sabato , 25 Giugno 2022

Linee guide per il controllo della varroatosi nella regione Veneto

PROPOSTE DI INTERVENTO PER IL 2012

PREMESSA
Le caratteristiche delle tecniche di lotta alla varroatosi disponibili impongono di intervenire, nelle nostre condizioni climatiche, almeno due volte l’anno, individuando i periodi più adatti in funzione delle situazioni locali.
Le linee guida hanno lo scopo di indicare le strategie di intervento contro la varroatosi da realizzare nel territorio nazionale, tenendo conto delle seguenti esigenze:
‐ protezione del patrimonio apistico dalla varroatosi;
‐ salvaguardia delle produzioni dai rischi derivanti dall’impiego di sostanze acaricide;

‐ semplicità e quindi accessibilità dei trattamenti ad un numero il più elevato possibile di apicoltori.

TEMPI DI INTERVENTO
Periodo autunno-invernale Nel territorio regionale avviene quasi invariabilmente un’interruzione di deposizione autunno-invernale che è utile ai fini del controllo della varroatosi perché gli acari, trovandosi sulle api adulte non protetti all’interno delle celle opercolate, sono esposti all’azione degli acaricidi. Il primo intervento deve avvenire nel periodo autunno-invernale, preferibilmente all’inizio di detto periodo.
La funzione di questo intervento acaricida é ridurre in modo drastico il grado di infestazione delle colonie, dopo l’incremento dovuto alla riproduzione ed alla reintroduzione di acari al termine dell’estate e all’inizio dell’autunno (reinfestazione). Da questo punto di vista il trattamento autunno-invernale rappresenta il presupposto per lo svernamento e la successiva ripresa dell’attività delle colonie.

Periodo estivoSi può affermare con sufficiente attendibilità che il grado d’infestazione delle colonie raddoppi ogni mese in cui è presente la covata. Questa dinamica esponenziale, fondamentalmente attribuibile alla riproduzione della varroa, è responsabile di un notevole aumento delle popolazioni infestanti che, nell’arco di pochi mesi, raggiungono livelli critici a partire da consistenze a prima vista contenute.

Febbraio Agosto
50 3200
100 6400
200 12800
A titolo esemplificativo, nella tabella è indicato il numero di varroe presenti nella colonia alla fine dell’inverno e nel successivo mese di agosto (considerando un raddoppio mensile).

Quanto descritto evidenzia la necessità di intervenire una seconda volta, al fine di contenere la crescita della popolazione di Varroa, riducendo così il livello d’infestazione delle colonie e consentendo il corretto sviluppo delle api destinate allo svernamento. In parte del territorio nazionale, il mese di luglio coincide con il termine della stagione produttiva e ciò costituisce un’importante opportunità per mettere in atto gli interventi acaricidi. Quando le possibilità di bottinatura proseguono anche nel mese di agosto, ciò dovrà essere valutato attentamente ed il trattamento dovrà essere eseguito indicativamente verso la metà di agosto, ma non oltre.

MODALITÀ DI INTERVENTO

La necessità di proteggere il patrimonio apistico e di salvaguardare al tempo stesso le produzioni dall’inquinamento con sostanze acaricide induce a limitare la scelta non solo ai farmaci autorizzati, ma anche a quei principi attivi per i quali non è stato necessario stabilire un limite massimo residuale e non hanno quindi alcuna implicazione sulla salubrità dei prodotti dell’alveare. Si ricorda che nell’effettuare qualunque intervento di lotta alla varroatosi è indispensabile rispettare scrupolosamente tempi, modalità e dosaggi di somministrazione. Inoltre, alcuni interventi, come quelli che prevedono l’utilizzo di farmaci a base di acido ossalico somministrato mediante sublimazione, richiedono non solo particolari precauzioni per l’operatore, ma anche esperienza pratica nella loro applicazione. Di seguito sono fornite in modo sintetico le indicazioni relative ai principi attivi e alle tecniche proposte nell’ambito del presente piano.

