A nessun apicoltore piace sopprimere le api regine, ma qualcuno è più restio di altri in questa pratica, forse perché reputa che la regina stessa sia l’ape più importante della colonia.
Ciò in realtà non è vero in quanto, per funzionare al meglio, in un alveare devono essere presenti sia la regina, che le operaie, che i fuchi: nessun’ape può sopravvivere come individuo singolo, ma ognuna ha il bisogno del supporto delle altre.
Pertanto, dovendo l’apicoltore fare tutto ciò che comporta vantaggio o benefici alla colonia, dovrà decidere se tenere o liberarsi di una regina valutandone il valore, considerando tre fattori principali: le caratteristiche stesse della regina, le caratteristiche della sua prole e i fattori relativi all’ apiario in quel momento.
Una regina può essere conservata perché è giovane, prodotta nella stagione corrente e quindi, solitamente, è prolifica e depone covata compatta; produrrà inoltre abbondante feromone reale, in modo da mantenere le operaie tranquille e prevenire, o almeno ritardare, la sciamatura.
Per quanto riguarda le caratteristiche della progenie, questa dovrebbe essere resistente alle malattie, non aggressiva, senza l’istinto di seguire l’apicoltore, tranquilla sul favo, lenta alla sciamatura.
Circa i fattori legati all’apiario, si può voler conservare momentaneamente una regina, ad esempio, perché si ha un’arnia con una regina appena fecondata e si vuole vedere com’è la sua progenie prima di tenerla; oppure, se la vecchia regina è ancora in buone condizioni, si può tenerla per formare un nucleo.
Le ragioni che invece portano all’eliminazione di una regina dipendono dal fatto che la stessa, o la sua progenie, mostrano caratteristiche opposte a quelle desiderate: in questo caso non ci sono ragioni che giustificano la conservazione di una regina che non è al massimo delle potenzialità.
Burkhill R.
Apicoltore Moderno