venerdì , 30 Settembre 2022
Ape che raccoglie polline su fiori

Meccanismo di sviluppo della popolazione dell’alveare e consumo di polline sintetico

Lo studio su J. Insect Behav. dal titolo”Effects of Brood Pheromone Modulated Brood Rearing Behaviors on Honey Bee (Apis mellifera L.) Colony Growth “ di Sagili & Pankiw spiega la metodica di lavoro utilizzata dalle api per regolare l’allevamento di covata in base alla disponibilità di risorse polliniche.

E’ noto che lo sviluppo della popolazione delle famiglie di api avviene essenzialmente attraverso l’aumento di deposizione della regina e parallelo aumento delle attività delle operaie collegate all’allevamento.

Houston e al.(88) hanno realizzato un modello che ipotizza la quantità di lavoro che deve essere prodotta da ciascuna operaia in funzione del bottinamento in maniera da massimizzare le possibilità della famiglia.
Il modello prevede che sia le singole api che l’intera famiglia rispondano ad una aumentata domanda di risorse alimentari lavorando di più. Sempre nel modello di Houston et al. (1988) è previsto che la manipolazione della quantità di covata con inserimento di altra covata dall’esterno produca un aumento nello sforzo di allevamento di covata della colonia.
Il lavoro di allevamento della covata può essere considerato diviso tra bottinatrici che raccolgono risorse all’esterno e api di casa che svolgono funzioni nel nido.
E’ stato appurato che aumentando la quantità di larve si ha come conseguenza un aumento del numero di bottinatrici di polline e un aumento della quantita raccolta da queste (Al-Tikrity et al. 1972; Free 1979; Eckert et al. 1994).
Per converso l’attività di bottinamento di polline diminuisce in conseguenza all’aggiunta di favi di polline e aumenta in risposta alla rimozione di favi di polline (Free 1967; Danka et al. 1987; Camazine 1993; Dreller and Tarpy 2000).
Aumentando la quantità di favi di polline nella famiglia si produce aumento della quantità di covata allevata e si diminuisce il bottinamento di polline (Fewell and Winston 1992). [Non si produce invece lo stesso effetto disponendo il polline “ a mucchio “ sopra i favi ….voi non guardate in giardino per rendervi conto di quale quantità di spaghetti è rimasta a disposizione in casa….( NDR)].
Le famiglie rispondono in maniera analoga all’aggiunta di feromoni della covata, valutando la quantità di covata in allevamento dalla quantità di feromone percepito. Aggiungendo feromone della covata alle famiglie si produce un aumento del numero delle bottinatrici di polline superiore al 150% con significativo aumento anche della quantità di polline raccolta da ogni singola bottinatrice sia specializzata in polline che generica.

Si ha inoltre aumento della quantità di voli delle bottinatrici di polline per unità di tempo (Pankiw et al. 1998; Pankiw and Page 2001; Pankiw 2004a; Pankiw 2004b; Pankiw et al. 2004; Pankiw 2007). Il comportamento delle api di casa conseguente all’aumento del bottinamento è invece molto poco conosciuto.

Relativamente a questi aspetti è noto che nel nido le operaie regolano la deposizione della regina attraverso la sua nutrizione (-quantità e qualità del cibo-Chauvin 1956; Allen 1960). La quantità di celle di favo preparate dalle api di casa per l’accettazione da parte della regina e relativa deposizione è un altro meccanismo attraverso cui le operaie regolano la deposizione della regina (Free & Williams 1972).
Partendo da questi elementi consolidati, lo studio sopra citato ha potuto verificare il modello predittivo di Houston et al. (1988) e cioè che lo sforzo di allevamento di covata delle operaie aumenta in risposta ad un aumento della quantità di larve percepite nella famiglia.

Allo scopo, feromone sintetico della covata è stato utilizzato per aumentare la percezione del numero di larve presenti nelle famiglie in studio. Lo studio si è avvalso di tecniche di registrazione digitale per studiare nel dettaglio i comportamenti della regina così classificabili: *ozio sui favi *movimento sui favi a velocità superiore a 5 mm/s con frequenti ispezioni delle celle *nutrizione-la regina estende la proboscide tra le mandibole di una operaia per più di 5 s (Allen 1960) *deposizione dopo una breve ispezione della cella vuota.

