Adottando questa semplice variante, è possibile superare lo svantaggio illustrato nel primo metodo, utilizzando sciami artificiali e seguendo il procedimento che segue:

1. Raccogli lo sciame naturale utilizzando un pigliasciame completo di telaini, che deve contenere almeno un telaino con covata fresca o un favo già costruito. Durante il periodo in cui lo sciame si calma e prende possesso della nuova casa, preparati per raccogliere il materiale necessario per salvare il maggior numero possibile di celle reali.
2. Dividi l’alveare B, che ha sciamato (vedi disegno 1), smembrandolo in quattro nuclei (nel nostro caso, i nuclei sono numerati 2, 8, 4 e 6). Ogni nucleo deve avere un telaino di provviste con miele e polline, e uno di covata mista contenente almeno una cella reale, con tutte le api sopra. Se i favi non contengono celle reali, puoi tagliarle da altri favi che ne sono ricchi e innestarle sui telaini, sopra la covata.
3. I nuclei così formati devono essere posti in nuove posizioni nell’apiario, distanti alcuni metri dal luogo in cui si trovava l’alveare che ha sciamato. Dopo circa un paio d’ore, quando lo sciame naturale si è calmato, preleva il favo che contiene la regina, con tutte le api sopra. Questo favo si troverà probabilmente su quello contenente covata fresca o un favo costruito. Inserisci questo favo nel pigliasciame nucleo n. 5 (vedi disegno 2), che sarà completato con un favo di provviste e telaini già costruiti o con fogli cerei. Il nucleo con la regina deve essere collocato nel posto precedentemente occupato dall’alveare che ha sciamato, con la porticina aperta, in modo che raccolga tutte le api che si alzano in volo durante le operazioni di travaso, e il giorno seguente le bottinatrici che si trovano nei nuclei costituiti, ma che non hanno accompagnato lo sciame.

4. Successivamente, dai telaini raccolti dallo sciame naturale, prendi quelli coperti di api e inseriscili uno in ogni nucleo. Completa i nuclei con altri telaini costruiti o con foglio cereo. Durante le prime ventiquattro ore, le porticine dei pigliasciami devono rimanere chiuse, garantendo però una ventilazione adeguata attraverso il foro di ingresso e quello del nutritore. Le api prelevate dallo sciame naturale, notando l’assenza della regina, tenteranno di uscire per trovarla, ma dopo vari tentativi e rendendosi conto della presenza della cella reale accudita dalle api che non hanno sciamato, abbandoneranno l’idea di cercare la regina. Si concentreranno invece sulla protezione della cella reale, difendendola dal freddo.
5. Il giorno dopo, quando le porticine dei pigliasciami vengono aperte, le bottinatrici, che non hanno sciamato, rientreranno dai campi e si uniranno al nucleo n. 5, che contiene la regina. Nei nuclei rimarranno solo le api nutrici che non hanno sciamato, insieme alle api dello sciame naturale catturato.
6. Per favorire una rapida ripresa dei nuclei, è necessario nutrirli abbondantemente finché non diventeranno autosufficienti e riempiranno il pigliasciame. Al termine dell’operazione, avrai un nucleo con la regina madre (nucleo n. 5) e quattro nuclei con giovani regine.
Questi metodi, che sfruttano le celle reali provenienti dalla sciamatura naturale, non devono essere applicati sistematicamente nell’apiario, ma solo quando si desidera recuperare occasionalmente celle reali da sciamatura, per evitare di selezionare famiglie troppo inclini alla sciamatura naturale.
Pasquale Angrisani
Apicoltore Moderno