lunedì , 20 Aprile 2026
Macchina per la produzione di fogli cerei

Come orientarsi nel comprare i fogli cerei

L’apicoltore, sia esso hobbista o professionista, non è mai del tutto sereno quando acquista i fogli cerei: la crisi di mercato, ma forse ancor più la sleale concorrenza di alcuni, ha originato nel settore apistico una confusione tale che risulta difficile per l’acquirente discernere il prodotto di qualità dall’imitazione.

Molti apicoltori credono che il foglio cereo per eccellenza sia quello che si rompe appena lo si tocca, ma ciò non è assolutamente vero. In commercio esistono due tipi di fogli cerei: quelli laminati e quelli fusi, e le loro caratteristiche meccaniche dipendono dal processo di produzione.

La produzione dei fogli cerei laminati prevede due fasi di lavorazione: la cera viene sciolta all’interno di capienti autoclavi e sterilizzata a 130°C per mezz’ora (è inutile ribadire che la sterilizzazione della cera è una delle fasi più importanti di tutto il ciclo di lavorazione); dopo essersi raffreddata (a circa 80°C), la cera fusa viene convogliata in una prima macchina dalla quale si ottiene un rullo di cera liscia (piuttosto spessa). Successivamente, a freddo, viene inserita in un’altra macchina che presenta una faccettatrice a cilindri paralleli tra loro, con le superfici sfaccettate a forma di celle esagonali e controrotanti per mezzo di ingranaggi. In questo modo, le cellette vengono stampate sulla superficie liscia del nastro di cera. La pressione esercitata da questi cilindri cambia le caratteristiche fisiche della cera, rendendo i fogli cerei meno fragili e più flessibili.

La produzione dei fogli cerei fusi avviene tramite un’unica macchina. La cera fusa viene fatta colare attraverso due rulli che presentano la stessa superficie faccettata per imprimere le cellette. Queste, solidificandosi velocemente, producono un foglio cereo “fuso”, che a causa del brusco raffreddamento acquista una notevole fragilità, indipendente dalla qualità della cera utilizzata. Per questo motivo, si sconsiglia l’impiego di questo tipo di foglio a chi non ha una buona esperienza nel montaggio sui fili del telaino.

Il colore e il profumo, invece, variano come quello del miele. Avremo cere più scure se provengono da fogli vecchi e cere più chiare se derivano dalla fusione di opercoli e fogli nuovi.

È evidente che l’apicoltore preferisce fogli cerei chiari, ma vorremmo sottolineare che non sempre il colore giallo paglierino rappresenta la conferma che ciò che si è acquistato è pura cera d’api. A volte è preferibile un foglio leggermente più scuro, ma di cera, rispetto a uno chiarissimo di… chissà che cosa!

Per quanto riguarda le caratteristiche meccaniche che si sviluppano dopo il processo di lavorazione dei fogli cerei, quelli ottenuti per fusione sono considerati migliori, anche se sono difficili da manipolare nel periodo invernale a causa della loro fragilità. All’interno degli alveari si sono dimostrati eccellenti, in quanto resistono bene alle alte temperature senza deformarsi o stirarsi. È buona norma tenerli al caldo, sopra i 15°C, quando si desidera saldarli sui fili dei telaini.

Pasquale Angrisani

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