venerdì , 19 Luglio 2024
L’intelligenza delle api: il cervello a cosa è dovuta?
Un'ape bottinatrice. Nel chiuso dell'alveare molti parassiti attaccano questi insetti. © Louise Docker/Flickr

L’intelligenza delle api: a cosa è dovuta?

Le api sembrerebbero essere straordinariamente più intelligenti di molti altri insetti. Ecco perchè.

Le api: animali intelligentissimi

Secondo una recente ricerca scientifica le api avrebbero una concentrazione di neuroni nel cervello molto maggiore di quella degli altri imenotteri sociali, come le formiche. A quanto pare la densità cellulare del cervello delle api sarebbe maggiore anche di quella di alcuni uccelli. Questo significa che, a parità di materia cerebrale, le api sarebbero animali estremamente più intelligenti di moltissimi altri. Bisogna però considerare che il loro cervello è molto più piccolo di quello di altri animali.

Questi imenotteri sono quindi estremamente intelligenti rispetto alla media degli insetti, caratteristica che condividono con le vespe, e questo sarebbe dovuto, secondo alcune ipotesi, alla necessità di elaborare molte informazioni visive e prendere decisioni rapide durante il volo. Gli animali volanti tendono poi naturalmente a ridurre le dimensioni e il peso dei propri organi, compreso il cervello, per cui la densità di neuroni maggiore nelle api permetterebbe loro di ottimizzare la capacità cerebrale senza portarsi in volo peso inutile. La capacità mentale delle api sarebbe comunque sufficiente per imparare comportamenti complessi e risolvere problemi di vario genere.

Concentrazione di neuroni e intelligenza animale

Secondo gli studi un’ape avrebbe in media 2 milioni di neuroni per ogni milligrammo di cervello. Un numero impressionante, se si pensa che è 5 volte superiore a quello delle formiche, che ne hanno 400.000, e di diverse specie di uccelli. Esattamente come il cervello umano, anche quello degli insetti e degli altri animali è diviso in varie aree con diverse specializzazioni. Le api eccellono nell’elaborazione delle informazioni visive, cosa che permette loro di volare velocemente evitando ostacoli fissi e mobili, e avrebbero anche una buona memoria. Questa non funziona certo come quella umana, che permette di ricordare eventi complessi, situazioni e immagazzinare informazioni di vario tipo.

La memoria dell’ape sarebbe però essenziale per memorizzare il luogo in cui si trovano i fiori migliori e più appetibili per tornarci in seguito. Il tessuto cerebrale richiede molta energia per il suo mantenimento, per cui è possibile che l’evoluzione, così come ha ridotto il peso del cervello di api e vespe, abbia operato in senso contrario sulle formiche. Queste non sarebbero più stupide o meno intelligenti delle api, ma evolutivamente non avrebbero avuto bisogno, ad esempio perchè non volano, delle capacità extra delle loro compagne alate e quindi non avrebbero avuto necessità di svilupparle.

Le straordinarie capacità delle api

Le api hanno una capacità mentale maggiore di moltissimi altri insetti, abilità motorie più complesse, necessarie per volare, la capacità di imparare dai propri errori, cosa assolutamente non scontata, e raffinate abilità sociali. Sono inoltre capaci di comunicare fra loro utilizzando un linguaggio simbolico, una sorta di danza con cui segnalano alle compagne le rotte da seguire e la presenza di fiori ricchi di polline. Indipendentemente dalla densità neuronale, le api e i loro simili sono in grado di svolgere compiti estremamente elaborati e di imparare gesti complessi. In alcuni esperimenti condotti dalla Queen Mary University di Londra alcuni bombi, insetti della stessa famiglia delle api, hanno imparato a spostare una pallina in un buco per ottenere del cibo.

Si tratta di un comportamento nuovo che non esiste in natura, ma gli insetti hanno rapidamente collegato il gesto con la possibilità di ottenere del nettare. In più i bombi si sono dimostrati abilissimi nell’apprendimento sociale, in cui i bombi già capaci di compiere il gesto lo mostravano ai compagni. La ricerca ha evidenziato alcuni aspetti interessanti: ad esempio se si utilizzavano più palline, i bombi sceglievano sempre quella più vicina al buco, dimostrando che non si affidavano alla casualità.

Fonte: www.green.it

Info Redazione

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