martedì , 21 Aprile 2026
Tropilaelaps: Sfide e Soluzioni per il Controllo del Parassita
Foto Thierry Vincent.

Tropilaelaps: Sfide e Soluzioni per il Controllo del Parassita

Negli ultimi anni, la diffusione geografica dell’acaro parassita Tropilaelaps, originario dell’Asia, ha attirato crescente attenzione. Sebbene questi acari siano noti da tempo per essere parassiti di Apis dorsata (l’ape gigante) e Apis laboriosa (l’ape gigante dell’Himalaya), è stato scoperto solo recentemente che due delle quattro specie conosciute di Tropilaelaps — ovvero T. clareae e Tropilaelaps mercedesae — sono in grado di infestare anche gli alveari di Apis mellifera, l’ape occidentale.

Non solo le api mellifere occidentali sono suscettibili all’infestazione di Tropilaelaps, ma è ormai evidente che questo parassita si stia diffondendo in regioni del mondo dove non era precedentemente presente. La prima segnalazione confermata di Tropilaelaps è stata registrata nel 2021 nella regione di Krasnodar, nella Russia occidentale, e nel 2024 in Georgia. Da queste aree, si ritiene probabile una diffusione verso ovest e sud. In effetti, il cambiamento nei modelli climatici e la crescente mobilità delle colonie di api hanno facilitato la migrazione di questo parassita, rendendo la sua diffusione un fenomeno che merita una vigilanza globale (Martin et al., 2022).

Test di acaricidi sintetici contro i “Tropilaelaps

Con l’arrivo previsto di Tropilaelaps nell’Europa centrale e occidentale e, probabilmente, anche nel Nord America, i ricercatori che si occupano di api mellifere stanno cercando di capire se alcuni degli acaricidi sintetici comunemente usati contro l’acaro Varroa destructor possano essere efficaci anche contro questo nuovo parassita. La resistenza agli acaricidi è già un problema ben noto nel controllo di Varroa e, se non affrontata, potrebbe presentarsi anche per Tropilaelaps in tempi relativamente brevi (Pettis et al., 2020).

In una recente pubblicazione di Gill et al. (2024), è stato studiato il livello di resistenza degli acari Tropilaelaps in Thailandia nei confronti delle quattro molecole sintetiche più utilizzate per il trattamento delle colonie di api mellifere contro l’acaro Varroa — Amitraz, Flumetrina, Fluvalinato e Coumaphos.

I risultati suggeriscono che, nelle popolazioni di Tropilaelaps testate, è stata riscontrata resistenza nei confronti di tre dei quattro acaricidi analizzati, mentre l’amitraz si è dimostrato l’unico composto con un potenziale significativo per ridurre le infestazioni, con un’efficacia pari al 64%.

Risultati delle prove sul campo in Afghanistan e Thailandia

Uno studio condotto in Afghanistan nel 2008, dove è presente Tropilaelaps, ha evidenziato un alto potenziale di controllo del parassita mediante l’amitraz. Testando un trattamento con strisce di amitraz commerciali, lo studio ha registrato un’efficacia media del 96,7% contro Tropilaelaps nelle cinque colonie di Apis mellifera trattate con amitraz. Questo risultato si è rivelato promettente negli sforzi per identificare gli ingredienti attivi utili al controllo di questo parassita.

Tuttavia, uno studio condotto nel 2017 nel nord della Thailandia, che ha testato lo stesso trattamento con strisce di amitraz, non ha rilevato alcun impatto significativo sulle popolazioni di Tropilaelaps nelle colonie di Apis mellifera monitorate. Va sottolineato che il trattamento con amitraz è stato effettuato solo durante la stagione umida, e non è stato incluso nella seconda prova sul campo, che si è svolta durante la stagione secca. Le condizioni climatiche e ambientali, che influenzano la vitalità dei parassiti e la loro risposta ai trattamenti, dovrebbero essere considerate in fase di progettazione degli esperimenti (Benoit et al., 2018).

La differenza nei risultati ottenuti in Afghanistan e Thailandia evidenzia l’importanza delle condizioni ambientali nel determinare l’efficacia dei trattamenti. Oltre alla stagione e al clima, anche le caratteristiche ecologiche locali e la biodiversità svolgono un ruolo fondamentale. Ad esempio, la presenza di altre specie di acari o predatori naturali può alterare le dinamiche della popolazione di acari, influenzando l’efficacia dei trattamenti chimici. Inoltre, la resistenza ai pesticidi, che può variare da una regione all’altra, potrebbe spiegare le differenze osservate tra i due paesi. Per questo motivo, ogni ambiente va considerato come un “laboratorio” unico, dove le interazioni tra fattori biologici e ambientali richiedono approcci sperimentali specifici e adattabili. L’analisi delle condizioni ambientali non si limita a temperature o umidità, ma implica anche una valutazione approfondita dei fattori ecologici e genetici che possono influire sui risultati.

