Registro dei trattamenti, divieto di antibiotici e sulfamidici, gestione della Varroa e controllo delle tarme della cera: le principali prescrizioni previste dal disciplinare del Miele SQNZ (Sistema di Qualità Nazionale in Zootecnia).
La qualità del miele inizia nell’alveare. Una corretta gestione sanitaria delle colonie è infatti fondamentale non soltanto per garantire la salute delle api, ma anche per tutelare la qualità e la sicurezza del prodotto destinato al consumatore.
Per questo motivo il disciplinare del Miele Qualità Certificata nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ) dedica particolare attenzione alla difesa sanitaria, stabilendo precise regole sull’impiego dei medicinali veterinari, sulla gestione della Varroa e sul controllo delle tarme della cera.
Miele SQNZ: registro dei trattamenti e tracciabilità
La gestione sanitaria degli alveari deve essere accompagnata da una corretta documentazione degli interventi effettuati. Il registro dei trattamenti veterinari consente di ricostruire la storia sanitaria delle colonie, indicando i trattamenti eseguiti e i medicinali utilizzati, e rappresenta per gli apicoltori che aderiscono al sistema di qualità uno strumento fondamentale per garantire la tracciabilità e dimostrare la corretta gestione dell’apiario.
Devono inoltre essere registrate le informazioni relative agli alimenti somministrati alle api e alle analisi effettuate, secondo quanto previsto dal disciplinare e dalla normativa applicabile. Per la tenuta e la vidimazione del registro occorre fare riferimento anche alle disposizioni sul farmaco veterinario e alle indicazioni del Servizio Veterinario competente per territorio.
Vietati antibiotici e sulfamidici nel Miele SQNZ
Uno dei punti più importanti del disciplinare riguarda il divieto di utilizzare antibiotici e sulfamidici nella gestione sanitaria degli alveari. Il sistema di qualità punta quindi su una gestione preventiva delle colonie, sul monitoraggio dello stato sanitario e sull’impiego, quando necessario, dei soli trattamenti ammessi. L’apicoltore deve pertanto conoscere con precisione quali medicinali possono essere utilizzati e documentare correttamente ogni intervento effettuato.
Varroa destructor: quali trattamenti sono ammessi
La Varroa destructor è uno dei principali problemi sanitari dell’apicoltura e richiede un monitoraggio costante delle colonie. In caso di infestazione, il disciplinare del Miele SQNZ prevede l’impiego di farmaci veterinari autorizzati a base di acidi organici presenti in natura, come acido ossalico e acido formico, oppure di oli essenziali e sostanze aromatiche quali mentolo, timolo, eucaliptolo e canfora.
È importante sottolineare che non è sufficiente utilizzare un prodotto che contenga una delle sostanze indicate: devono essere rispettate le disposizioni sui medicinali veterinari e le modalità d’impiego previste per ciascun prodotto.
E se serve un farmaco diverso?
Il disciplinare contempla anche la possibilità di utilizzare, quando necessario, farmaci veterinari autorizzati chimicamente differenti da quelli indicati.
In questo caso, il miele proveniente dagli apiari trattati deve rispettare i limiti chimico-fisici stabiliti dal disciplinare.
La disposizione collega quindi direttamente la gestione sanitaria alla qualità del prodotto finale, rendendo particolarmente importante la tracciabilità degli apiari sottoposti al trattamento e, quando previsto, il controllo analitico del miele.
Tarme della cera: solo tre sistemi ammessi
Il disciplinare stabilisce precise regole anche per il controllo delle tarme della cera, in particolare Galleria mellonella e Achroia grisella.
Per contrastarle sono ammessi esclusivamente:
Bacillus thuringiensis;
acido acetico;
catena del freddo.
La corretta gestione dei favi conservati diventa quindi parte integrante della prevenzione. In particolare, il ricorso al freddo può impedire lo sviluppo delle infestazioni durante lo stoccaggio dei materiali apistici.
Alimentazione delle api e produzione del miele SQNZ
Anche l’alimentazione delle colonie è regolamentata.
Il disciplinare consente la nutrizione di soccorso in caso di condizioni stagionali particolarmente sfavorevoli, ma stabilisce che debba essere sospesa almeno dieci giorni prima della posa dei melari.
Durante il flusso di raccolto, con i melari presenti, è vietata qualsiasi forma di alimentazione.
Sono inoltre previste specifiche indicazioni sui prodotti utilizzabili e sul divieto di alimentazione proteica, con le eccezioni previste dal disciplinare.
Una filiera tracciabile dall’alveare al vasetto
Registro dei trattamenti, alimentazione, analisi e gestione sanitaria fanno parte di un unico sistema di tracciabilità.
L’obiettivo è poter ricostruire le principali fasi della produzione, dalla gestione delle colonie fino al miele confezionato. La qualità certificata non riguarda quindi soltanto il prodotto finale, ma l’intero processo attraverso il quale quel miele viene ottenuto.
Per l’apicoltore questo significa prestare particolare attenzione sia alle pratiche adottate in apiario sia alla loro corretta documentazione.
In sintesi
Il disciplinare del Miele Qualità Certificata punta a collegare salute delle api, sicurezza alimentare e qualità del miele.
Per la difesa sanitaria prevede il divieto di antibiotici e sulfamidici, specifiche categorie di medicinali veterinari autorizzati per la Varroa e sistemi ben definiti per il controllo delle tarme della cera.
La corretta registrazione dei trattamenti e delle altre attività previste completa il sistema, garantendo la tracciabilità della produzione.
La qualità del miele, in definitiva, nasce nell’alveare: dalla salute delle api, dalle scelte dell’apicoltore e dalla corretta gestione di ogni fase della produzione.
Attenzione all’iter del disciplinare
Il disciplinare del Miele Qualità Certificata pubblicato nel 2026 è inserito nell’iter previsto per il riconoscimento del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia. Il testo è stato notificato alla Commissione europea nel luglio 2026 e il periodo di verifica indicato nella procedura arriva al 14 ottobre 2026.
Le disposizioni riportate nell’articolo fanno quindi riferimento al testo del disciplinare notificato; per gli adempimenti già vigenti occorre fare riferimento anche alla normativa generale e alle indicazioni delle autorità veterinarie competenti. Clicca qui per scaricare il disciplinare di produzione.
Articolo a cura della Redazione
Apicoltore Moderno