E’ precisa alla Treporte, qui illustrata solo che ha metà altezza, cioè 16 cm.
- Un fondo di cm.50 * 50, con una cornice formata da un filetto alto un centimetro, nel quale sono aperte le tre porticine, come si vede nella figura della Treporte.
- Un melario delle solite dimensioni interne cm. 45 * 45 * 16 fissato al fondo, provvisto di due diaframmi ermetici, che servono a dividerlo in tre nuclei.
- Le tre porticine ricavate sul filetto che fa cornice al fondo, larghe 2 cm. è bene che abbiano un predellino di cm. 6 * 3.
- Tre assicelle, costruite in modo che si mantengono perfettamente piane, avranno un foro del diametro di cm. 6 provvisto di rete metallica per il passaggio dell’aria e copriranno l’arnietta ermeticamente.
- Una tettoia qualunque copre l’arnietta e uno sgabello alto 40 cm. la sostiene. Quest’arnietta può essere utile anche per sistemarvi favetti di covata che si trovano alle volte nei melari, i quali accettano volentieri una cella reale di sciame.
- Raccogliere lo sciame su due melari provvisti di favi costruiti, muniti di fondo mobile normale.
- Quando lo sciame e ben raccolto, calmo, si contano i telaini occupati, uno sciame di 3 Kg. ne occupa 10. Ogni telaino e sufficiente a formare un nucleo per l’allevamento d’una regina. Ogni 3 telaini si prepara un’arnietta nella quale si formeranno 3 nuclei divisi da 2 diaframmi ermetici.
- Si prelevano dal ceppo che ha sciamato tutte le celle reali e si scelgono quelle che occorrono, una per ogni telaino da melario coperto di api. Si trattano le celle con molta delicatezza, mantenendole nella posizione naturale, senza rovesciarle, senza esporle a lungo al sole, riparandole dal freddo e dalle correnti d’aria, depositandole infine in una scatola in mezzo al cotone.
- Leviamo dallo sciame la vecchia regina, che si trova sempre nei favi centrali e restituiamola al ceppo, dove abbiamo eliminato tutte le celle reali.
- In ogni arnietta mettiamo i due diaframmi in modo che risulti divisa in tre scompartimenti uguali.
- In ciascuno di questi mettiamo un favetto di api dello sciame; vicino mettiamo un favetto vuoto con innestata una cella reale, volta verso le api, e finalmente mettiamo il terzo favetto, contenente un po’ di miele, badando che questo favo non sia vicino all’entrata per non offrire esca alle saccheggiatrici che insidiano sempre i nuclei più deboli.
- Chiudiamo le tre porticine con pezzetti di rete metallica aggomitolata, notando accuratamente che non vi siano fori d’uscita per le api. L’aria deve arrivare ad ogni nucleo attraverso I’apposito foro dell’assicella coprifavo e in parte dalle porticine chiuse con rete.
- Sistemati i nuclei in questo modo, osserviamo se vi siano tentativi di saccheggio. Se notiamo api che insistono per entrare dalle fessure, spruzziamole con acqua. La notte porterà la calma, ma e bene osservare anche all’indomani.
- Dopo la levata del sole del mattino seguente, se intorno ai nuclei regna la calma, si aprono le porticine, lasciando libertà di volo.
Tuttavia, mi pare necessario raccomandare molta prudenza per non provocare il saccheggio.
- Vengono utilizzate celle reali provenienti da sciame naturale che daranno le migliori regine e abbondante prodotto.
- Il costo è minimo, considerando che i materiali necessari sono già disponibili in qualunque apiario, appena mediocre.
- Si ha la possibilità di operare una selezione oculata di regine provenienti da ceppi che hanno le migliori doti di mitezza, laboriosità e resistenza alle malattie.
- La facilità di avere giovani regine selezionate, metterà gli apicoltori che hanno ingegno e buona volontà, nelle condizioni di aumentare il prodotto, aumentare il patrimonio apistico; evitare le perdite causate dall’orfanità dopo la sciamatura o durante l’inverno.
- Le operazioni necessarie, come ho scritto sopra, daranno all’apicoltore confidenza nelle manipolazioni, grande soddisfazione nella conoscenza della vita dell’alveare e infine capacità di svolgere un lavoro nobilitante e redditizio. Certo non è il lavoro monotono della catena, né basta premere un bottone, occorre una partecipazione intelligente e amorosa ai segreti della natura.
Quando nella Treporte ci sono tre regine feconde che aiutate dalle operaie hanno riempito di covata e scorte i tre nuclei, si può aumentare il numero degli alveari operando in questo modo:
- Si mette ad un fianco della Treporte un’arnia nella quale si travasa tutto il nucleo, spostando di circa 30 cm. in senso opposto i due nuclei rimasti.
- Si lascia così una settimana, quindi si fa la stessa operazione con il nucleo dell’altro fianco.
- Dopo un’altra settimana, si possono spostare i due alveari dei fianchi, aiutarli tutti e tre con la nutrizione stimolante e con aggiunta di favi di covata opercolata.
- Il blocco della covata, ottenuto convogliando tutte le bottinatrici nello sciame.
- Il contributo di tre regine giovani, selezionate, che aiutate convenientemente daranno una forte popolazione capace di formare tre alveari normali.
Naturalmente si possono avere anche difficoltà non previste, prima fra tutte la cattiva stagione. Tuttavia è certo che il metodo è valido, confermato dall’esperienza di molti apicoltori continuata per anni, in posizioni diverse.
Apicoltore Moderno