Da tempo si ripete che le api siano fondamentali nell’ecosistema del pianeta e che una loro scomparsa porterebbe all’estinzione di molte forme di vita sulla Terra. L’84% delle specie di piante e il 76% della produzione alimentare europea, infatti, dipende dall’impollinazione delle api.
Adesso oltre ai pesticidi e all’inquinamento, c’è un nuovo nemico che mette a rischio la specie: le vespe velutine. Si tratta di un tipo di calabrone proveniente dalla Cina che uccide e mangia le api da miele europee, e di cui, proprio in questi giorni, è stato ritrovato per la prima volta un esemplare in provincia di Savona.
In Cina le api da miele, loro prede preferite, hanno imparato a difendersi, ma nel nostro Paese sono totalmente vulnerabili e il rischio che colpiscano gli alveari per far strage di insetti è altissimo.
“Si tratta di una specie inserita già nella black list mondiale delle specie invasive” come spiegato dal direttore dell’Esapolis di Padova. Nella lista, redatta dall’Unione mondiale per la conservazione della natura, si trovano tutte quelle specie invasive che mettono a rischio il mantenimento della flora e della fauna locale.
L’arrivo di queste pericolose vespe in Europa è avvenuto nel 2004 a Bordeaux. Clima mite e umidità hanno fatto proliferare in maniera impressionante le vespe cinesi che si sono trasformate in poco tempo in una vera e propria calamità per gli apicoltori francesi che hanno diminuito del 40% la propria produzione.
Nel 2012 sono stati distrutti 1500 nidi di velutine ma lo sciame di vespe non si è fermato e in questi mesi si è spostato prima verso il Belgio, poi verso la Spagna, fino ad arrivare anche in Italia. L’unico modo per salvare le api, secondo gli scienziati, è formare una palla di api che inglobi le velutine e poi ucciderle una per volta.
Ma per uccidere una velutina con questo metodo vengono sacrificate spesso 15-20 api.
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Apicoltore Moderno