La mappa della deposizione è stata realizzata per il periodo di 9 giorni . Allo stesso modo sono stati filmati i tempi di nutrizione delle larve. Le giovani ricevono solo cibo larvale mentre le più vecchie ricevono anche polline e miele (Winston 1987).E’ risultato un significativo aumento del numero totale di uova deposte dalla regina nelle famiglie con aggiunta di feromone in 9 giorni di esperimento. Il tempo totale di alimentazione della regina risulta significativamente maggiore con aggiunta di feromone della covata. I periodi di ozio della regina risultano significativamente inferiori nelle famiglie con aggiunta di feromone della covata. Nelle famiglie con aggiunta di feromone è stata osservata una significativa correlazione tra tempo di nutrizione della regina e numero totale di uova da essa deposte. E’ stata anche osservata una relazione tra il tempo speso dalle operaie a pulire celle e il numero di uova deposte dalla regina. Ciò dimostra in maniera totale che le operaie e la regina organizzano i comportamenti relativi all’allevamento di covata e gli sforzi fisiologici in risposta ad un aumento dello stimolo proveniente dalla covata stessa. In altre parole, aumentando la quantità di feromone della covata presente si è prodotto un aumento della nutrizione apportata dalle operaie alla regina che risponde con un aumento di deposizione e una diminuzione dei periodi di ozio.
In parallelo, le operaie utilizzano più tempo per la pulizia delle celle. L’aumento di deposizione da parte della regina in risposta ad uno stimolo proveniente dalla deposizione stessa ( feromoni della covata ) è controintuitivo e può sembrare una bizzarria della natura,ma bisogna anche pensare che questo meccanismo avviene attraverso la regolazione quantitativa e qualitativa della alimentazione della regina e successivamente della covata e solo attraverso una eccellente disponibilità di risorse raggiunge l’apice della sua auto esaltazione.
Per converso, se non vi è adeguata disponibilità di risorse alimentari il meccanismo si auto riduce . Tutto ciò consente alle api di regolare la deposizione di uova da parte della regina in base alla effettiva disponibilità momentanea di risorse seguendo la logica “Mai troppo poco e mai troppo “.
Al-Ghamdi, Consumo di diete proteiche sintetiche e naturali e relativi effetti
Il diametro della ghiandola ipofaringea è spesso utilizzato per descrivere lo stato fisiologico delle operaie. Il normale corso di sviluppo di queste ghiandole è ben noto (Maurizio, 1954 ; Simpson et al., 1968 ; Moritz and Crailshem, 1987 & Crailsheim and Stolberg, 1989). In condizioni normali sono ben sviluppate quando l’ape è nutrice e degenerano quando l’ape diviene bottinatrice. Anche il consumo di polline è positivamente correlato col grado di sviluppo della ghiandola (Crailsheim and Stolberg, 1989 & Hrassnigg and Crailsheim, 1998).
Il presente studio ha valutato quattro diete così realizzate:
Dieta 1-Pane d’api normalmente elaborato dalle api
Dieta 2-Polline raccolto dalle api + zucchero (1:1)
Dieta 3-Lievito di birra +glutine+ zucchero in polvere(1:1:2)
Dieta 4-sostituto tradizionale costituito da farina di soia, latte scremato, lievito di birra ,zucchero in polvere (3:1:1:5 ) Sul pane d’api le api hanno consumato 1.95 gm/100 api / in 3 giorni durante i primi tre giorni di vita ,3.03 gm/ 100 api / nei 3 giorni dal quarto al sesto giorno di vita poi 1.38 gm/ 100 api /ogni 3 giorni nel periodo successivo ,al 15° giorno di vita delle api.
Il consumo di dieta pollinica diminuisce gradualmente dal nono giorno di vita dell’ape fino al 15° , in cui usualmente diviene bottinatrice e non digerisce più il polline. Per verificare l’effetto di diete sintetiche in periodo di scarsità di polline è interessante valutare il grado di sviluppo degli acini della ghiandola ipofaringea nelle api nutrite con differenti diete,ovviamente di età fino ai 15 giorni.

Come ovvio il pane d’api produce il massimo livello di sviluppo della ghiandola ipofaringea seguito dal polline tal quale , ma la dieta con lievito di birra e glutine produce un ottimo risultato , solo del 2 % inferiore al polline tal quale e inferiore del 14/15 % al pane d’api.

Savorelli Gianni – Prodotti per apicoltura Via Sangiorgi, 50 47522 Cesena ( Fc ) tel 0547.602018 fax 0547603070 cell 339 6634688 email gsavore@tin.it

 

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