Non ne ho notati molti abbeveratoi vicino agli apiari. Spesso l’apicoltore alla domanda dove possono bere le api risponde che poco lontano c’è un torrente, una fontana o una sorgente. Eppure il problema del rifornimento dell’acqua non può essere affrontato lasciando alle api la ricerca.
Le api hanno una grande necessità di acqua, specialmente durante l’allevamento della covata; ma anche in altri periodi specialmente in mancanza della possibilità di importare nettare. Inoltre in presenza di scorte di manna l’acqua non deve mai mancare.
Ma quale acqua? Acqua pulita, potabile priva di sostanze in fermentazione. Troppo spesso ristagni d’acqua, magari con foglie bagnate da trattamenti antiparassitari possono riservare alle api sorprese velenose! È vero che le api rovistano nel muschio, ai margini dei ruscelli, sulle strade umide di campagna, ma le api non prima di rendersi conto dell’inquinamento muoiono. Pertanto forniamo acqua pulita.

Dove? Non sulla linea di volo; le api morte vi possono cadere e rendere l’acqua putrida; comunque vicino all’’apiario; le api limitando il percorso nella ricerca dell’acqua evitano pericoli e sprecano meno energie e se il volo è breve, è possibile anche con tempo incerto.
Ma quale abbeveratoio? Oggi ci sono contenitori in plastica facili da trasportare con una capacità di alcune decine di litri. Il serbatoio va sistemato a circa un metro di altezza in modo che dal rubinetto possa uscire acqua a goccia a goccia su una assicella provvista di due assicelle poste trasversalmente a diagonale. Quest’ultimo accorgimento permette il lento scorrere dell’acqua e un agevole appoggio per le api. Di tanto in tanto sarà bene provvedere ad una radicale pulizia dell’assicella con acqua e soda ‘(e con guanti protettivi) durante una giornata di forte importazione quando le api sono impegnate ad importare nettare. Forse è superfluo ricordare che l’acqua deve essere fornita regolarmente in modo da evitare le visite a tante altre fonti di acqua purtroppo spesso inquinata!
Prof. Luigi Boschi
Fonte: le nostre api anno XVII n.3
Apicoltore Moderno