Anche se da un punto di vista statistico i dati del monitoraggio Canadese non possono dirsi significativi, lo sono invece per quello temporale e le osservazioni fatte sulla natura del territorio. Infatti, dalle prime segnalazioni (2002) alla conferma della radicazione (2010), sono passati ben 8 anni. Per contro, in soli 4 anni (1998-2002), l’Aethina Tumida dalla Florida si è diffusa fino alla California ed al Canada.
- Pur essendo stata dimostrata la capacità di sopravvivenza anche ad inverni molto rigidi, gli adulti svernanti (in presenza di inverni molto lunghi) sembrano avere una scarsa o forse nulla capacità riproduttiva.
- Per radicare nel territorio, l’Aethina Tumida ha quasi sicuramente bisogno di compiere almeno un ciclo biologico completo.
- La radicazione e l’intensità dell’infestazione dipendono fortemente dalle condizioni ambientali (temperatura, umidità, natura del suolo).
- L’arrivo ad inizio stagione ha una forte probabilità di radicamento.
- L’arrivo in tarda stagione (in presenza di inverni lunghi e rigidi), ha una probabilità di radicamento quasi nulla.
- Il mezzo di diffusione più rapido è sicuramente il trasporto di api.
- Semplici barriere naturali (come ad esempio 1 km di foresta) sono un forte ostacolo alla diffusione del coleottero nel territorio.
- Anche in assenza di barriere naturali (corridoio per la linea elettrica nella foresta), la diffusione degli adulti è estremamente limitata: attratti dagli alveari più vicini, i coleotteri rimangono in prossimità degli apiari infestati.
- L’arrivo in Florida non è stato veicolato dalle Api: gli Stati Uniti non importano api dal Sud Africa, mentre invece importano frutta (principalmente Arance).
- La radicazione dell’Aethina Tumida veicolata dalla frutta o da altri mezzi è possibile soltanto in presenza di condizioni ambientali favorevoli (temperatura, umidità, natura del suolo, presenza di api).
Rendendosi conto delle enormi differenze nelle velocità di radicazione e nei livelli di infestazione tra le diverse regioni del Canada, i ricercatori del CRSAD si posero l’obiettivo di determinare le variabili che maggiormente potevano influenzare il ciclo di sviluppo dell’Aethina Tumida. Nel 2010 si diede inizio ad una serie di studi per meglio comprendere i motivi delle differenti popolazioni di Aethina Tumida in relazione al territorio.
Lo sviluppo delle pupe venne pertanto monitorato in presenza di diverse condizioni termo-igrometriche del suolo: 16-18-20°C e 0,37, 0,56 e 0,73 m3 di acqua per metro cubo di suolo secco (condizioni del Sud-Est del Canada). Vennero misurate la sopravvivenza e la durata del ciclo di sviluppo delle larve, il rapporto tra i sessi e la durata della vita degli adulti. Gli studi vennero condotti in delle camere di crescita utilizzando una media di 50 larve per ogni combinazione termo-igrometrica. Le larve vennero ottenute allevando in laboratorio degli adulti prelevati in un apiario infestato nel maggio del 2010. Le larve si impuparono spontaneamente nel suolo ad una profondità di 5/6cm.
- la sopravvivenza delle pupe diminuisce con basse temperature ed alto contenuto di acqua nel suolo – a 20°C il tasso di sopravvivenza è superiore al 97% – a 16°C scende tra il 12,5 ed il 22,9%.
- il tempo di sviluppo delle pupe diminuisce con l’aumento della temperatura del suolo (da 69 a 78 giorni a 16°C – da 47 a 54 gg a 18°C – da 36 a 39 gg a 20°C) ma rimane lungo in presenza di suoli asciutti.
- il contenuto ottimale di acqua nel suolo è di 0,56 m3 per metro cubo di terreno.
- la temperatura minima per lo sviluppo delle pupe è stata stimata tra i 10,2 ed i 13,2°C, in funzione dell’umidità del suolo.
- il rapporto tra i sessi è influenzato dall’umidità del suolo: è stato misurato un rapporto di 1:1 per suoli secchi e ad umidità intermedia ed un rapporto di tre femmine per un maschio per suoli umidi
- alti contenuti di acqua nel suolo riducono la durata di vita degli adulti emergenti
I risultati dimostrarono che: la sopravvivenza delle pupe diminuisce con basse temperature ed alto contenuto di acqua nel suolo – a 20°C il tasso di sopravvivenza è superiore al 97% – a 16°C scende tra il 12,5 ed il 22,9%. il tempo di sviluppo delle pupe diminuisce con l’aumento della temperatura del suolo (da 69 a 78 giorni a 16°C – da 47 a 54 gg a 18°C – da 36 a 39 gg a 20°C) ma rimane lungo in presenza di suoli asciutti. il contenuto ottimale di acqua nel suolo è di 0,56 m3 per metro cubo di terreno la temperatura minima per lo sviluppo delle pupe è stata stimata tra i 10,2 ed i 13,2°C, in funzione dell’umidità del suolo il rapporto tra i sessi è influenzato dall’umidità del suolo: è stato misurato un rapporto di 1:1 per suoli secchi e ad umidità intermedia ed un rapporto di tre femmine per un maschio per suoli umidi alti contenuti di acqua nel suolo riducono la durata di vita degli adulti emergenti.
Nonostante il Sud-Est del Canada si trovi alla stessa latitudine del centro Italia, le condizioni climatiche sono decisamente differenti. Nessuna barriera naturale si oppone alle gelide correnti artiche, e questo comporta inverni lunghi ed estremamente rigidi (con punte di -40°C). Pur essendo decisamente più corta, l’estate invece non presenta temperature molto diverse. L’Italia è ben protetta a Nord dalla barriera Alpina e il suo clima è fortemente mitigato dall’inerzia termica del bacino Mediterraneo. Per poter ritrovare condizioni simili a quelle della Penisola Italiana, e poter quindi fare delle comparazioni, dobbiamo cercare in Canada una provincia con un microclima particolare, e questo è il caso della Penisola del Niagara, in particolar modo della contea dell’Essex. I grandi laghi Erie, Ontario e Huron che la circondano, ed i laghi Superiore e Michigan che la proteggono da Nord, donano a questa provincia un clima particolarmente mite, dov’è possibile la coltura della vite (grandi vini del Niagara). La contea dell’Essex è in quarantena dal 2010: per l’intensità dell’infestazione nessun ape può uscire da questo territorio.
L’analisi comparativa del microclima della contea dell’Essex con quella della Penisola Italiana, con le considerazioni che ne derivano, sarà oggetto della prossima puntata.
Ermanno De Chino – Apiservices
Fonti:
Apicoltore Moderno