Trattamento autunnale
API-BIOXAL (Chemicals Life, p.a. acido ossalico).Periodo: autunno-inverno, con temperatura superiore a +10°C, in assenza di covata, in presenza di volo.
Dosaggio:Somministrazione per gocciolamento: aprire la confezione intatta di API-Bioxal e scioglierne completamente il contenuto nel quantitativo indicato di sciroppo (acqua e saccarosio in rapporto 1:1).
– Busta da 35 g di API-Bioxal: sciogliere in 500 ml di sciroppo.
– Busta da 175 g di API-Bioxal: sciogliere in 2.5 l di sciroppo.
– Busta da 350 g di API-Bioxal: sciogliere in 5.0 l di sciroppo.

Il trattamento deve essere eseguito in unica somministrazione, gocciolando con una siringa la soluzione sui favi, trasversalmente alla loro direzione, alla dose di 5 ml per favo occupato dalle api.

Somministrazione mediante sublimazione:

utilizzare un apparecchio per sublimazione a resistenza elettrica. Versare 2,3 g di API-Bioxal nell’apparecchio sublimatore spento. Introdurre l’apparecchio profondamente attraverso l’apertura di volo, evitando il contatto con i favi. Sigillare per evitare la fuoriuscita delle api e dei fumi. Alimentare l’apparecchio rispettando le indicazioni del produttore per 3 minuti e ripristinare l’apertura di volo non prima di altri 10 minuti. Dopo ogni utilizzo raffreddare e ripulire l’apparecchio da ogni eventuale residuo (max 6% circa 0,140 g). Come liquido per il raffreddamento e/o la pulizia utilizzare acqua potabile.

Tempo di sospensione: nessuno.
Note: assenza di melario; assenza di glomere invernale.
Limite massimo di residui (LMR): le caratteristiche del principio attivo sono tali per cui non è stato necessario fissare detto limite, come da Regolamento UE N. 37/2010.
Ricetta medico-veterinaria: esente. Vedi anche più avanti “Interventi di tecnica apistica” per l’utilizzo di API-Bioxal in periodo estivo. Trattamento estivo Api Life Var (Chemicals Laif; p.a. timolo, eucaliptolo, mentolo e canfora)
Periodo: estate, con temperature comprese fra 15-20°C e 25-30°C.
Dosaggio standard (idoneo alle temperature citate, es. metà-fine agosto): 2 porzioni (il contenuto di una busta) collocati sopra i favi, alla periferia della zona di covata. Ripetere dopo 10-12 gg.
Dosaggio ridotto (idoneo a temperature elevate, es. inizio agosto): 1 porzione (metà del contenuto di una busta) spezzata in 3-4 parti disposte sopra i favi, alla periferia della zona di covata. Ripetere ogni 7-10 gg per un totale di tre volte.
Tempo di sospensione: nessuno.
Note: assenza di melario, rimuovere i residui delle tavolette alla fine dei trattamenti.
Limite massimo di residui (LMR): le caratteristiche dei principi attivi sono tali per cui non è stato necessario fissare detto limite, come da Regolamento UE N. 37/2010.
Ricetta medico-veterinaria: esente Apiguard (Vita Europe; p.a. timolo)
Periodo: estate, con temperature medie comprese fra 15 e 40°C.
Dosaggio: una vaschetta per 14 giorni collocata sopra i favi. Ripetere il trattamento per altri 14 giorni con un’altra vaschetta.
Tempo di sospensione: nessuno
Note: trattare in assenza di melario.
Limite massimo di residui (LMR): le caratteristiche del principio attivo sono tali per cui non è stato necessario fissare detto limite, come da Regolamento UE N. 37/2010.
Ricetta medico-veterinaria: esente Thymovar (Andermatt Biocontrol; p.a. timolo) Periodo: estate, non utilizzare con temperature superiori a 30°C.
Dosaggio: una striscia di cellulosa tagliata in tre pezzi collocata sopra i favi per 3-4 settimane. Ripetere il trattamento della stessa durata con un’altra striscia.
Tempo di sospensione: nessuno
Note: trattare in assenza di melario.
Limite massimo di residui (LMR): le caratteristiche del principio attivo sono tali per cui non è stato necessario fissare detto limite, come da Regolamento UE N. 37/2010.

