio, il fruttosio, l’acqua e la temperatura.

Il miele va conservato al riparo dall’aria, dall’umidità e dalla luce. La temperatura ottimale è 14ºC.

La cristallizzazione del miele avviene per processo naturale, per riaverlo liquido è sufficiente riscaldare il vaso a bagnomaria senza superare i 40ºC. Il leggero strato bianco che si osserva sulla superficie dei barattoli non è un difetto visivo o qualitativo è dovuto a particelle di ossigeno che si formano durante la smielatura per centrifugazione, e non ad una fermentazione.

Dalla tabella seguente possiamo risalire al tipo di cristallizzazione.
Glucosio/Acqua (G/A) ≥ 2 Cristallizzazione rapida Cristalli Fini
Glucosio/Acqua (G/A) ≤2 Cristallizzazione lenta Cristalli Grossi
Fruttosio/Glucosio (F/G) = 1.30÷1.40 Cristallizzazione lenta Cristalli Grossi
Fruttosio/Glucosio (F/G) = 0.95÷0.90 Cristallizzazione rapida Cristalli Fini
Ecco come alcuni tipi di mieli uniflorali cristallizzano.
MIELE COLORE CRISTALLAZZIONE
Facelia Ambra chiaro Liquido con tendenza alla cristallizzazione in modo lento
Acacia Chiaro Assente
Agrumi Molto bianco, bianco nel cristallizzato Spesso con cristalli grossi e sabbiosi semi-rapida
Girasole Giallo vivo Variabile ma sempre valida
Lavanda Da chiaro ad ambrato Generalmente fine
Rododendro Molto chiaro, opalescente,bianco nel cristallizzato Variabile, ma spesso in massa pastosa
Sulla Chiaro, fino a quasi bianco In pasta bianca e compatta, non dura, con cristalli facilmente solubili
Castagno Da ambrato a quasi nero, secondo le zone di produzione In genere assente o a grossi cristalli
Corbezzolo Ambrato con tonalità grigio verdi Quasi sempre irregolare; è un miele che fermenta piutosto in fretta, data la sua quantità di umidità elevata
Erica Ambra con tonalità arancioni Fine, regolare e pastosa
Eucalipto Ambrato medio, nel cristallizzato tende al grigio A grana fine e consistenza compatta
Melata D’Abete Molto scuro, quasi nero con leggera fluorescenza In genere assente
Melata Molto scuro, quasi nero In genere assente
Tarassaco Giallo vivo o beige crema, se in miscela con miele di salice Molto rapida e in genere a cristalli finissimi
Tiglio Da chiaro a piuttosto scuro, a seconda del contenuto in melata Molto spesso a grana grossolana
Timo Ambrato medio Variabile
Cardo Da ambra chiaro a ambra Spontanea alcuni mesi dopo il raccolto
Erba Medica Da ambra chiaro a ambra se liquido, beige se cristallizzato Spontanea alcuni mesi dopo il raccolto, tende a fermentare

Pasquale Angrisani

Info Redazione

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