1. Un tesoro naturale protetto da rigide normative
Il miele è la sostanza dolce naturale prodotta dalle api della specie Apis mellifera dal nettare delle piante o dalle secrezioni delle parti vive delle piante o dalle escrezioni lasciate su di esse dagli insetti succhiatori, che raccolgono, trasformano, combinandole con materiali puliti specifici, depositano, disidratano, immagazzinano e vanno a maturare nel favo. Ad eccezione del miele filtrato, non può essere rimosso alcun polline o costituente specifico del miele, tranne nei casi in cui ciò sia inevitabile quando si rimuovono sostanze estranee inorganiche e organiche.
Il miele in Europa è definito dalla normativa. La direttiva 2001/110/CE del Consiglio del 20 dicembre 2001 stabilisce le denominazioni di vendita legali per le diverse varietà di miele e specifica i requisiti di etichettatura e presentazione , nonché le caratteristiche compositive dei prodotti .
2. Le caratteristiche della composizione del miele
L’allegato II del decreto vigente stabilisce i criteri definiti che garantiscono la conformità del miele agli standard e la sua qualità ottimale:
- Contenuto di zuccheri: equilibrio tra fruttosio, glucosio e saccarosio.
- Contenuto d’acqua: limita l’umidità per prevenire la fermentazione.
- Contenuto di sostanze insolubili: controlla la purezza del miele.
- Conduttività elettrica: distingue il miele di nettare da quello di melata.
- Acidi liberi: indicatori di freschezza e fermentazione.
- Attività diastasica e contenuto di idrossimetilfurfurale (HMF): monitoraggio dell’invecchiamento e del riscaldamento eccessivo.
3. Quali informazioni devono essere riportate sull’etichetta di un barattolo di miele?
- La designazione di vendita.
- Il nome (o la ragione sociale) e l’indirizzo dell’apicoltore.
- Il paese di origine.
- La data di scadenza (BBD).
- Il numero di lotto.
- Il peso netto.
- Il simbolo del riciclaggio, per il riciclaggio dell’imballaggio.
4. Quali sono i punti rafforzati della normativa europea da maggio 2024?
1 – Etichettatura più precisa dell’origine del miele

Questo per garantire ai consumatori informazioni più dettagliate ed evitare un’etichettatura troppo vaga che potrebbe trarre in inganno.
Finora, le etichette del miele importato o miscelato potevano riportare indicazioni generiche come ” miscela di miele originaria e non originaria dell’UE “, che non consentivano ai consumatori di conoscere l’origine precisa dei prodotti.
Con le nuove normative:
I paesi di origine devono essere elencati in modo chiaro e classificati in ordine decrescente in base alla loro percentuale nella miscela.
Deve essere indicata la percentuale di ogni origine , con una tolleranza del 5% per le variazioni nelle miscele.
Supponiamo che il miele provenga da più di quattro paesi . In tal caso, è possibile menzionare solo i quattro paesi centrali (se rappresentano più del 50% della miscela), gli altri essendo elencati senza indicazione di percentuale.
Non è possibile alcuna semplificazione se il quinto Paese di origine rappresenta una quota pari al quarto.
2 – Un’eccezione per i piccoli pacchi
Per garantire la trasparenza anche per i piccoli formati senza ingombrare la confezione.
L’UE riconosce che le piccole confezioni da 30 g o meno pongono un problema di spazio per l’etichettatura. Per facilitare l’indicazione dell’origine del miele in questi piccoli formati:
Nell’etichettatura possono essere utilizzati i codici ISO dei paesi (ad esempio “FR” per la Francia, “ES” per la Spagna) al posto dei nomi completi dei paesi.
Questo standard internazionale consente di risparmiare spazio mantenendo al contempo informazioni affidabili per il consumatore.
3 – Contrastare le frodi e rafforzare i controlli
Per garantire un miele di migliore qualità impedendo la commercializzazione di prodotti non conformi o adulterati.
Le indagini della Commissione Europea (in particolare i programmi “Honey Authenticity Control Plan ” e “From the Hives” ) hanno rivelato un alto tasso di miele sospettato di essere adulterato nel mercato europeo.
Per limitare questa frode:
L’UE svilupperà metodi di rilevamento armonizzati per identificare le falsificazioni, in particolare la presenza di zuccheri aggiunti.
Saranno implementati controlli rafforzati per verificare la conformità del miele importato e prodotto nell’UE .
Alla Commissione europea è conferito il potere di adottare misure volte a garantire che il miele venduto nell’Unione sia conforme alla direttiva 2001/110/CE .
4 – Introduzione della tracciabilità migliorata
Per consentire un migliore monitoraggio del percorso del miele e impedire che prodotti dubbi entrino nel mercato europeo.
L’UE vuole garantire che le informazioni sull’origine del miele rimangano accessibili lungo tutta la filiera, dal produttore al consumatore.
A tal fine:
- Sarà implementato un sistema di tracciabilità armonizzato per il miele prodotto all’interno dell’UE e per quello importato.
- Ogni lotto di miele deve essere tracciabile fino al primo punto di ingresso nel mercato europeo.
- La Commissione sta valutando la possibilità di sviluppare soluzioni digitali avanzate (ad esempio un codice identificativo univoco) per facilitare la verifica dell’origine del miele.
5. Consigli per i consumatori: quali sono gli aspetti principali da controllare prima dell’acquisto?
Decodifica l’etichetta: esamina attentamente l’etichetta prima di acquistare un barattolo di miele. Le informazioni obbligatorie includono il nome di vendita, l’elenco degli ingredienti, la data di scadenza (BBD) e i dettagli di contatto del produttore o del distributore.
Attenzione alle informazioni fuorvianti: alcuni termini come ” miele naturale ” o ” miele puro ” sono proibiti dalla legge. Inoltre, fai attenzione alle indicazioni geografiche vaghe o agli additivi non menzionati che potrebbero alterare la qualità del prodotto.
Fonte: V
Apicoltore Moderno