È ufficiale: la Vespa velutina, il calabrone asiatico predatore di api, è arrivato in Sardegna. La prima segnalazione confermata è giunta da Ilbono, in Ogliastra, dove un apicoltore ha notato strani insetti volare davanti alle sue arnie. Dopo la sua segnalazione, gli esperti del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari sono intervenuti e hanno confermato sul posto l’identificazione di questa specie invasiva. Subito dopo, è scattata un’imponente operazione di monitoraggio sul territorio. Grazie all’impiego di radiotrasmettitori, uno dei sistemi più efficaci per localizzare i nidi, è stato individuato e distrutto il primo nido di Vespa velutina mai scoperto sull’isola.
Una minaccia reale
La situazione è preoccupante. In altri due apiari della zona sono stati catturati altri esemplari di Vespa velutina, segno evidente che l’insetto ha già iniziato a colonizzare il territorio. La Vespa velutina, conosciuta per la sua aggressività nei confronti delle api da miele, sta mettendo in crisi gli apicoltori sardi. L’insetto caccia attivamente le api bottinatrici, predandole al rientro negli alveari e portandole via come cibo per la sua prole. Questo comportamento può compromettere interi allevamenti apistici, indebolendo le colonie e riducendo la popolazione di api.
Originaria del Sud-Est asiatico, la Vespa velutina (nigrithorax) è stata segnalata per la prima volta in Europa nel 2004, in Francia. Da lì si è rapidamente diffusa in molte regioni italiane, tra cui Liguria, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Puglia. La Sardegna, fino a oggi, era rimasta immune da questa invasione, ma ora l’isola deve fare i conti con questa minaccia ecologica.

Altre specie di calabroni in Sardegna
Negli ultimi 15 anni, altre specie di calabroni esotici avevano già fatto il loro ingresso in Sardegna: nel 2010 era stata rilevata la Vespa crabro (calabrone europeo) e nel 2021 la Vespa orientalis (calabrone orientale) a Cagliari. Tuttavia, la Vespa velutina rappresenta una minaccia ancora più grave, poiché predando attivamente le api, può ridurre drasticamente la loro popolazione, con gravi conseguenze per l’ambiente e per l’economia.
La risposta delle autorità
Gli esperti, tra cui entomologi del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari e ricercatori del National Biodiversity Future Centre, sono impegnati a monitorare la situazione. La sorveglianza sul territorio continuerà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di intercettare altri nidi e contenere la diffusione del calabrone asiatico, seguendo modelli di tracciamento già sperimentati con successo in altre regioni italiane. In Sardegna, infatti, la collaborazione tra istituzioni locali, apicoltori e tecnici del settore sarà cruciale per fermare l’avanzata della Vespa velutina.
Un’operazione di monitoraggio e distruzione dei nidi è in corso grazie all’impiego di tecnologie avanzate, come i radiotrasmettitori, che permettono di localizzare i nidi con grande precisione. Grazie a questo approccio, il primo nido di Vespa velutina è stato già distrutto, ma la sfida è solo all’inizio.

Il piano d’azione
Il piano messo in campo per contenere la minaccia della Vespa velutina è chiaro: debellare questa specie invasiva per proteggere le api e, in ultima analisi, salvaguardare l’intero ecosistema. La presenza di Vespa velutina può causare perdite degli alveari che arrivano fino al 50%, con un impatto devastante sul settore dell’apicoltura, già in difficoltà a causa della diminuzione della popolazione apiaria. Inoltre, essendo le api uno degli insetti più importanti per l’impollinazione, il calabrone asiatico rappresenta anche una minaccia per la biodiversità vegetale e per la produzione agricola.
Come riconoscere la Vespa velutina
Il rischio che la Vespa velutina diventi una minaccia non solo per gli apicoltori ma anche per i cittadini è concreto. Questo calabrone può costruire nidi anche in ambienti urbani, come sottotetti, balconi o alberi nelle vicinanze delle abitazioni, mettendo in pericolo la sicurezza delle persone. Le punture della Vespa velutina possono risultare molto dolorose e pericolose, soprattutto in caso di allergie o punture ripetute, con possibili reazioni gravi, fino allo shock anafilattico.
