Con l’arrivo di ottobre, le colonie di api si preparano ad affrontare la stagione fredda. Il preinvernamento richiede particolare attenzione alla gestione delle scorte alimentari, alla configurazione del nido, alla coibentazione, all’umidità e al controllo sanitario della colonia.
Sommario
- Preinvernamento delle api: come preparare la colonia ad affrontare l’inverno
- La preparazione del nido e il controllo delle scorte
- La gestione delle scorte alimentari in ottobre
- Coibentazione e gestione dell’umidità
- Protezione dell’arnia e controllo sanitario in ottobre
- Il preinvernamento: preparare la colonia alla nuova stagione

Preinvernamento delle api: come preparare la colonia ad affrontare l’inverno
Con l’arrivo di ottobre, le colonie iniziano progressivamente a ridurre le attività legate all’espansione e alla raccolta, orientando una parte crescente delle proprie risorse verso il mantenimento della colonia e la preparazione allo svernamento. L’intensità di questo processo varia in funzione dell’andamento climatico, della disponibilità di fioriture e delle condizioni locali dell’apiario.
Con l’arrivo di ottobre, le colonie iniziano progressivamente a ridurre le attività legate all’espansione e alla raccolta, orientando una parte crescente delle proprie risorse verso il mantenimento della colonia e la preparazione allo svernamento. L’intensità di questo processo varia in funzione dell’andamento climatico, della disponibilità di fioriture e delle condizioni locali dell’apiario.
Con l’abbassamento delle temperature, la colonia tende progressivamente a organizzarsi in un glomere invernale, una struttura dinamica che permette alle api di limitare la dispersione di calore e di mantenere condizioni termiche favorevoli alla sopravvivenza della colonia. Le api situate nella parte interna del glomere producono calore principalmente attraverso l’attività dei muscoli toracici, mentre quelle disposte nella zona periferica contribuiscono a ridurre la dispersione termica formando una sorta di involucro isolante. La configurazione del glomere varia continuamente in funzione della temperatura esterna e delle condizioni interne alla colonia.
In questa fase, la corretta gestione dello spazio e delle risorse assume un ruolo centrale. Il preinvernamento comprende una serie di interventi finalizzati a mettere la colonia nelle condizioni più favorevoli per affrontare la stagione fredda: adeguate scorte alimentari, una popolazione sufficientemente numerosa, una regina efficiente, un adeguato controllo della Varroa destructor e una corretta gestione dell’arnia sono gli elementi principali da verificare prima dello svernamento.
La capacità della colonia di mantenere un adeguato equilibrio termico dipende dall’organizzazione del glomere, dalla consistenza della popolazione e dalle condizioni ambientali. All’interno del glomere non si mantiene una temperatura uniforme: esiste piuttosto un gradiente termico, con valori più elevati nella zona centrale e progressivamente inferiori verso la periferia. La regolazione di questo microclima rappresenta uno dei principali meccanismi attraverso i quali le api affrontano le basse temperature durante lo svernamento (Seeley, 2010).← Torna al sommario
La preparazione del nido e il controllo delle scorte
Il preinvernamento inizia dalla valutazione della configurazione del nido, che deve essere adeguata alla reale consistenza della colonia. La contrazione del nido è un passaggio importante: i favi non adeguatamente presidiati dalle api possono essere rimossi, soprattutto quando non risultano necessari alla colonia, così da evitare la presenza di volumi inutilizzati che possono favorire fenomeni di condensazione e lo sviluppo di muffe.
Ridurre il volume del nido in funzione della popolazione permette di concentrare api e scorte in uno spazio proporzionato alle dimensioni della colonia. Una configurazione adeguata può facilitare la termoregolazione del glomere e limitare le dispersioni di calore durante lo svernamento.
Durante queste operazioni è importante verificare anche la distribuzione delle scorte. Il miele opercolato deve essere presente in quantità adeguata e disposto in posizione accessibile alla colonia durante il periodo invernale. Particolare attenzione deve essere riservata alla presenza di miele di melata. Questo alimento presenta una composizione caratterizzata da una maggiore presenza di sostanze difficilmente digeribili e, durante i lunghi periodi di confinamento invernale, può favorire problemi digestivi e fenomeni di dissenteria (Baker, 2016).
