lunedì , 27 Giugno 2022
I fattori climatici delle malattie delle api
Ape infetta da CBPV

Virus delle api

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. I virus sono entità biologiche con caratteristiche di parassita obbligato. La singola unità virale viene denominata virione. Possono essere responsabili di malattie in organismi appartenenti a tutti i regni biologici: esistono infatti virus che attaccano batteri (i batteriofagi), funghi, piante e animali, dai meno evoluti all’uomo.Sono mediamente circa 100 volte più piccoli di una cellula e consistono di alcune strutture fondamentali.
  • tutti posseggono un relativamente piccolo genoma costituito da DNA o RNA, che trasporta l’informazione ereditaria;
  • tutti posseggono, quando all’esterno della cellula ospite, una copertura proteica (capside) che protegge questi geni. Presentano talora un rivestimento esterno lipidico (envelope) da cui sporgono delle proteine di superficie (H=emagglutinina; N=neuraminidasi), fondamentali per il legame con le cellule e l’immunità;
  • alcuni posseggono un ulteriore rivestimento che si chiama pericapside, di natura lipoproteica, che deriva da una struttura che ha ospitato il virus;
  • alcuni posseggono strutture molecolari specializzate ad iniettare il genoma virale nella cellula ospite.

Il loro comportamento parassita è dovuto al fatto che non dispongono di tutte le strutture biochimiche e biosintetiche necessarie per la loro replicazione. Tali strutture vengono reperite nella cellula ospite in cui il virus penetra, utilizzandole per riprodursi in numerose copie. La riproduzione del virus spesso procede fino alla morte della cellula ospite, da cui poi dipartono le copie del virus formatesi. Essendo il virus la più piccola entità biologica nota ,trae dalla sua semplicità la caratteristica di poter dar vita nell’ambito della sua replicazione ad una consistente quantità di mutazioni, che possono risultare più o meno patogene rispetto alla forma originale .Si vedrà come anche dei virus delle api sono già stati identificati vari genotipi per ognuno e come molti derivino da ascendenti comuni.