Per evitare rischi, è fondamentale saper riconoscere la Vespa velutina. Questo calabrone, simile al nostro Vespa cabro (calabrone europeo), ha però delle caratteristiche distintive. È lungo tra i 19 e i 29 mm, con un’apertura alare tra i 37 e i 49 mm. La sua testa è di colore giallo-arancio, mentre il torace è di colore nero o molto scuro. Le sue zampe hanno una parte finale di colore giallo, mentre l’addome è bruno-rossastro con striature gialle.
I nidi della Vespa velutina sono di grandi dimensioni (mediamente 60×80 cm) e di forma rotondeggiante o piriforme, costruiti ad altezze superiori ai 10 metri. Questi nidi sono spesso situati su alberi o strutture artificiali e possono contenere migliaia di individui.
Conclusioni
La Sardegna sta affrontando una vera e propria emergenza ecologica, con l’invasione della Vespa velutina. La lotta contro questo predatore delle api è cruciale per preservare la biodiversità e la sicurezza dell’isola. Grazie agli interventi tempestivi degli esperti e alla collaborazione tra le istituzioni, gli apicoltori e la popolazione, è possibile fermare l’invasione e proteggere le api, che sono fondamentali per la nostra vita quotidiana. Tuttavia, la sfida è ancora lunga e richiede l’impegno di tutti.
Per ulteriori informazioni e per segnalare eventuali avvistamenti, è importante seguire i canali ufficiali e collaborare con i progetti di monitoraggio in corso. Solo con un’azione coordinata e consapevole si potrà prevenire il disastro ambientale che una proliferazione incontrollata della Vespa velutina potrebbe causare.
Articolo a cura della redazione
<strong>Riferimenti bibliografici</strong>
- Pusceddu, M. (2023). Lotta alla Vespa velutina: Situazione in Sardegna e strategie di monitoraggio. Dipartimento di Agraria, Università di Sassari. Questo studio esamina l’introduzione della Vespa velutina in Sardegna, l’impatto sull’apicoltura e le misure adottate per monitorare e contrastare la diffusione della specie invasiva. Fonte non pubblicata, disponibile su richiesta presso il Dipartimento di Agraria, Università di Sassari.
- SassariToday (2023). La Vespa velutina è sbarcata in Sardegna. https://www.sassaritoday.it/cronaca/vespa-velutina-sardegna.html Articolo di aggiornamento sulla presenza della Vespa velutina in Sardegna, con focus sul monitoraggio delle prime segnalazioni e distruzione dei nidi.
- Giorgio, A., et al. (2021). Monitoraggio della Vespa velutina in Sardegna: Un approccio integrato per la gestione della specie invasiva. Bollettino Entomologico Italiano, 53(4), 178-184. Studio che descrive il metodo di tracciamento e l’utilizzo di radiotrasmettitori per il monitoraggio della Vespa velutina in Sardegna, con particolare riferimento al progetto di sorveglianza in corso.
- Michelina Pusceddu & team (2023). Monitoraggio e interventi di contenimento della Vespa velutina in Ogliastra. Notiziario Entomologico Sardo, 29(3), 33-40. Resoconto delle attività sul campo condotte dagli entomologi dell’Università di Sassari per identificare e neutralizzare i nidi di Vespa velutina in Ogliastra, con un focus sui metodi di rilevamento e distruzione.
- Sardegna. (2023). Vespa velutina: La lotta continua. www.laoresardegna.it Relazione di aggiornamento sulle azioni di sorveglianza e controllo attuate da Laore Sardegna in risposta alla diffusione della Vespa velutina, con coinvolgimento di apicoltori e istituzioni locali.
Apicoltore Moderno