Un’ulteriore verifica riguarda la regina. Prima dello svernamento è importante valutare le condizioni generali della colonia e la presenza di una regina efficiente, in grado di garantire una deposizione adeguata. Una regina senescente o caratterizzata da una ridotta capacità riproduttiva può determinare una ripresa primaverile più lenta e limitare il rapido incremento della popolazione necessario all’avvio della nuova stagione produttiva (Spivak & Reuter, 2001).← Torna al sommario
La gestione delle scorte alimentari in ottobre
Nel mese di ottobre la gestione delle scorte deve essere adattata alle condizioni della colonia e all’andamento delle temperature. Se le riserve disponibili non sono sufficienti a garantire lo svernamento, l’integrazione alimentare deve essere valutata in funzione della situazione della colonia e delle condizioni meteorologiche. Con il progressivo abbassamento delle temperature, l’alimento solido, come il candito, può rappresentare una soluzione pratica rispetto alla somministrazione di sciroppo liquido.
La somministrazione di sciroppo in questa fase può infatti diventare meno agevole. Le api riducono progressivamente l’attività di volo e, con temperature più basse, dispongono di condizioni meno favorevoli per la trasformazione e la disidratazione dello sciroppo. Una somministrazione eccessiva di alimento liquido può inoltre aumentare il carico di umidità all’interno dell’arnia, soprattutto in colonie deboli o in presenza di una ventilazione insufficiente (Delaplane, 2010).
Particolare attenzione deve essere riservata anche alla qualità delle scorte. La presenza di quantità elevate di miele di melata può risultare problematica durante il periodo di confinamento invernale e aumentare il rischio di fenomeni di dissenteria. In questo contesto, anche la salute dell’apparato digerente assume particolare importanza, considerando il ruolo di Nosema apis e Nosema ceranae nelle patologie che possono interessare le colonie durante lo svernamento (Baker, 2016).
Il candito rappresenta una soluzione pratica per le integrazioni autunnali, soprattutto quando le temperature non consentono una gestione agevole dell’alimento liquido. Essendo un alimento solido ad alta concentrazione zuccherina, viene assunto gradualmente dalle api e non richiede gli stessi processi di trasformazione e disidratazione dello sciroppo. La sua somministrazione consente quindi di integrare le riserve senza introdurre nell’arnia quantità significative di acqua.← Torna al sommario
Coibentazione e gestione dell’umidità ad ottobre
Uno degli errori più frequenti nella preparazione delle colonie allo svernamento consiste nel ricercare un isolamento termico eccessivo, trascurando la corretta gestione dell’umidità. La coibentazione della parte superiore dell’arnia, mediante materiali isolanti adeguati, può contribuire a ridurre le dispersioni di calore. Tuttavia, la coibentazione non dovrebbe tradursi nella completa sigillatura dell’arnia.

Durante l’inverno, il metabolismo della colonia produce calore e vapore acqueo. Quando l’aria calda e umida entra in contatto con superfici più fredde, il vapore può condensare e trasformarsi in acqua. Un accumulo eccessivo di condensa può creare condizioni sfavorevoli per la colonia e contribuire al deterioramento delle condizioni igieniche del nido. Per questo motivo, la gestione dell’umidità deve essere considerata insieme alla coibentazione e alla ventilazione dell’arnia.
Un accorgimento semplice consiste nel mantenere l’arnia leggermente inclinata verso il lato anteriore. In questo modo, l’eventuale acqua di condensa che raggiunge il fondo può defluire verso l’esterno, riducendo il rischio di ristagni all’interno dell’arnia.
Anche l’impiego dei fondi a rete, comunemente utilizzati come fondi antivarroa, può essere valutato nella gestione invernale. La loro struttura favorisce il ricambio d’aria nella parte inferiore dell’arnia e può contribuire a limitare il ristagno dell’umidità. La scelta di mantenere il fondo a rete aperto deve tuttavia essere rapportata alle condizioni climatiche locali, alla forza della colonia e all’esposizione dell’apiario.
Particolare attenzione deve essere riservata anche alla protezione dai venti dominanti. La corretta collocazione dell’apiario e l’eventuale presenza di barriere naturali o artificiali, come siepi e staccionate, possono contribuire a ridurre l’esposizione diretta delle arnie ai venti più intensi.