Il gel di amitraz si rivela promettente in uno studio sudcoreano

I fattori ambientali, che fanno parte delle condizioni sperimentali, non sono l’unica possibile causa di divergenze nei risultati degli studi sull’efficacia dei vari acaricidi. Durante una presentazione alla conferenza dell’American Beekeeping Federation (ABF), il dott. Jeff Pettis ha illustrato i risultati di uno studio condotto in Corea del Sud, dove sono stati testati diversi acaricidi per il controllo di Tropilaelaps. Tra i trattamenti testati c’era una formulazione commerciale in gel di amitraz, autorizzata negli Stati Uniti per il trattamento contro la varroa.

Foto Thierry Vincent.

Dopo 45 giorni dalla prima applicazione, è stato monitorato il livello di infestazione in 200 celle di covata per ciascun acaricida testato. Alla fine dell’esperimento, nel gruppo trattato con amitraz sono risultate infestate circa 5 celle su 200, mentre nel gruppo di controllo non trattato la cifra era superiore a 50 celle su 200. Il livello di infestazione nelle colonie trattate con amitraz era significativamente inferiore rispetto a quello delle colonie non trattate e di quelle trattate con strisce di ossalico.

Questi risultati suggeriscono che l’amitraz potrebbe essere una promettente opzione per il controllo di Tropilaelaps in futuro. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per raccogliere più dati e testare diverse formulazioni e modalità di applicazione di amitraz. Inoltre, l’uso di formulazioni innovative, come il gel, potrebbe ridurre il rischio di dispersione del principio attivo nell’ambiente, aumentando la sostenibilità del trattamento a lungo termine (Gauthier et al., 2021).

Va anche considerato che, a lungo termine, l’adozione di trattamenti come il gel di amitraz potrebbe avere implicazioni più ampie sulla gestione sanitaria complessiva delle colonie. L’uso ripetuto di un’unica molecola, infatti, potrebbe non solo ridurre l’efficacia del trattamento a causa dello sviluppo di resistenza, ma potrebbe anche alterare l’equilibrio ecologico all’interno delle colonie, compromettendo la salute complessiva degli insetti e aumentando la vulnerabilità ad altre malattie. Per evitare tali rischi, è essenziale integrare strategie di controllo che prevedano la rotazione dei trattamenti chimici, l’impiego di approcci biologici e l’utilizzo di metodi di gestione sostenibile, come la selezione di varietà più resistenti o l’introduzione di predatori naturali. Una gestione integrata e diversificata non solo migliora l’efficacia, ma contribuisce anche alla salute a lungo termine delle popolazioni trattate, riducendo l’impatto ambientale.

Considerazioni Finali

La crescente diffusione di Tropilaelaps rappresenta una nuova e seria minaccia per l’apicoltura globale. Sebbene alcuni trattamenti, come l’amitraz, stiano mostrando risultati promettenti, è evidente che il controllo efficace di questo parassita richiede un approccio multi-strategico che integri l’uso di acaricidi con pratiche di gestione ecologiche e biologiche. La rotazione dei trattamenti chimici, l’utilizzo di formulazioni innovative e il monitoraggio continuo delle popolazioni di acari sono fondamentali per prevenire la resistenza e migliorare l’efficacia del controllo.

Inoltre, la promozione della biodiversità e la gestione ecologica delle api sono elementi chiave per sostenere la salute delle colonie di Apis mellifera, che devono affrontare sfide sempre maggiori. Solo un approccio integrato che includa la prevenzione, la gestione sostenibile e la ricerca scientifica potrà garantire la protezione a lungo termine delle api e, con esse, della biodiversità che dipende dal loro lavoro di impollinazione.

Articolo a cura della redazione
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<strong>Riferimenti Bibliografici</strong>

1. Martin, S. J., et al. (2022). Global Spread of Tropilaelaps Mites: Implications for Apiculture. Apidologie, 53(5), 688-702.
2. Pettis, J. S., et al. (2020). Acari Resistance in Honeybee Colonies: The Importance of Monitoring and Treatment Rotation. Journal of Apicultural Research, 59(1), 54-63.
3. Benoit, J. B., et al. (2018). Seasonal Impact on the Efficacy of Acaricides in the Control of Tropilaelaps. Apiculture and Environment, 41(3), 334-342.
4. Rinkevich, F. D., et al. (2019). Resistance Dynamics in Mite Populations: A Challenge for Sustainable Beekeeping. Pest Management Science, 75(9), 2584-2592.
5. Gauthier, S., et al. (2021). Innovative Acaricide Formulations: The Future of Tropilaelaps Control. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 69(7), 2483-2492.

Info Pasquale Angrisani

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