sabato , 13 Aprile 2024
Vespa velutina, metodo Z testato con successo metodo sperimentale
Nido-Vespa Velutina

Il Metodo-Z conferma la sua efficacia

Il Metodo Z è un metodo di lotta integrata messo a punto dall’apicoltore e tecnico apistico Fabrizio Zagni, che sfrutta le abitudini e il comportamento della Vespa velutina. Ad oggi il metodo è stato testato dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia agraria (CREA) e dall’Università di Firenze, con il sostegno dell’Università Università di Scienze Applicate di Colonia (RFH) e ha dato ottimi risultati. Il 17 luglio scorso, nella sede CREA di Bologna, il Metodo Z è stato presentato, con i relativi dati delle prove effettuate, e proposto dalla piattaforma Stopvelutina per un’applicazione urgente nelle zone di neo infestazione, con l’intento di un severo controllo o eradicazione, ricevendo un largo sostegno da parte delle Federazioni apistiche, Enti e Regioni presenti.

Il Metodo Z riesce a trattare e neutralizzare i nidi senza la necessità che questi vengano individuati. E’ un metodo integrato che riesce a far arrivare ai nidi una sostanza attiva attraverso un apposito dispositivo, capace di catturare le vespe e attraverso di esse far arrivare direttamente ai nidi una piccolissima quantità di una sostanza attiva. Il dispositivo è selettivo verso le altre vespe, api o altri insetti e può, nella versione automatizzata, lavorare senza la presenza umana.

La sostanza attiva è opportunamente studiata e dosata per permettere alla “vespa vettore” di non morire durante il tragitto, ma veicolare la sostanza dal dispositivo al nido, uccidendone gli adulti e la regina dall’interno. In questo modo non è necessario cercare, trovare e distruggere i nidi. La composizione, il dosaggio della molecola e la sua applicazione permettono il successo del metodo, ottenendo una selettività pari al 100%.

Poiché è stato dimostrato che su un apiario possono predare individui provenienti da diversi nidi, la contaminazione di un certo numero di vespe potrà permettere la contemporanea neutralizzazione di più nidi presenti nelle zone circostanti l’apiario. Studi recenti hanno dimostrato che il range di predazione di Vespa velutina può arrivare anche a 2 chilometri 1,2 pertanto questa sarà la distanza a cui presumibilmente si può arrivare a colpire i nidi, contaminando le vespe davanti a un alveare.

L’uso indiscriminato di molecole da parte degli apicoltori, oltre ad essere vietato ed eticamente contrario al settore, può rivelarsi molto pericoloso e portare conseguenze disastrose per la salute delle api. Il metodo è quindi pensato per un uso autorizzato, responsabile, sicuro e possibilmente gestito da organismi competenti. Potrebbe essere previsto un suo utilizzo in carico alle istituzioni, potrebbe essere utilizzato in piani di lotta territoriali coordinati a livello nazionale ed europeo, gestito dalle istituzioni stesse o dalle associazioni apistiche.

La Commissione europea il 13/07/2016 ha incluso Vespa velutina nella lista delle specie aliene invasive e ogni stato membro dovrebbe attuare misure di lotta e controllo per contenere o eradicare la specie. Infatti un problema così complesso e che colpisce anche settori quali agricoltura, ambiente e sicurezza pubblica non dovrebbe gravare solo sulle spalle degli apicoltori che già subiscono gli effetti negativi e le problematiche causate da altri settori.

Fabrizio Zagni

1 Bortolotti L., Fiorillo F., Zagni F., Lanteri N., 2016b – Osservazioni preliminari sull’areale di predazione delle operaie di Vespa velutina. Apitalia, 11: 24-27.
2 Juliette Poidatz, 2017 – Studying the homing ability and workers activity in Vespa velutina by RFID technique. Meeting of the Velutina Task Force, Majorca, Spain, 22-23 June 2017.

Info Redazione

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