mercoledì , 11 Febbraio 2026
Marcare le regine: il momento giusto fa la differenza?
Foto di Luca Mazzocchi (www.mondoapi.it)

La marcatura della regina: tecniche, vantaggi e buone pratiche

La ricerca dell’ape regina all’interno di un alveare particolarmente popoloso rappresenta, tanto per l’apicoltore esperto quanto per il principiante, un’operazione laboriosa e spesso dispendiosa in termini di tempo ed energie. La difficoltà nasce dalla necessità di individuare un singolo insetto tra migliaia di api operaie, tutte in continuo movimento sul favo (Porrini et al., 2021).

Per semplificare e velocizzare questa operazione, gli allevatori di api regine hanno adottato la pratica della marcatura, che consiste nell’applicare sul torace della regina una piccola goccia di vernice indelebile di colore vivace, oppure un dischetto adesivo numerato (Ricciardelli D’Albore, 1998). Questo sistema consente di riconoscere con immediatezza la regina tra le altre api, migliorando l’efficienza nella gestione dell’alveare.

La marcatura può essere effettuata in qualunque momento della stagione apistica, escludendo però i mesi invernali, quando le basse temperature costringono le api a formare il cosiddetto glomere (aggregazione termica) e l’apertura dell’alveare potrebbe compromettere la sopravvivenza della colonia (Carreck, 2008). È consigliabile procedere con la marcatura non appena la regina è stata fecondata, preferibilmente in primavera o in autunno, quando la famiglia è meno numerosa e più facilmente gestibile.

Fig. 1. Marca regina a stantuffo con rete elastica

Dopo l’applicazione del segno distintivo, è importante attendere qualche minuto prima di reintrodurre la regina nell’alveare, affinché la vernice si asciughi completamente e si dissolvano eventuali odori estranei. Un’introduzione affrettata, infatti, potrebbe provocare comportamenti aggressivi da parte delle operaie, che potrebbero non riconoscerla e attaccarla — un fenomeno noto come balling (Seeley, 1985).

La marcatura della regina permette all’apicoltore di monitorare con precisione l’età dell’insetto, un’informazione fondamentale per valutare la salute e la stabilità della colonia. Tuttavia, essa non fornisce indicazioni dirette sulla prolificità della regina, ovvero sulla sua capacità di deporre uova, che andrà valutata con altre osservazioni (Winston, 1987). Un ulteriore vantaggio è la maggiore visibilità della regina sui favi, soprattutto nelle colonie particolarmente forti.

Oggi, la marcatura è considerata una buona pratica apistica ampiamente diffusa, tanto da essere quasi universalmente adottata. Secondo molti esperti del settore, nessun apicoltore dovrebbe rinunciarvi, soprattutto in contesti di allevamento selettivo o gestione professionale dell’apiario (Gregorc & Carreck, 2014).

Metodi per la Marcatura della Regina
Esistono due principali metodi per marcare una regina: il metodo diretto e il metodo indiretto, ciascuno con vantaggi e indicazioni d’uso differenti, a seconda del livello di esperienza dell’apicoltore e del comportamento della regina al momento dell’operazione.

Metodo diretto
Consigliato ad apicoltori esperti, il metodo diretto prevede la presa della regina direttamente dal favo con le dita, afferrandola con delicatezza per il torace tra il pollice e l’indice. Si applica quindi una piccola goccia di vernice a rapida essiccazione, utilizzando una capocchia di spillo o appositi marcatori (Crane, 1990).

Questa tecnica richiede mano ferma e sicurezza: un’eccessiva pressione può causare lesioni alla regina, compromettendone la sopravvivenza.

Metodo indiretto
Più adatto ai principianti o in caso di regine irrequiete, prevede l’utilizzo di strumenti  per l’immobilizzazione:

  1. Forcella con elastico: trattiene la regina comprimendola sul favo. Va dosata attentamente per evitare danni.
  2. Marca regina a gabbia con rete in plastica: appoggiato sopra la regina, consente di marcare attraverso la rete.
  3. Marca regina a stantuffo con rete elastica (Fig. 1): il sistema più sicuro. Immobilizza la regina contro una rete senza stressarla.

Gli ultimi due strumenti sono particolarmente raccomandati, poiché riducono il rischio di danni e favoriscono una marcatura efficace (Delaplane & van der Steen, 2013).

Codifica Internazionale dei Colori di Marcatura
Per uniformare la marcatura a livello internazionale, è stata adottata una sequenza ciclica di cinque colori, ordinati alfabeticamente, ciascuno associato a un anno di nascita delle regine.

Anno finale Colore

Foto di Luca Mazzocchi

Ulteriori Considerazioni
Questa codifica, apparentemente semplice, riveste un ruolo importante nella selezione genetica, nella rotazione delle regine e nella tracciabilità genealogica delle linee più produttive o resistenti. Inoltre, è spesso richiesta in programmi di certificazione apistica, allevamenti professionali e progetti di ricerca accademica (Genersch et al., 2010).

Pasquale Angrisani

Fonte: L’Ape (n. 5-6, maggio-giugno 2004), aggiornato il 16 maggio 2025.

<strong>Riferimenti bibliografici</strong>

  1. BeeSource. (2023). Queen Marking Colors. Retrieved from www.beesource.com
  2. Carreck, N. L. (2008). Practical Beekeeping. IBRA.
  3. Crane, E. (1990). Bees and Beekeeping: Science, Practice and World Resources. Heinemann. Delaplane, K. S., & van der Steen, J. (2013). Standard methods for estimating strength parameters of Apis mellifera colonies. Journal of Apicultural Research, 52(1).
  4. Genersch, E., et al. (2010). The German bee monitoring project: a long term study to understand periodically high winter losses of honey bee colonies. Apidologie, 41(3).
  5. Gregorc, A., & Carreck, N. (2014). Colony losses in Europe. Journal of Apicultural Research, 53(1).
  6. Porrini, C., et al. (2021). Manuale di Apicoltura. Edagricole.
  7. Ricciardelli D’Albore, G. (1998). Apicoltura. RED Edizioni.
  8. Seeley, T. D. (1985). Honeybee Ecology: A Study of Adaptation in Social Life. Princeton University Press.
  9. Winston, M. L. (1987). The Biology of the Honey Bee. Harvard University Press. 

Info Pasquale Angrisani

Guarda anche

Alveari ad alta efficienza energetica

Alveari ad alta efficienza energetica

Il nido delle api è un esempio straordinario di ingegneria biologica, capace di sfruttare principi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.