sabato , 25 Maggio 2024
Il calendario dell'apicoltore: maggio e i fogli cerei

Il calendario dell’apicoltore: maggio

Questo mese si può definire senz’altro il più importante di tutta la stagione apistica; sia nel fondo valle, sia in montagna ormai entriamo nel cuore del grande sviluppo dei nidi.

Ormai volgendo in giro lo sguardo è tutto un tripudio di fiori dal piano, alla collina, ai monti, si può definire questo il periodo decisivo per il raccolto. Là dove gli alveari sono stati ben preparati e guidati vedremo di giorno in giorno l’aumento della loro potenzialità.

Maggio è pure il mese della sciamatura, della posa dei melari, della produzione di cera, per il rinnovo dei nidi e di tutto questo l’apicoltore deve saperne approfittare in tempo.

Come ben sappiamo i fiori non aspettano nessuno; vengono e se ne vanno presto per lasciar posto ad altri, perciò quando inizia la fioritura dei frutteti è tempo di allargare i nidi là dove le famiglie sono più forti. Aggiungere i fogli cerei, uno alla volta dopo l’ultimo favo di covata altrimenti si rischia di dividere la covata in due come con un diaframma con conseguente raffreddamento e abbandono della stessa. Dopo qualche giorno il foglio cereo si gira per facilitarne la costruzione interna; l’altro eventuale foglio va aggiunto quando il primo è costruito almeno per tre quarti spostando questo verso il centro.

Far costruire diversi fogli cerei per alveare è molto importante anche se a scapito di qualche chilogrammo di miele; serve per il rinnovamento dei nidi ed è la prima lotta biologica contro molte malattie; inoltre avremo api più grandi e vigorose cioè più abbondanza di raccolto.

Vediamo ora la posa dei melari: anche questa è un’operazione che va fatta con criterio.
Un tempo si diceva che il melario si mette quando le api imbiancano con cera nuova sopra i telaini, ora invece, da constatazioni fatte, si è visto che può essere già tardi, per diverse ragioni.

Prima di tutte è la drastica riduzione della covata in quanto la maggior parte dei telaini viene occupata da miele e polline e si avrà sicuramente un forte calo di bottinatrici.

Altra ragione costringeremo molte bottinatrici all’ inattività per mancanza di posto, inoltre aspettando troppo si favorisce la sciamatura che diventa così forzata anche se non necessaria.

Conclusione di tutto è sempre la perdita di raccolto non più recuperato. Per ovviare a questi inconvenienti basta anticipare la posa dei melari anche quando le api sono su otto telaini, che siano però ben pieni d’api e di covata.

Sciame catturato con un pigliasciameSi lasciano i diaframmi laterali, si posa il melario spruzzandone i telaini con un po’ di sciroppo per attirare le api le quali una volta preso possesso non lo lasciano più.

Quando vedremo il melario tutto occupato possiamo aggiungere i telaini mancanti del nido, o i fogli cerei, le api non scenderanno dal melario anzi sposteranno anche gran parte del miele dal nido facendo posto per la covata. Si avrà così modo di sfruttare al massimo l’importazione e rinnovare i telaini del nido nel periodo più favorevole.

Vediamo ora di descrivere, come promesso, un sistema per praticare la sciamatura artificiale senza perdere il raccolto. Si deve prima di tutto scegliere tre alveari abbastanza forti e con regine giovani, immuni da malattie.

Si prepara a parte un’arnia vuota e ben pulita; avremo così 4 arnie su cui operare. Le segneremo, 1 – 2 – 3 – 4 (vuota); dalla n. 1 preleviamo il favo con la regina e lo mettiamo al n. 4, dalla n. 2 preleviamo 2 favi con covata e api senza regina e mettiamo ancora al n. 4, ora mettiamo la n. 4 al posto della n. 3 e questa perderà gran parte delle bottinatrici; completiamo la n. 4 con telaini fatti o con fogli cerei.

Avremo così questa situazione: la n. 1 senza regina e possiamo lasciar fare alle api oppure innestarvi una cella reale prelevata da altri alveari e la vita prosegue regolare; la n. 2 mancherà di 2 telaini che presto saranno sostituiti; la n. 3 perderà parte delle bottinatrici ma non tutte, proprio per la vicinanza alla n. 4 e la n. 4 con la regina che continuerà a deporre più i due favi di covata e le bottinatrici della n. 3 sarà presto una famiglia forte.

Se l’operazione è fatta in tempo e con la stagione favorevole avremo tre alveari che daranno un sicuro raccolto, una regina giovane più un alveare forte da poter invernare tranquillamente.

Come vedete con un po’ di buona volontà è più facile fare uno sciame artificiale e ottenere api selezionate che raccoglierlo su una pianta e oltre tutto si fa quando si vuole. Per fare queste operazioni non c’è bisogno di usare canfora o altro per confondere gli odori, le api in questo periodo di grande importazione sono molto disponibili basta operare con giornate calme e piene di sole.

Ci sono altri metodi usati per la sciamatura artificiale che si praticano anche dopo il raccolto nel mese di luglio e cioè sciamatura per contribuzione sfruttando otto arnie; ma non vorrei creare confusione e imbarazzo specialmente per i principianti, è meglio una cosa alla volta e fatta bene, in seguito parleremo anche di questo.

Con la fioritura del tarassaco è anche l’ora di mettere le trappole da polline e iniziare la raccolta, evitando così l’intasamento dei telaini da nido. La grande abbondanza di questo fiore ci darà un polline fra i più pregiati e abbondanti. Si può proseguire la raccolta tranquillamente fino a tutto giugno e poi con la fioritura dei prati si deve controllare se le scorte sono adeguate.

lo però consiglierei di non usare la museruola perché costringe le api a lasciare tutto il polline, diventando anche più fastidiose e irritabili, usare invece un’asticciola di legno appoggiata sulla griglia pigliapolline con un’apertura centrale di circa 6-8 cm. per l’uscita, di modo che parte delle api entreranno da sopra e avremo così la garanzia di sufficienti scorte nel nido. Se si lavora su alveari forti o almeno normali il raccolto di polline è ugualmente abbondante e non infastidiamo le api. Detto tutto questo spero che il mese di maggio sia pieno di soddisfazioni.

Pietro Francescatti

Info Redazione

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