giovedì , 30 Novembre 2023
Uno studio ha individuato il genoma della Vespa velutina

Uno studio ha individuato il genoma della Vespa velutina: è il primo passo per bloccarne la diffusione

La Vespa velutina si sta diffondendo in modo sempre più pericoloso anche in Italia e questo rappresenta un rischio per la biodiversità delle nostre zone, soprattutto per le api. Ora però uno studio ne ha rivelato il genoma: da questo si potrà partire per individuare le strategie per limitarne la diffusione.

Come è noto, la Vespa velutina (conosciuta anche come vespa di Cornovaglia o calabrone dalle zampe gialle) è originaria del sud-est asiatico. Nel 2004, probabilmente, la specie è stata accidentalmente introdotta nel sud della Francia e da allora si è diffusa anche in Italia, oltre che in Belgio, Spagna e Portogallo.

La sua diffusione rappresenta un problema soprattutto per le api in quanto la Velutina è un abilissimo predatore di api. Lo era già nella sua zona di origine, ma qui in Europa si è evoluta, diventando ancora più aggressiva e mettendo quindi a serio rischio le comunità di api locali.

Ad esempio, in Francia gli alveari hanno avuto perdite fino al 50% per via del calabrone dalle zampe gialle). Si tratta di una questione seria e la diffusione di questo calabrone e di altre specie aliene in Europa desta non poche preoccupazioni.

La mappa genomica dei calabroni

Ora uno studio condotto da studiosi delle università di Pisa, Firenze e dall’University College di Londra ha sequenziato per la prima volta il genoma della Vespa velutina al fine di provare a capire come si diffonde e, di conseguenza, come agire per contrastarla. Lo studio, dal titolo La mappa genomica dei calabroni, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

I ricercatori sono partiti dalla constatazione che i calabroni sono le vespe sociali più grandi e sono importanti regolatori delle popolazioni di insetti nei loro territori di origine. Inoltre, come è noto, i calabroni hanno anche un grande successo come specie invasiva, con effetti economici, ecologici e sociali spesso devastanti.

“Capire perché queste vespe hanno un tale successo come invasori – hanno spiegato i ricercatori – è fondamentale per gestire le future introduzioni e ridurre al minimo l’impatto sulla biodiversità autoctona. Per la gestione è fondamentale disporre di una risorsa genomica completa per questi insetti”.

Dal confronto con altre specie, la ricerca ha evidenziato “una pressione di selezione sui geni associati alla riproduzione, che potrebbe facilitare la transizione verso aree invasive”, oltre a individuare una importante differenziazione di geni associati alle funzioni olfattive.

La ricerca “fornisce un trampolino di lancio per la comprensione dell’evoluzione e dell’ecologia dei calabroni e apre la possibilità di utilizzare metodi molecolari nella futura gestione delle popolazioni native e invasive di questi insetti poco considerati”.

La Vespa velutina in Italia

Questa vespa è simile al calabrone che tutti conosciamo, solo che è più piccola e più scura di un calabrone, ha le estremità delle zampe gialle, una banda giallo-arancione vicino al pungiglione e una linea gialla chiara in vita.

Nidi di questi calabroni sono stati segnalati in Toscana, Liguria, Emilia Romagna, ma anche Veneto, Piemonte e Lombardia.

Roberto Russo
Fonte: www.ohga.it

Info Redazione

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