La produzione di miele è influenzata da una serie di fattori che vanno ben oltre la semplice quantità di cibo immagazzinato dalle api. Tre componenti principali determinano in maniera fondamentale la resa della produzione: la forza della famiglia, le condizioni meteorologiche ottimali e la flora disponibile nel raggio di volo delle api bottinatrici. Quando questi fattori sono favorevoli e si verificano contemporaneamente, si possono ottenere raccolti notevoli, e sebbene non omogenei tra apiari e famiglie dello stesso apiario.
Il contesto delle apiari, infatti, non è mai uniforme: la variabilità tra le singole famiglie e tra gli apiari stessi è una realtà ben nota agli apicoltori. La produttività di ciascuna famiglia non può essere analizzata isolatamente sulla base del peso del miele prodotto, poiché il peso del miele raccolto può essere fortemente influenzato da variabili interne ed esterne difficilmente misurabili. Una di queste variabili, ad esempio, potrebbe essere la qualità della regina o la sua capacità di motivare e dirigere il comportamento della colonia. Un altro aspetto fondamentale è la differenza nella qualità della flora che, in base alla stagione e alla localizzazione, può variare drasticamente.
Un errore comune che si commette è quello di confrontare direttamente il peso del miele tra famiglie provenienti da apiari differenti, senza tenere conto delle numerose variabili ambientali e biologiche che influiscono sulla produzione. Per correggere questo errore e ottenere un confronto giusto e significativo, è necessario introdurre un indice comparativo, che consenta di mettere a confronto i risultati in modo standardizzato, tenendo conto delle differenze tra le famiglie e le specificità ambientali degli apiari. Per trasformare il peso del miele in un dato confrontabile tra apiari diversi, è quindi fondamentale calcolare prima la media della produzione di miele per ogni apiario, seguita dalla deviazione standard, che misura la dispersione dei valori intorno alla media. La formula per la deviazione standard (σ) è:
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La deviazione standard (o scarto quadratico medio) è un indice statistico; applicato in apicoltura ci consente di misurare la dispersione del peso del miele di ogni singolo alveare rispetto alla media dell’apiario.
La devianza è la somma dei quadrati delle deviazioni del peso del miele di ogni singola famiglia dalla loro media aritmetica (m), mentre i gradi di libertà sono il numero delle famiglie osservate (n) di cui è composto l’apiario, meno 1 (cioè: gradi di libertà = n – 1)
Per ottenere poi dati facilmente confrontabili tra alveari di apiari diversi bisogna calcolare un indice per ogni alveare di ogni singolo apiario. L’indice non è altro che la differenza di produzione di ogni singolo alveare e la media di tutto l’apiario rapportata alla deviazione standard dello stesso apiario.
L’indice di ogni singolo alveare si calcola con la formula:
I= (r-m) /σ
Dove:
Applichiamo quanto esposto su tre apiari, costituiti da nove alveari ciascuno.
Al momento del raccolto, nei tre apiari, si pesa il miele prodotto da ogni singola famiglia e, con una semplice calcolatrice, si calcolano la media, gli scarti, la deviazione standard e gli indici dei tre apiari, ricavando la seguente tabella.

Dalla tabella si evince che, se confrontassimo la quantità di miele prodotto da ogni singola famiglia, indicata nella seconda colonna di ogni apiario, senza tener conto delle variabili esistenti tra i diversi apiari, commetteremmo un’inesattezza. Infatti, risulterebbero le più produttive la famiglia n. 11 e la n. 32 dell’apiario di Materdomini, che hanno raccolto rispettivamente 24 e 25 kg di miele, rispetto alle altre famiglie poste in apiari diversi.
Il confronto va invece fatto, non tra la quantità di miele prodotto da ogni singola famiglia, ma tra gli indici più alti, che si trovano nell’ultima colonna di ogni singolo apiario. Questo perché, nel calcolo dell’indice, si è tenuto conto di tutte le variabili esistenti tra i diversi apiari.
In sintesi, dalla tabella emerge che le famiglie più produttive in senso assoluto sono la n. 9 nell’apiario di Camerelle, che ha prodotto 19 kg di miele, e la n. 18 nell’apiario di Monteforte Cilento, che ha prodotto 21 kg di miele. Questo esempio evidenzia l’importanza di un’analisi statistica approfondita, che vada oltre la semplice osservazione del peso del miele prodotto. Gli indici comparativi permettono di ridurre l’influenza dei fattori esterni variabili e di ottenere una valutazione più accurata delle famiglie più produttive.
Pasquale Angrisani
Fonte: Api & Flora, n. 184/2016, aggiornato al 09/08/2025.
<strong>Riferimenti bibliografici</strong>
- Smith, R. A. (2010). Introduzione alla statistica applicata in apicoltura.
- Brown, J. T. (2012). Gestire la produttività degli apiari: Un approccio scientifico.
Apicoltore Moderno