Partiamo dal principio, dicendo che la Entomological Society of America (ESA), con quasi 7.000 membri, è la più grande organizzazione al mondo dedicata all’entomologia. Pubblica otto riviste scientifiche e offre premi prestigiosi ai ricercatori che si distinguono per i loro studi. Organizza convegni di prestigio e, dal 2017 al 2023, il programma di partnership aziendale dell’ESA, ha generato un introito stimato di 1 milione di dollari americani.
Rebecca Raney, nel suo articolo sulla rivista online “U.S. Right to Know”, analizza quanto accaduto alla convention annuale ESA del 2023, dove i ricercatori presenti hanno affrontato temi rilevanti come la salute delle colonie di api, l’impatto dei cambiamenti climatici e gli effetti indiretti dei pesticidi. Tuttavia, durante le centinaia di sessioni, è mancato un tema significativo: la ricerca accademica sui neonicotinoidi.
Secondo alcuni partecipanti, i vari ricercatori si sono impegnati in discussioni generali sui neonicotinoidi e sugli impollinatori, ma sono mancati tavole rotonde e dibattiti dedicati alla presentazione di documenti specifici su questo argomento.
L’U.S. Right to Know ha così condotto una revisione su tutto ciò che è stato presentato (oltre 2.000 presentazioni) al convegno ESA 2023, mettendo in luce quanto segue:
- Tra quasi 100 articoli e poster presentati sulle api nel 2023, solo 4 riguardavano specificamente il ruolo dei neonicotinoidi nel declino della salute delle api. Tutti e quattro sono stati presentati da studenti.
- Nel 2013, i ricercatori hanno presentato almeno 19 articoli sugli effetti dei neonicotinoidi sulle api.
- Nel 2023, il 26% dei simposi, workshop e sessioni di science-policy sono stati organizzati da dipendenti del settore imprenditoriale e nella maggior parte dei casi si trattava di impiegati di aziende agrochimiche.
- Sempre nel 2023, il 16% dei panelisti nei simposi, workshop e discussioni di science-policy non provenivano dal mondo dell’università ma erano dipendenti aziendali.
Chris Stelzig, direttore esecutivo dell’ESA, non ha contestato questi risultati, ma in una risposta scritta al U.S. Right to Know ha sottolineato che l’ESA non prevede a priori argomenti specifici per la copertura del suo programma di conferenze e ciò che viene affrontato dai programmi delle conferenze ESA riflette l’andamento dell’interesse della comunità e del mondo della ricerca.
I ricercatori / entomologi intervistati dalla Raney per il suo articolo hanno poi affermato di non aver subito pressioni dalle aziende sponsor al momento della selezione dei documenti che sarebbero stati presentati alla convention ESA 2023 e sono rimasti sorpresi nello scoprire che la ricerca sugli effetti dei neonicotinoidi sulle api è risultata quasi del tutto assente.
Allo stesso tempo, sebbene molti di questi ricercatori abbiano affermato di ritenere che i neonicotinoidi debbano essere vietati per proteggere le api, hanno anche detto che il campo della ricerca si è spostato verso un approccio che tiene conto di molteplici fattori di stress sulle singole api e sugli alveari, piuttosto che studi su singoli fattori, e che quanto presentato alla conferenza riflette questo modo di pensare.
Questo approccio alla ricerca fa gioco alle aziende agrochimiche, che da anni sostengono che il collasso delle colonie di api sia dovuto a molteplici fattori, non solo ai neonicotinoidi, nonostante l’ampia mole di ricerche che dimostrano i danni causati da questi prodotti isolatamente.
Raney non dimentica di elencare i principali sponsor della convention 2023, partendo da Corteva Agriscience, proseguendo con Bayer, Syngenta e altri: tutti produttori di neonicotinoidi oltre che di sementi, erbicidi e fungicidi. Queste aziende non solo sponsorizzano l’evento, ma pagano quote aggiuntive per sponsorizzare eventi speciali all’interno della conferenza stessa, hanno dipendenti che occupano posti nel consiglio di amministrazione dell’ESA e altri che sono redattori di 3 delle 8 riviste scientifiche dell’organizzazione.
Vien da sé che se le aziende sponsor hanno membri che occupano posizioni chiave all’interno dell’ESA, influenzano e plasmano anche le priorità scientifiche, creando un potenziale enorme conflitto di interesse.
Il peso delle aziende agrochimiche può poi farsi sentire anche durante la conferenza stessa, dove, nonostante il codice di condotta dell’ESA, che promette di tutelare un dialogo civile, il dibattito sui pesticidi può facilmente trasformarsi in un campo minato di intimidazioni, lasciando i giovani ricercatori a combattere per far sentire la loro voce in un ambiente che sappiamo può diventare davvero feroce.
Ovviamente è stata data la possibilità ai vari sponsor di poter dire la loro sul conflitto di interesse messo in luce da U.S. Right to Know e sul loro coinvolgimento nelle varie attività dell’ESA. Tra i pochi che hanno risposto, la Bayer ha dichiarato di vedere nella sponsorizzazione della conferenza dell’ESA l’opportunità di far partecipare i propri dipendenti al fine di facilitare il networking, creare collaborazioni e poter condividere le proprie opinioni.
L’ESA stessa ha fornito la propria interpretazione dei fatti, sottolineando che le aziende costituiscono una parte integrante della comunità entomologica, essendo i principali finanziatori della ricerca e i potenziali datori di lavoro per i futuri entomologi. Stelzig ha inoltre evidenziato come la presenza di diverse figure professionali contribuisca a un mix dinamico e produttivo di idee, fondamentale per il progresso della missione scientifica e professionale dell’ESA.
Bisogna riconoscere, seppur con qualche riserva, che questi aspetti meritano effettivamente attenzione. È innegabile che la conferenza annuale dell’ESA rappresenti per molti partecipanti (soprattutto studenti) un ponte tra il mondo accademico e quello professionale. Un luogo, un’occasione in cui i giovani ricercatori possono entrare in contatto diretto con le grandi aziende ed esplorare opportunità di carriera. Di conseguenza, la presenza di colossi industriali all’ESA non è vista da tutti come un’intrusione: per alcuni è una risorsa, una porta aperta verso possibilità che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere.
Malgrado le critiche sul suo legame con il mondo dell’industria, l’ESA continua a essere un punto di riferimento indiscusso per l’entomologia globale; favorendo l’innovazione e il progresso scientifico necessario per affrontare le sfide del futuro legate agli insetti e alla loro preservazione.
L’ESA è di fatto un motore di progresso: sostiene la ricerca su temi cruciali come il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare, ma soprattutto ispira e guida le nuove generazioni di entomologi, offrendo loro gli strumenti per trasformare la passione in vere e proprie professionalità.
Nonostante le ombre e le tensioni che attraversano il mondo dell’ESA e il presunto disinteresse percepito alla conferenza del 2023, la ricerca sui neonicotinoidi non rallenta, anzi, sta vivendo un’espansione significativa. A sostenerla ci sono finanziatori di enorme peso, dal governo cinese al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, fino ala Bayer.
Questo dimostra una realtà inconfutabile: l’interesse globale per questi composti chimici resta altissimo. Tra dibattiti, controversie e nuove scoperte, la scienza continua a indagare, a porre domande e a cercare risposte.
E finché la ricerca non avrà fatto piena luce, il capitolo dei neonicotinoidi resterà sicuramente aperto.
Elisa Monterastelli
Fonte: mieleinforma
Apicoltore Moderno