Patologia da virus
L’aperta infezione da virus in un ospite è caratterizzata da sintomi ( e in questa esposizione la mortalità anticipata delle api deve essere intesa come sintomo ) e alto livello di produzione di particelle virali. E’ normalmente trasmessa orizzontalmente. L’aperta infezione virale può essere suddivisa in infezione acuta e cronica.
Esempi di infezione acuta causata da virus delle api sono paralisi cronica (CBPV) (Bailey, 1968, 1976; Ball and Bailey, 1997; Ribiere et al., 2002; Rinderer and Green, 1976), e covata a sacco (Bailey and Ball, 1991; Ball and Bailey, 1997 citati da deMiranda).
Le infezioni virali croniche sono infezioni aperte caratterizzate da produzione a lungo termine di particelle virali rispetto alla durata di vita dell’ospite.Quella da DWV potrebbe essere considerata infezione cronica.
In sintesi, l’ infezione aperta , sia acuta che cronica, è primariamente trasmessa in maniera orizzontale da e tra individui infetti e suscettibili, oppure via particelle infettive che persistono nell’ambiente esterno all’ospite.
La sola differenza tra infezione aperta acuta e infezione aperta cronica è la durata dell’infezione .
L’infezione coperta è invece definita come condizione caratterizzata da:
1) assenza di sintomi evidenti in presenza di particelle virali;
2) persistenza dei virus oltre la generazione di ospiti presente in conseguenza della trasmissione prodotta dalla regina (Burden et al., 2002; Kukan, 1999 citati da deMiranda)
3) virus che possono riemergere e causare infezione aperta (Burden et al., 2003 citati da deMiranda).
Nella moderna virologia ci sono due categorie di infezioni coperte: persistenti e latenti (Dimmock and Primrose, 1987 citati da deMiranda).
Una infezione virale latente è caratterizzata dalla assenza di riproduzione virale . Il virus rimane appunto “latente “. Una infezione virale persistente è caratterizzata da un costante basso livello di riproduzione virale .( L’alta produzione virale dà luogo,come detto, a infezione aperta ).
Vi sono diversi prerequisiti per la persistenza virale nell’ospite tra i quali :
* i virus aggirano la sorveglianza immunologica dell’ospite
** i virus persistenti possono infettare cellule dell’ospite (differenziate o specializzate ) virtualmente per tutta la vita dell’ospite. Le cellule infettate sopravvivono o l’ospite riesce a controbilanciare le perdite (Dimmock and Primrose, 1987 citati da deMiranda). L’infezione persistente perciò , rappresenta un bilanciamento tra l’ospite e il virus con persistente replicazione virale.
Infezioni coperte sono dimostrate per i seguenti virus delle api: black queen cell virus (BQCV), DWV, ABPV virus della paralisi acuta, virus della paralisi cronica (CBPV), KBV kashmir virus , covata a sacco (SBV), che possono anche divenire persistenti. In molti casi, in famiglie di api infestate da varroa, la maggioranza delle api infette da DWV non mostra sintomi visibili indicando che DWV causa infezioni asintomatiche (possibilmente coperte).
Nella trasmissione verticale dei virus questi sono trasmessi dalla regina sia sulla superficie delle uova (transovum transmission) che all’interno dell’uovo (transovarial transmission).
Il livello di infezione del singolo individuo abitante l’alveare ha effetto sulla trasmissione virale all’interno della famiglia.
Il livello di infezione virale presente nella famiglia ha effetto predominante sulla trasmissione tra famiglie ( si consideri la sciamatura come l’esempio più semplice ).
Dunque insieme alle api, vivono anche molti virus, fra di loro imparentati più o meno strettamente, parecchi dei quali finora inoffensivi, anche se si può pensare che la loro problematicità dipenda parecchio dalla relativa possibilità di moltiplicazione. Alcuni, dall’avvento della varroa possono invece portare facilmente a morte le api più o meno velocemente e risultare problematici anche in correlazione col nosema ceranae.
A carattere patogenico risultano a oggi:
Deformed wing virus DWV-virus delle ali deformate
Group IV ((+)ssRNA)
Order: Picornavirales
Family: Iflaviridae
Genus: Iflavirus
Questo virus che prende il nome dalla sua caratteristica di deformare le ali delle api è verosimilmente quello più diffuso negli alveari .Si può considerare sia ormai ubiquitario, in quantità variabile
Acute bee paralysis virus (ABPV) o (APV)
Group IV ((+)ssRNA)
Order:Picornavirales
Family: Dicistroviridae
Virus della paralisi acuta dai sintomi che provoca nell’ape. Anche questo piuttosto comunemente presente in famiglie apparentemente sane. Gioca poi un ruolo determinante nel collasso improvviso e asintomatico della famiglia quando può moltiplicarsi a seguito dello sviluppo della popolazione di varroa.
Israel acute paralysis virus (IAPV)
Group IV ((+)ssRNA)
Order: Picornavirales
Family: Dicistroviridae
Stretto parente del virus APV prende il nome dal luogo dove è stato identificato e studiato. Palacios ha analizzato la variabilità genetica dei ceppi di IAPV fin qui rinvenuti. I dati dimostrano l’esistenza di almeno tre distinte linee genetiche,verosimilmente distinte per virulenza.
Kashmir bee virus (KBV)
Group: Group IV ((+)ssRNA)
Order: Picornavirales
Family: Dicistroviridae
Asintomatico, in laboratorio uccide l’ape in tre giorni Black
Queen Cell Virus (BQCV)
virus della cella reale nera
Group IV ((+)ssRNA)
Order: Picornavirales
Family: Dicistroviridae
Colpisce principalmente se non esclusivamente le larve di regina le quali assumono di conseguenza una colorazione nerastra prima di morire. Grazina Topolska ha osservato la mortalità di larve in celle reali causata dal virus BQCV finora considerato quasi una curiosità . Spesso le pareti della cella contenente la larva morta a causa del virus hanno una colorazione nerastra, la quale ha dato il nome appunto al virus. Altre sintomatologie non particolarmente caratteristiche possono riguardare il colore e la densità dei resti della larva. Anche per questo virus l’infezione avviene tramite l’alimentazione con pappa reale contaminata. Tutti gli stadi larvali risultano suscettibili.
Chronic Bee Paralysis Virus (CBPV) Virus della paralisi cronica
Blanchard e al. dimostrano la presenza di quattro distinti genotipi.
Cloudy Wing Virus (CWV) Virus delle ali opache
Sacbrood virus (SBV) virus della covata a sacco – Morator aetatulas

Prende nome dal sintomo che produce ovvero la larva morta poco prima della pupazione, estratta dalla cella, presente la caratteristica forma a sacco del tutto inconfondibile.

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Un commento

  1. Ciao dottore sembra che questo anno le api stano per sofrire dalle virus le api si fanno nere e non muovono restano avanti di arnia o nella erba.
    Come si puo intervenire le zonne basse e colline stano sofrendo adeso

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