Ricetta medico-veterinaria: esente

INTERVENTI DI TECNICA APISTICA
Le seguenti tecniche apistiche possono essere attuate nel corso della stagione attiva per diminuire il livello di infestazione delle colonie. Non sono tuttavia in grado, da sole, di garantire il controllo della varroatosi.
Rimozione della covata da fuco Allevamento di covata da fuco in appositi favi da rimuovere e distruggere dopo l’opercolatura nel periodo compreso fra aprile e luglio.
Tale intervento può essere realizzato anche semplicemente asportando covata da fuco opercolata.
Blocco di covata/confinamento della regina
Il blocco della covata crea le condizioni ottimali per ridurre la presenza di varroa e, se realizzato dopo il raccolto principale, può essere seguito da un trattamento con API-Bioxal (vedi sopra) che ne aumenta ulteriormente l’efficacia. Infatti, applicando il blocco di covata si realizzano le stesse condizioni di assenza di covata del periodo invernale. Nelle ultime stagioni il ricorso a questo tipo di intervento in stagione attiva ha fornito risultati decisamente interessanti per il controllo della varroatosi, divenendo uno degli interventi estivi di particolare rilevanza.
Produzione di sciami artificiali

Asportazione di favi con covata ed api per creare nuove colonie nel periodo compreso fra aprile ed agosto, tenendo conto delle condizioni locali.

COORDINAMENTO TERRITORIALE
Questa strategia di controllo della varroatosi prevede l’attuazione di interventi che, se correttamente applicati, permettono normalmente una notevole diminuzione delle popolazioni di acari presenti negli alveari. Il risultato di detti interventi può essere vanificato dal fenomeno della reinfestazione, la cui incidenza è in genere particolarmente rilevante nel periodo che precede l’invernamento. Per contenere questo fenomeno è necessario limitare la presenza contemporanea di colonie trattate e di colonie non ancora trattate nell’ambito dello stesso territorio. Se da una parte non è semplice eliminare la fonte di reinfestazione costituita dalle colonie naturali, che generalmente derivano da sciami sfuggiti al controllo dell’apicoltore, dall’altra risulta assai più fattibile la limitazione dello scambio di acari fra alveari allevati. Ciò può avvenire impostando la lotta a livello territoriale, attraverso un coordinamento degli interventi che deve derivare dalla collaborazione fra Associazioni di categoria e Autorità Sanitarie e prevedere trattamenti contemporanei, almeno per zone omogenee. Attraverso tale coordinamento si deve realizzare, ove possibile, anche un’attenta scelta ed alternanza dei principi attivi impiegati, al fine di limitare il rischio di comparsa di fenomeni di farmacoresistenza.
Si ricorda ancora, alla luce delle morie di famiglie registrate nel corso degli ultimi anni, la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione nei confronti della varroatosi e di non affidarsi per il suo controllo ad interventi improvvisati o tardivi.
Considerato che gli episodi di spopolamento e morie di alveari registrati nel 2007/08 sono ad oggi in buona parte attribuibili ad un non adeguato controllo della varroatosi, si sottolinea la necessità di rivolgere particolare attenzione alla esecuzione dei trattamenti in termini di principi attivi, modalità e tempi di applicazione.
Va considerata inoltre l’opportunità di anticipare i trattamenti, in funzione anche dell’attività di bottinatura delle api, così da ridurre i rischi derivanti da livelli di infestazione molto elevati e quindi difficilmente controllabili. Non va dimenticato, infatti, che un’infestazione molto elevata concorre a creare le condizioni perché altri agenti patogeni, come ad esempio i virus, possano ulteriormente danneggiare l’alveare, compromettendone la sopravvivenza.

Da ultimo si ricorda di leggere sempre attentamente il foglietto illustrativo dei farmaci utilizzati per il controllo della varroatosi, in modo da essere informati di eventuali cambiamenti introdotti dalla ditta produttrice in merito alle modalità di utilizzo, rispetto a quanto sintetizzato nel piano di cui sopra.

Centro Regionale/Centro di referenza nazionale per l’Apicoltura
Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Viale dell’Università, 10 – 35020 Legnaro (Padova)
Tel 049 8084287 ; 049 8084258 fmutinelli@izsvenezie.it
Segreteria: Tel 049 8084261 ; 049 8084258 segreteria.sc3@izsvenezie.it
www.izsvenezie.it

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