venerdì , 30 Settembre 2022
La sciamatura artificiale: un nuovo metodo
Foto di Antonio Angrisani

Il ciclo biologico dell’ape operaia

Analizzando le varie fasi della crescita delle api  si comprende meglio il fenomeno del ciclo biologico.

Per i primi due giorni tutte le larve vengono alimentate con la gelatina (pappa reale), dopodiché le larve dei fuchi e delle operaie ricevono principalmente miele e polline, mentre le larve delle regine continuano ad essere nutrite con gelatina reale.

Ciascuna larva, accrescendosi, subisce 5 mute; quindi la sua cella viene chiusa con un opercolo di cera, e la larva racchiusa all’interno si tesse un sottile bozzolo nel quale si impupa.

La pupa subisce una metamorfosi completa, ed infine taglia l’opercolo della cella con le proprie mandibole per sfarfallare come giovane ape. Il tempo di sviluppo per ciascuna casta è standardizzato, grazie alla termoregolazione nell’alveare.

sviluppo_ape_operaia

Conoscendo allora il ciclo biologico delle api, possiamo sfruttarlo per ottenere una rapida ripresa degli sciami artificiali.

Si consiglia, quindi, quando dobbiamo rinforzare gli sciami artificiali di prelevare telaini contenente covata opercolata al 18° giorno d’età, dagli alveari forti.

Gli sciami ne trarranno un vantaggio immediato, perché si fornisce covata opercolata prossima allo sfarfallamento, rendendoli subito idonei ad affrontare l’inverno.

 La covata su entrambi i lati di un telaino da nido tipo Dadant-Blatt una volta sfarfallata, coprirà circa tre favi.

Pasquale Angrisani

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