Affrontare gli acari, come la Varroa, è una delle sfide più complesse per gli apicoltori. La difficoltà sta nel trovare acaricidi che non contaminino miele e cera, nel gestire acari che sviluppano resistenza a sostanze chimiche sempre più potenti e nel dover fronteggiare trattamenti che non sempre danno risultati efficaci, soprattutto a causa di variabili climatiche o di temperatura. Questi problemi sono una realtà quotidiana per gli apicoltori italiani. Proprio per questo motivo, scienziati ed esperti hanno lanciato gravi avvertimenti sull’arrivo dell’acaro Tropilaelaps, qualora dovesse mai raggiungere le coste europee o americane.
L’infestazione da Tropilaelaps in Italia
Fino a oggi, Tropilaelaps è rimasto un problema circoscritto all’Asia e alle aree confinanti. Sono state identificate quattro specie distinte di Tropilaelaps (T. careae, T. koenigerum, T. mercedesae, T. Thaii), e tra queste, le più rilevanti a livello economico sono T. careae e T. mercedesae, che infestano le api mellifere (Apis mellifera) da quando si sono adattati a viverci. Questi acari si comportano in modo simile alla Varroa, nutrendosi delle pupe e delle larve delle api.
In Italia, la Varroa rappresenta la principale minaccia per l’apicoltura, ma l’attenzione si sta iniziando a focalizzare anche sul Tropilaelaps, soprattutto dopo che sono stati segnalati nuovi casi di infestazioni in alcune zone dell’Asia e dell’Europa. Nonostante non siano ancora stati registrati casi ufficiali di Tropilaelaps in Italia, l’arrivo di questo acaro non è una possibilità da sottovalutare. È fondamentale che gli apicoltori italiani siano pronti a gestire una situazione simile, monitorando attentamente le colonie e adottando tecniche preventive.
Le caratteristiche di Tropilaelaps e i suoi effetti
Sebbene Tropilaelaps sia più piccolo della Varroa, è altrettanto pericoloso. Il suo ciclo di vita è simile a quello della Varroa, ma si riproduce più velocemente, con una fase foretica (la fase in cui l’acaro si sposta da una colonia all’altra) molto più breve. Questo significa che si diffonde più facilmente tra le colonie, aumentando rapidamente la sua popolazione. Inoltre, a differenza della Varroa, che tende a creare una sola ferita su ogni ape, Tropilaelaps produce più piccole ferite, causando danni maggiori e portando a un indebolimento delle colonie. Come la Varroa, Tropilaelaps è anche veicolo di virus, come il Deformed Wing Virus, che può devastare ulteriormente le api.

Strategia di gestione in Italia
In Italia, la gestione della Varroa è già una sfida quotidiana per gli apicoltori. I metodi di monitoraggio più comuni, come il test dello zucchero a velo o il trattamento con acido formico, sono già utilizzati per mantenere sotto controllo la Varroa. Tuttavia, il Tropilaelaps potrebbe richiedere tecniche di monitoraggio e controllo nuove o adattate.
Poiché l’acaro Tropilaelaps ha bisogno di una continua fornitura di larve e pupe per nutrirsi, l’interruzione della covata, come avviene durante il periodo invernale, potrebbe risultare un metodo efficace per ridurre la sua proliferazione. Le zone più fredde d’Italia, come le regioni settentrionali, dove la produzione di covata si interrompe durante l’inverno, potrebbero trovare un vantaggio nell’impedire la proliferazione di Tropilaelaps, similmente a quanto avviene con la Varroa.
Un altro approccio pratico potrebbe essere la divisione delle colonie, che interrompe la produzione di covata e riduce così le risorse a disposizione per gli acari. Inoltre, pratiche come l’ingabbiamento periodico della regina possono anche essere utilizzate per tenere a bada l’infestazione, impedendo la crescita della popolazione di acari nelle colonie.
Trattamenti e soluzioni alternative
In alcune zone del mondo, gli apicoltori hanno trovato soluzioni efficaci per contrastare Tropilaelaps. In Cina, per esempio, l’uso di zolfo sublimato ha dimostrato di essere efficace contro l’acaro. In Italia, se Tropilaelaps dovesse comparire, sarebbe cruciale adattare i trattamenti attualmente utilizzati per la Varroa. Trattamenti con acido formico, Amitraz, e l’uso di timolo sono già conosciuti per la loro efficacia contro la Varroa e potrebbero essere utili anche contro Tropilaelaps, almeno nelle fasi iniziali di infestazione.
Conclusioni
In Italia, la Varroa rimane la minaccia principale per l’apicoltura, ma l’arrivo di Tropilaelaps potrebbe complicare ulteriormente la situazione. Gli apicoltori devono essere pronti a reagire rapidamente e con tecniche aggiornate. Sebbene non siano stati registrati casi di Tropilaelaps, l’adozione di pratiche di prevenzione, come l’interruzione della covata o l’uso di acaricidi specifici, sarà fondamentale per mantenere le colonie sane e produttive. Monitorare costantemente la situazione, migliorare la resilienza delle colonie e prepararsi a rispondere prontamente all’eventuale introduzione di nuovi parassiti sono passi essenziali per proteggere l’apicoltura italiana.
Articolo a cura della redazione
Apicoltore Moderno