mercoledì , 29 Giugno 2022
Miele raccolto con un cucchiaino da un barattolo
Miele, nel mondo se ne consumano 1,9 milioni di tonnellate all’anno. Più di quanto le api ne possano produrre

L’importanza della qualità del miele per la salute delle api

Sono stati recentemente pubblicati diversi lavori di ricerca che spiegano diverse cose sulle capacità antimicrobiche del miele. Questo fatto è stato considerato per diversi anni poco più che una curiosità, ma si sta rivelando uno degli elementi essenziali di resistenza alle patologie da parte degli alveari ovvero del sistema immunitario sociale. Nei fatti, la singola ape ha un sistema immunitario “ ridotto” rispetto agli insetti individuali

Per questo motivo, allo scopo di impegnarlo il meno possibile è bene se all’interno della città delle api vi sono delle azioni di disinfezione per la riduzione della quantità di patogeni presenti. Per questo scopo è utilizzato il propoli e sui favi e sui corpi delle api il veleno d’ape. Rimane poi la disinfezione delle scorte di miele.

E’ facile intuire che esattamente come per gli esseri umani se le api utilizzano miele sterile sarà meno probabile avere problemi dai patogeni. In questo senso è stato ormai osservato che le capacità di disinfezione del miele non sono costanti, ma variano a seconda del raccolto disponibile alle bottinatrici, inteso anche come polline.

Dalla ricerca di Brudzynski, è altri si apprendono non poche cose di notevole interesse. Una delle sostanze maggiormente attive come disinfettante nel miele è il perossido di idrogeno che è prodotto a partire dall’enzima glucosio ossidasi. Il Glucosio ossidasi è introdotto nel miele dalle bottinatrici già durante la raccolta del nettare.

Questo enzima è presente in qualsiasi miele, ma la sua concentrazione differisce da miele a miele in maniera dipendente DALL’ETA’ E DALLO STATO DI SALUTE DELLE BOTTINATRICI (Pernal and Currie, 2000) così come dalla RICCHEZZA E DIVERSITA’ DELLA DIETA BOTTINATA (Alaux et al., 2010). E’ facile capire che famiglie sane che bottinano in condizioni di abbondanza producono miele con caratteristiche tali da costituire le premesse, a livello di disinfezione, per il mantenimento del buon stato di salute della famiglia. Al contrario Famiglie deboli che raccolgono male possono solo creare le premesse per stare sempre peggio. In questo senso si consideri che lo spostamento di favi di miele da un alveare all’altro non è solo eventuale spostamento di patogeni ma anche di resistenza a questi oppure vulnerabilità.

Il miele è in realtà un ambiente chimico complesso che consiste di più di 100 differenti componenti (inclusi antiossidanti e tracce di metalli) in cui l’interazione tra questi componenti e il perossido di idrogeno può influenzare la sua azione ossidativa (disinfettante).
L’azione ossidante del perossido di idrogeno del miele sulle cellule dei patogeni può essere modulata dalla presenza di altre molecole bioattive nel miele e differisce dall’azione del solo perossido di idrogeno.

La sinergia di queste sostanze più o meno presenti nel miele lo porta in diversi casi o degradare il DNA dei patogeni.

Non tutti i mieli mostrano però attività di degradazione del DNA, ovvero azione su spore, virus e funghi  nosema, calcificata). E’ necessaria una certa quantità di perossido di idrogeno.
La minore concentrazione di perossido di idrogeno necessaria nel miele per degradare il DNA fa fortemente supporre che l’effetto di ossidazione del perossido di idrogeno sia aumentato da altri componenti del miele, segnatamente metalli.

Questi studi fanno capire quanto l’ambiente sia importante per la salute delle api e anche come sia necessario aggiornare molti concetti relativi alle questioni sanitarie dell’apicoltura.

Savorelli Gianni – Prodotti per apicoltura Via Sangiorgi, 50 47522 Cesena ( Fc ) tel 0547.602018 fax 0547603070 cell 339 6634688 email gsavore@tin.it

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