martedì , 21 Aprile 2026
Pesticidi SDHI: un'altra vittoria contro BASF e la lobby dei pesticidi…ma servirà?
(Foto da Pixabay)

Pesticidi SDHI: un’altra vittoria contro BASF e la lobby dei pesticidi…ma servirà?

Con piacere condividiamo la notizia di una nuova vittoria per la sopravvivenza della biodiversità e per la messa al bando dei pesticidi SDHI, dannosi per le api e molti altri organismi, ottenuta da Pesticide action network Europe (Pan Europe), la francese Pollinis e la tedesca Aurelia Stiftung contro la potente lobby agrochimica Croplife, la multinazionale BASF e la Commissione Europea.

Mercoledì 19 novembre, i giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea si sono pronunciati ribaltando il rifiuto della Commissione europea di riconsiderare la proroga dell’autorizzazione per il Boscalid, una sostanza SDHI commercializzata dall’azienda tedesca BASF, i cui effetti devastanti sulle colonie di api, sui lombrichi, sulla fauna acquatica e sulla biodiversità nel suo complesso sono ampiamente documentati dagli scienziati, e ha sanzionato l’illegale sistema di proroghe automatiche che la Commissione Europea concede anno dopo anno ai giganti dell’agrochimica, consentendo ai loro pesticidi di restare sul mercato senza un’aggiornata valutazione della tossicità, nonostante le prove scientifiche relative alla loro pericolosità si siano nel tempo accumulate.

“È sbagliato ricorrere in modo automatico o sistematico alle proroghe temporanee”, ha affermato la corte, contestando “le proroghe annuali brevi e ripetute che prendono il posto di autorizzazioni più durature che considerino la valutazione dei rischi”.

Pollinis ha commentato la sentenza definendola “un’importante vittoria per la protezione della biodiversità”.

“La giustizia europea ha sanzionato la prassi di prorogare automaticamente le autorizzazioni concesse dalla Commissione europea all’industria agrochimica, si tratta di un sistema scorretto che permette a prodotti letali per le api, come il Boscalid, di continuare a essere commercializzati molti anni dopo la scadenza dell’autorizzazione”, ha aggiunto.

Di fatto un sistema che dovrebbe essere strettamente temporaneo ed eccezionale in realtà attualmente avvantaggia 1 sostanza su 4 di quelle autorizzate in Europa.

Purtroppo però, contemporaneamente a questa importante pronuncia, apprendiamo da una comunicazione di PAN Europe che la DG SANTE della Commissione europea sta tentando di deregolamentare tutti i pesticidi chimici. Ciò avviene con il pretesto di una “semplificazione”, intesa a facilitare l’accesso al mercato di biopesticidi più sicuri. La proposta garantirebbe l’approvazione indefinita da parte dell’UE delle sostanze attive dei pesticidi, eliminando al tempo stesso l’obbligo per gli Stati membri di considerare le prove scientifiche indipendenti più recenti durante le autorizzazioni nazionali dei prodotti. Questa mossa, ovviamente favorevole all’industria, ridurrà drasticamente il livello di protezione della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Martin Dermine, direttore esecutivo di PAN Europe, afferma: “DG Sante sta utilizzando l’accesso al mercato di più alternative di biocontrollo come cavallo di Troia per smantellare gli elementi fondamentali della protezione dell’UE dai pesticidi. Questa proposta abbandona la scienza. Ciò indebolirà notevolmente la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente contro le sostanze tossiche, tutelando al contempo gli interessi dell’industria dei pesticidi”.

Attualmente gli agrofarmaci vengono sottoposti a una revisione periodica ogni 10-15 anni. Secondo la proposta, le approvazioni diventerebbero illimitate. Ciò eliminerebbe tutti gli incentivi ad esaminare eventuali ulteriori effetti negativi sulla salute o sull’ambiente. Oggigiorno è nell’ambito di queste revisioni periodiche che vengono identificati e vietati i pesticidi tossici.

E’ stata presa in esame anche l’estensione dei periodi di deroga relativi a prodotti revocati. Anche se vietati, i pesticidi non più autorizzati potrebbero comunque essere venduti e utilizzati per ulteriori 3 anni. Ciò significa che l’esposizione a sostanze tossiche, come interferenti endocrini, agenti cancerogeni o neurotossici continuerebbe per molto tempo aggiuntivo dopo il riconoscimento formale dei loro pericoli e dopo il divieto d’uso ufficiale.

Martin Dermine conclude: “Con questa mossa, la DG Sante sta cercando di riportare l’Europa indietro di oltre 30 anni, a un’epoca in cui la tossicità dei pesticidi era scarsamente valutata relativamente alla protezione dei cittadini e dell’ambiente. Trascurando le prove scientifiche più recenti e mantenendo i pesticidi vietati sul mercato più a lungo, la Commissione ci sta portando verso un’era buia in cui la scienza viene trascurata e il profitto ha la priorità sulla salute pubblica e sulla tutela dell’ambiente”

Nel frattempo, le associazioni degli apicoltori hanno manifestato tutta la loro preoccupazione in merito a queste proposte. Beekepers Association le ha riunite in una lettera inviata alla Commissione Europea nella quale fa presente come questo approccio sia incompatibile con gli impegni dichiarati dall’UE per la protezione della biodiversità, la gestione ambientale e l’agricoltura sostenibile.

Questa proposta, se adottata, invertirebbe decenni di progressi nel campo ambientale e delle tutele sanitarie. Indebolirebbe le basi della valutazione scientifica a favore di interessi economici a breve termine, con conseguenze a lungo termine devastanti per la società e l’ambiente.

Nella lettera viene esortata vivamente la Commissione a riconsiderare questa proposta e a riaffermare la posizione centrale delle prove scientifiche indipendenti in tutte le decisioni relative ai pesticidi. La protezione degli impollinatori e la salvaguardia degli ecosistemi devono rimanere una priorità per l’Unione Europea, non solo per gli apicoltori ma per la resilienza dell’agricoltura e della salute delle generazioni presenti e future.

Serena Alessandrini
Fonte: mieleinforma

Info Redazione

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