L’obiettivo non è quindi creare un’arnia completamente isolata dall’ambiente esterno, ma trovare un equilibrio tra coibentazione, ricambio dell’aria e gestione della condensa. Una corretta gestione dell’umidità rappresenta infatti un elemento importante della preparazione della colonia allo svernamento.← Torna al sommario
Protezione dell’arnia e controllo sanitario in ottobre
Ottobre rappresenta una fase importante per completare la preparazione dell’arnia allo svernamento. Tra gli interventi da verificare rientra la corretta regolazione delle porticine di volo, che non hanno soltanto la funzione di proteggere l’ingresso dell’arnia, ma costituiscono anche una barriera fisica contro l’ingresso di roditori e altri animali.
Attirati dal calore, dalle scorte alimentari e dalla presenza di cera, i roditori possono infatti introdursi nell’arnia e danneggiare i favi, disturbando la colonia durante lo svernamento. La riduzione dell’apertura deve comunque essere adeguata alla forza della colonia e alla situazione dell’apiario, mantenendo un passaggio sufficiente per le normali attività delle api.
In alcune aree del Centro-Sud, l’attività della Vespa orientalis può rappresentare un ulteriore fattore di pressione sulle colonie durante il periodo autunnale. La predazione delle api bottinatrici può ridurre l’attività di volo e, nei casi più intensi, contribuire all’indebolimento delle colonie.
Nel periodo di preparazione allo svernamento è quindi opportuno verificare con regolarità la presenza del predatore nei pressi degli alveari e seguire le indicazioni delle autorità e delle organizzazioni apistiche locali per le eventuali misure di contenimento.
Dal punto di vista sanitario, ottobre rappresenta inoltre un momento utile per verificare l’efficacia della strategia di controllo della Varroa destructor adottata durante la stagione. I trattamenti devono essere programmati in funzione del ciclo biologico del parassita, delle condizioni della colonia e delle indicazioni relative ai prodotti autorizzati. Il monitoraggio consente di individuare un’eventuale infestazione residua e di valutare la necessità di ulteriori interventi secondo le procedure previste.
Il controllo della varroa assume particolare importanza in questa fase perché le api che costituiranno la popolazione invernale devono presentarsi in buone condizioni fisiologiche. Un’elevata infestazione da Varroa destructor, soprattutto in presenza di virus associati al parassita, può compromettere la vitalità e la longevità delle api invernali, con ripercussioni sulla sopravvivenza della colonia e sulla sua capacità di ripresa nella stagione successiva.← Torna al sommario
Il preinvernamento: preparare la colonia alla nuova stagione
Il preinvernamento non consiste quindi in una singola operazione, ma in un insieme di controlli finalizzati a mettere la colonia nelle condizioni più favorevoli per affrontare la stagione fredda.
La valutazione della popolazione, la corretta gestione dello spazio, il controllo delle scorte, la verifica delle condizioni della regina, la gestione dell’umidità e della ventilazione, la protezione dell’arnia e il monitoraggio sanitario costituiscono un unico percorso di preparazione allo svernamento.
L’obiettivo dell’apicoltore è accompagnare la colonia verso l’inverno con una popolazione adeguata, sufficienti riserve alimentari e un buono stato sanitario, riducendo i principali fattori di rischio e creando le condizioni per una regolare ripresa dell’attività nella stagione successiva.← Torna al sommario
Articolo redatto dalla Redazione di Apicoltore Moderno
Riferimenti bibliografici
- Baker, A. (2016). The Science and Art of Honey Production. Journal of Apicultural Science, 57(2), 45-60.
- Delaplane, K. S. (2010). Honey Bee Nutrition and Feeding. Bee Culture, 138(7), 24-30.
- Seeley, T. D. (2010). The Wisdom of the Hive: The Social Physiology of Honey Bee Colonies. Harvard University Press.
- Spivak, M., & Reuter, G. S. (2001). Varroa mites and their impact on honey bee health. In Honey Bee Pests, Predators, and Diseases. Apimondia.
- Winston, M. L. (1987). The Biology of the Honey Bee. Harvard University Press.
Apicoltore Moderno