sabato , 14 Febbraio 2026
Le api nei vigneti? Proteggono l'uva

Le api nei vigneti, proteggono l’uva?

Le api nei vigneti sono preziose anche per i viticoltori perchè proteggono l’uva dalle muffe dannose, stimolano le viti e cicatrizzano i danni da grandine, La loro presenza permette di ridurre gli insetti potenzialmente dannosi, ma non solo.

Il mondo dell’apicoltura ha un qualcosa di magico: ti attira, ti prende e poi ti trascina con sé”. A parlare è Mariagrazia De Belli, originaria di Cormòns, in Friuli Venezia Giulia, che da qualche tempo ha deciso di fondere il suo lavoro (legato al mondo dell’enologia) e la passione per le api mellifere in un unico mestiere, dimostrando che per ‘sopravvivere’ e rispondere alle sfide date dal cambiamento climatico è (più che mai) necessario collaborare, soprattutto fra diversi settori.

Tutto ha avuto inizio nel 2018, quando la donna, che da sempre si occupa di “prodotti e servizi per l’enologia” ha scoperto lo straordinario mondo delle api: “E’ stato amore a prima vista – ammette, intervistata da L’Altramontagna -. Quando si scopre l’apicoltura è impossibile non sentirsi subito coinvolti. Ho così deciso (dopo aver provato con le proprie arnie ndr) di cominciare a proporre ai clienti dei progetti di biomonitoraggio nei quali è il viticoltore a fare da protagonista”.

Secondo quanto spiega De Belli, infatti, per lungo tempo aveva osservato gli apicoltori puntare il dito contro gli agricoltori (e i loro trattamenti nei campi): “Davano loro la colpa delle morie di api o degli avvelenamenti registrati – prosegue – ma ho voluto dimostrare che non è giusto incolpare nessuno, anzi: un nuovo inizio non può che essere quello di scegliere di collaborare insieme, per migliorare (sia in un settore che nell’altro)”.

E’ stato così che le arnie (prima quelle della donna e poi quelle dei suoi clienti) hanno cominciato a trovare spazio fra i vigneti del Friuli Venezia Giulia e più tardi anche del Veneto, a dimostrazione di quanto le api mellifere possano essere preziose per raccontare la qualità ambientale: “Nei progetti che propongo, come anticipato, il viticoltore diventa protagonista e cioè proprietario dell’apiario. Ovviamente si tratta di persone che non conoscono il mondo dell’apicoltura ed è per questo che io li affianco in tutto e per tutto“.

Le api nei vigneti? Proteggono l'uva
Ape sull’uva

Gli apiari inseriti nei contesti vitati, di aziende biologiche e non, hanno mostrato ai viticoltori come fosse necessario agire, a partire dalla scelta dei trattamenti: “All’inizio non è stato facile – ammette De Belli -. La tanta burocrazia spaventava molti viticoltori, che non avevano alcuna voglia di imbarcarsi in altri progetti: l’apicoltore è infatti un professionista a tutti gli effetti. Ma raccontando il mondo delle api a dovere e mostrando tutti gli aspetti positivi dell’installare arnie fra le viti, col tempo diversi viticoltori si sono affidati a me e oggi è un po’ come se facessero parte della mia famiglia“.

Così il progetto della imprenditrice ha preso sempre più forma negli anni, “nonostante il tanto scetticismo“: “Oggi continuo ad entrare nelle aziende per raccontare il mondo degli impollinatori e di apis mellifera. Con i viticoltori condividiamo il ‘quaderno di campagna’ e i momenti dei trattamenti, dimostrando che le arnie fra le colture non sono altro che un valore aggiunto“.
Quali, quindi, i benefici? “C’è da specificare anzitutto che l‘impollinazione della vite arriva dal vento e non grazie agli insetti. Portando le api fra le vigne però l’insetto in quel momento non trova altri fiori e si sente quindi comunque attirato dal minuscolo fiore della vite: posandoci sopra la ligula (lingua ndr) disinfetta il fiore, rilascia microparticelle di polline e stimola la chiusura della corolla, inibendo la formazione di muffe dannose. La presenza di questi insetti fa bene al terreno e stimola la vite. Oltre a ciò, permette di ridurre gli insetti potenzialmente dannosi (come calabroni e vespe ndr)

“Le api nei vigneti trasportano i pollini anche in zone in cui non sono presenti, modificando così le essenze: portano in giro lieviti e veicolano le muffe buone – spiega ancora De Belli -. Un ambiente in auto-equilibrio come quello che si viene a creare grazie alla presenza delle api riesce ad auto-reagire senza il bisogno che l’uomo continui a intervenire ‘chimicamente’“.

Ciò non avviene soltanto per quanto riguarda le ‘malattie’ ma anche nel caso di danni causati dal meteo nei vigneti: “Un esempio ne sono le grandinate, che possono mettere in ginocchio gli agricoltori. Con la presenza delle api a ridosso del raccolto è però possibile limitari i danni: questi insetti vanno infatti a cicatrizzare i ‘segni’ della grandinata sul grappolo d’uva, attirate dalla dolcezza del frutto”. Un modo ‘naturale’ per salvare il proprio raccolto.

“Le api sono preziose in innumerevoli contesti – conclude De Belli, rivelando un ultimo aspetto positivo della arnie in vigna -. Portare questi insetti nei campi o nei boschi dopo un incendio, ancora, permette di fare ricrescere la vegetazione: parliamo di insetti laboriosi e che difficilmente si fermano. Ovviamente, le difficoltà non mancano, perché allevare api al giorno d’oggi a causa dei cambiamenti climatici (e non solo) è diventata una vera e propria sfida“.

Fonte: il Dolomiti (Scritto dalla Redazione)

Info Pasquale Angrisani

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