lunedì , 27 Giugno 2022
Macchina per la produzione di fogli cerei

Come orientarsi nel comprare i fogli cerei

L’apicoltore, sia esso hobbista o professionista, non è mai del tutto sereno quando acquista i fogli cerei: la crisi di mercato, ma forse più d’ogni altra cosa la sleale concorrenza di qualcuno, ha originato nel settore apistico una confusione tale che è difficile per l’acquirente discernere il prodotto di qualità dall’imitazione.

Molti apicoltori, credono che il foglio cereo per eccellenza sia quello che si rompe appena lo si tocca, ma ciò non è assolutamente vero. In commercio vi sono due tipi di fogli cerei quelli laminati e quelli fusi: le loro caratteristiche meccaniche dipendono dal processo di produzione.
La produzione dei fogli cerei laminati prevede due fasi di lavorazione: la cera viene fatta sciogliere all’interno di capienti autoclavi e sterilizzata a 130° per mezz’ora (inutile ribadire che la sterilizzazione della cera è una delle fasi più importanti di tutto il ciclo di lavorazione); dopo essersi raffreddata ( a circa 80 °C) la cera fusa viene convogliata in una prima macchina dalla quale si ottiene un rullo di cera liscia (piuttosto spessa) e poi a freddo viene inserita in un’altra macchina (presenta una faccettatrice a cilindri, paralleli fra loro, con le superfici sfaccettate a forma di celle esagonali e controrotanti per mezzo d’ingranaggi) che imprime le cellette sulla superficie liscia del nastro di cera. La pressione esercitata da questi cilindri ne cambia le caratteristiche fisiche in modo che i fogli cerei siano meno fragili e più flessibili.

La produzione dei fogli cerei fusi avviene tramite un’unica macchina. La cera fusa si fa colare attraverso due rulli: essi presentano la stessa superficie faccettata per imprimere le cellette, che solidificandosi velocemente producono un foglio cereo ” fuso ” dove a causa del brusco raffreddamento acquista una notevole fragilità la quale è indipendente dalla qualità della cera con la quale lo si produce. Per questo se ne sconsiglia l’impiego a chi non ha una buona esperienza nel montaggio sui fili del telaino.

Il colore ed il profumo invece, variano come varia quello del miele. Avremo quindi, cere più scure se provengono da fogli vecchi e cere chiare se derivano dalla fusione di opercoli e fogli nuovi.

È evidente che l’apicoltore preferisce fogli cerei chiari, ma vorremmo sottolineare che non sempre il colore giallo paglierino rappresenti la conferma che ciò che si acquistato è pura cera d’api. A volte si consiglia un foglio un po’ più scuro ma di cera, che un altro chiarissimo di… chissà che cosa!!!

In merito alle caratteristiche meccaniche che sorgono dopo il processo di lavorazione dei fogli cerei; si considerano migliori quelli ottenuti per fusione, anche se sono di difficile manipolazione nel periodo invernale a causa della loro fragilità. Dentro gli alveari si sono dimostrati eccellenti perché resistono bene alle alte temperature senza deformarsi e stirarsi. È buona norma tenerli al caldo, oltre i 15°C, quando si vogliono saldare sui fili dei telaini.

Pasquale Angrisani

Testo aggiornato al 23 dicembre 2019

Info Pasquale Angrisani

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