Per ottenere un surplus di miele, è fondamentale che la famiglia di api operi al massimo del proprio potenziale biologico e produttivo. A tal fine, l’apicoltore deve intervenire in modo mirato e tempestivo, stimolando le colonie almeno 40–45 giorni prima dell’inizio del flusso nettarifero. Una gestione inadeguata, tuttavia, può favorire condizioni di stress e sovrappopolazione, attivando l’istinto alla sciamatura – o “febbre sciamatoria” – durante il quale una parte della colonia, regina compresa, abbandona l’alveare per formare un nuovo nucleo (Seeley, 2007). Sebbene si tratti di un comportamento naturale, questo fenomeno può compromettere la stabilità della famiglia originaria e ridurre significativamente la produttività dell’apiario. Per questo motivo, risulta indispensabile adottare strategie preventive, come la sciamatura artificiale, per mantenere colonie forti e garantire una produzione ottimale.

In questo articolo viene descritto come, se si ricorre alla sciamatura artificiale sotto lo stesso tetto, si riesca a prevenire la sovrapopolazione che, se non controllata, innescherebbe l’istinto di sciamatura – fenomeno che comporta l’abbandono di parte della colonia, inclusa la regina, e la conseguente diminuzione della produttività (Seeley, 2007). Se applicata correttamente, questa tecnica non solo riduce il rischio di sciamatura, ma favorisce anche il rafforzamento della popolazione bottinatrice, la costruzione della cera e la formazione di nuovi nuclei da famiglie particolarmente vigorose (Costa et al., 2012; Tautz, 2014).
Il procedimento prevede che, prima dell’inserimento del melario e quando il ceppo raggiunge circa 6–7 telaini di covata o mostra i primi segnali di sciamatura (ad esempio, la costruzione di celle reali), si prelevi materiale biologico dai ceppi più forti. Se si raccolgono telaini di scorte (miele e polline), covata opercolata e covata fresca (contenente uova e larve di meno di 36 ore) senza spostare la regina – che, se non individuabile, comporta lo scrollo di tutte le api, preferibilmente con la regina già marcata per facilitarne l’identificazione – il materiale prelevato verrà disposto in arnie senza fondo o in due melari sovrapposti secondo un ordine studiato (diaframma, scorte, covata opercolata, covata fresca, covata opercolata, scorte, diaframma). Tale schema assicura il mantenimento del calore anche in presenza di cali termici primaverili. Successivamente, il ceppo originario viene ripristinato con telaini già costruiti o fogli cerei, consentendo alla regina di continuare la deposizione senza interruzioni.
Il nucleo artificiale ottenuto viene posizionato in sovrapposizione al ceppo, sfruttandone il calore e la protezione, e chiuso con il coprifavo originale. Il disco a quattro posizioni viene impostato in modalità “escludi regina” e si apre un ingresso secondario – utile per facilitare l’uscita dei fuchi e l’ingresso delle bottinatrici cariche – le api si abitueranno a una nuova configurazione che favorisce la futura indipendenza del nucleo.
Per sostenere lo sviluppo del nuovo sciame, è essenziale nutrire il nucleo con sciroppo zuccherino: se si usa uno stimolante (1 kg di zucchero + 1 L d’acqua + 0,3 g di acido citrico, ottenendo il 50% di zucchero invertito) oppure un sostegno più denso (2 kg di zucchero per 1 L d’acqua + 0,3 g di acido citrico, con il 67% di zucchero invertito), l’uso dell’acido citrico favorirà l’inversione dello zucchero e ne migliorerà l’assimilazione da parte delle api nutrici, fondamentali per l’allevamento della nuova regina.
Entro 24 ore, le api si sentono orfane, esse avviano l’allevamento di celle reali; se il nucleo proviene da una famiglia selezionata, le celle naturali possono essere lasciate, altrimenti è preferibile sostituirle con una cella reale matura o con una regina in gabbietta. Per evitare conflitti tra la nuova regina e quella del ceppo sottostante, se la cella è quasi matura il disco d’ingresso si imposta immediatamente in modalità “bucherellata”, mentre in altri casi si attende circa 10 giorni.
Dopo la nascita, la nuova regina necessita di circa tre settimane per fecondarsi e iniziare a deporre. Una volta avvenuta la deposizione delle uova, il disco a quattro posizioni presente sul coprifavo dell’alveare sottostante viene ruotato nella modalità ‘escludi regina’, favorendo lo scambio di calore, risorse e api tra il nucleo e il ceppo. In questo modo, il ceppo, che nel frattempo ha costruito i fogli cerei, e lo sciame sovrastante con la regina giovane fecondata, entrano in contatto, pareggiandosi e scambiandosi mutui servizi, ottimizzando l’equilibrio e la produttività complessiva dell’apiario e contribuendo alla coesione delle due famiglie (Ricciardelli D’Albore, 1986; Ruttner, 1992). Se lo sciame non è destinato alla vendita immediata, può essere utilizzato come indicatore del ceppo e avrà la funzione di ‘polmone’, potendo essere gradualmente ampliato in funzione dell’accrescimento dello sciame, mentre la famiglia madre svolgerà il ruolo di ‘volano’ per lo sciame sovrastante.
Questo metodo presenta numerosi vantaggi: se applicato correttamente, riduce l’istinto alla sciamatura, migliora la biosicurezza eliminando il rischio di mescolare telaini da diverse famiglie, consente una selezione mirata delle linee genetiche e garantisce un rapido sviluppo dello sciame grazie al calore del ceppo sottostante. In sintesi, la chiave del successo risiede in una conoscenza approfondita del ciclo biologico dell’ape mellifera e nell’applicazione tempestiva di tecniche di gestione innovative, elementi essenziali per garantire una produzione di miele di alta qualità e la salute delle colonie nel lungo termine (Seeley, 2007).
Pasquale Angrisani
Fonte: Api & Flora, Gennaio-Aprile 1/22. Aggiornato il 12/04/2025
<strong>Riferimenti Bibliografici:</strong>
- Costa, C., et al. (2012). Biologia dell’ape mellifera. Edagricole.
- Seeley, T. D. (2007). Honeybee Democracy. Princeton University Press.
- Tautz, J. (2014). Il ronzio delle api. Springer Verlag.
- Ricciardelli D’Albore, G. (1986). L’apicoltura in Italia. Edagricole.
- Ruttner, F. (1992). Naturgeschichte der Honigbiene. Ehrenwirth.
Apicoltore Moderno
Complimenti per l’articolo, davvero utile e ben strutturato! La spiegazione della sciamatura artificiale sotto lo stesso tetto è chiara e pratica, e mi è piaciuto come hai saputo conciliare teoria e praticità in modo accessibile, ma preciso. Ottimo lavoro, non vedo l’ora di mettere in pratica i tuoi consigli.