martedì , 5 Maggio 2026
Preparazione delle api a novembre
Apiario protetto dai rigori invernal. Foto di Pasquale Angrisani

Preparazione delle api a novembre

A novembre, anche nelle regioni meridionali, iniziano i preparativi per l’inverno, un periodo particolarmente critico per la salute delle famiglie di api. Durante questa fase, è essenziale adottare pratiche mirate a proteggere le colonie, riducendo al minimo le dispersioni termiche senza compromettere la ventilazione e la traspirabilità degli alveari (Cameron et al., 2018).

Un metodo efficace per coibentare gli alveari e migliorarne l’isolamento termico consiste nell’inserire un pannello di poliuretano espanso sotto le tettoie. Questo materiale è preferibile rispetto ad altri isolanti, in quanto offre un buon equilibrio tra resistenza termica e traspirabilità (Visscher et al., 2016). Tuttavia, è fondamentale evitare l’uso di materiali che possano impedire una corretta aerazione, aumentando il rischio di formazione di condensa all’interno dell’alveare (Imdorf et al., 2000).

Oltre alla protezione termica, durante il mese di novembre è necessario effettuare trattamenti contro la Varroa destructor, un parassita che continua a minacciare la salute delle colonie di api (Higes et al., 2008) e favorisce la diffusione di malattie virali che possono portare al collasso dell’alveare. Per prevenire danni irreversibili, è fondamentale intervenire con trattamenti mirati e monitorare costantemente la sua presenza.

Le ispezioni dovrebbero concentrarsi sulla verifica delle scorte di cibo. A novembre se una famiglia non ha scorte sufficienti, è fondamentale intervenire tempestivamente. Un rimedio comune consiste nell’inserire telaini di miele opercolato, o in alternativa, un pane di candito sopra il coprifavo, posizionandolo correttamente in corrispondenza del foro del nutritore (Caron, 2014). È altrettanto importante restringere il nido con un diaframma, limitandolo ai favi occupati dalle api, in modo da ottimizzare le risorse e prevenire lo sviluppo di Aethina tumida, il parassita che sta emergendo come una nuova minaccia per la salute delle colonie (Neumann et al., 2016).

Gestione dei favi e della colonia
I favi vecchi, che contengono ancora un po’ di miele, dovrebbero essere ripuliti dalle api utilizzando una forchetta e poi posti oltre il diaframma. Dopo che le api avranno finito di ripulirli, questi potranno essere rimossi durante la visita successiva. I favi nuovi, contenenti miele opercolato, devono essere tolti e riposti in magazzino, pronti per essere restituiti alle api all’inizio della primavera (Caron & Connor, 2009).

Apicoltori al lavoro: assicurano la salute delle colonie di api durante la visita ai nuclei prima dell’arrivo del freddo.

A novembre è possibile effettuare piccoli spostamenti all’interno dell’apiario, ma è importante che le famiglie spostate rimangano isolate per almeno tre giorni, per permettere alle bottinatrici di adattarsi e memorizzare il nuovo sito (Cameron et al., 2018). Con l’arrivo delle temperature più basse, le api iniziano a formare il “glomere”, un aggregato di api che si raccoglie intorno alla regina per mantenerla al caldo (Winston, 1987). Durante questo periodo, è consigliabile effettuare un ultimo controllo, preferibilmente verso il crepuscolo o quando la temperatura esterna è più bassa, per evitare il rischio di danneggiare accidentalmente il glomere, causando il raffreddamento e la morte delle api (Imdorf et al., 2000).

Cura e manutenzione dell’alveare
Le porticine degli alveari devono essere pulite regolarmente dalle api morte per prevenire l’attrazione di predatori e altri parassiti. Inoltre, gli alveari dovrebbero essere inclinati verso il davanti, in modo che la condensa, che inevitabilmente si forma all’interno, possa fuoriuscire. Con l’arrivo della primavera, è importante verificare che la condensa non comprometta la salute delle colonie (Caron, 2014). Se i fondi antivarroa sono stati rimossi nei mesi estivi, è fondamentale reinserirli per garantire un adeguato ricambio d’aria e il controllo del parassita (Neumann et al., 2016).

Durante l’inverno, è altrettanto importante mantenere gli alveari in condizioni di tranquillità, evitando scossoni e rumori che possano disturbare le api e compromettere l’integrità del glomere. La riduzione di vibrazioni e movimenti inutili è essenziale per evitare un consumo eccessivo di scorte (Cameron et al., 2018).

Infine, novembre è il mese ideale per l’invasettamento del miele e degli altri prodotti dell’alveare. È anche il momento giusto per riordinare il laboratorio di smielatura, riparare le arnie e fare l’inventario delle attrezzature per la stagione successiva. Un’accurata preparazione del materiale per la prossima stagione è fondamentale per garantire la buona riuscita del ciclo produttivo (Visscher et al., 2016).

Pasquale Angrisani

<strong>Riferimenti bibliografici</strong>

  1. Cameron, S. A., et al. (2018). Honeybee management and the effects of climate change. Journal of Apicultural Research, 56(1), 19-31.
  2. Caron, D. M. (2014). Honey bee diseases and pests: A guide for beekeepers. Wicwas Press.
  3. Caron, D. M., & Connor, R. (2009). Honey bee hive management techniques. Journal of Apicultural Science, 53(2), 13-20.
  4. Gheldof, N., & Wang, X. (2006). Propolis: Chemical composition and bioactivity. In Advances in Food and Nutrition Research (Vol. 51, pp. 119-137). Elsevier.
  5. Higes, M., et al. (2008). The impact of Varroa destructor on the survival of honey bee colonies in Spain. Journal of Apicultural Research, 47(1), 1-5.
  6. Imdorf, A., et al. (2000). Bee colony wintering and the effect of insulation and ventilation on survival rates. Apidologie, 31(3), 415-426.
  7. Neumann, P., et al. (2016). The role of Aethina tumida in honey bee colony mortality. Apidologie, 47(4), 383-393.
  8. Visscher, P. K., et al. (2016). Thermoregulation in honey bee colonies: From the nest to the hive. Apiculture Research, 49(1), 36-47.
  9. Winston, M. L. (1987). The biology of the honeybee. Harvard University Press.

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