sabato , 18 Aprile 2026
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Controllo della salute dell'alveare con un'accurata ispezione del telaino. Foto di Thomas Völcker da Pixabay

Api più resistenti ai cambiamenti climatici

Una buona notizia per l’Italia: il team informatico del Centro di ingegneria e trasformazione agroalimentare (il Crea) fa partire il progetto “Horizon BeeGuards” insieme a 27 partner tra scienziati, apicoltori e associazioni di apicoltori, società di consulenza e tecnologia, provenienti da 16 Paesi diversi. L’obiettivo è quello di rendere le api più resistenti al clima che cambia attraverso studi immunologici, comportamentali, patologici, genomici ed ecologici.

Le api sono essenziali per l’agricoltura e la produzione alimentare, quindi proteggerle è cruciale per la sicurezza alimentare globale. Questo progetto potrebbe coinvolgere una serie di approcci e strategie per migliorare la resistenza delle api alle variazioni climatiche.

Le api sono fondamentali per l’agricoltura italiana
Secondo la Fao il 75% delle colture mondiali dipende dagli insetti impollinatori come le vespe, le farfalle e le api, appunto, che svolgono il ruolo di prima donna in questo particolare compito. Nel dato sono presenti tutti i tipi di colture (commestibili e non) ma, secondo i ricercatori di Oxford, ben il 35% della produzione complessiva mondiale di frutta e verdura dipende dagli impollinatori. Un impatto gigantesco, totalmente naturale, che la nostra specie sta distruggendo.

Api più resistenti ai cambiamenti climatici
Kiwi, fiori di sesso femminile

Il Crea vuole evitare tutto ciò ed entra in questo nuovo progetto che punta ad una serie di ambiziosi obiettivi. Il primo passo per gli scienziati è quello di selezionare e identificare le api che hanno tratti genetici che le rendono più adattabili ai cambiamenti climatici, come la resistenza alle malattie e la capacità di trovare nuove fonti di cibo. Una volta individuati gli animali, i ricercatori dovranno condurre approfonditi studi per comprendere meglio come il cambiamento climatico influisca sul comportamento, sulla biologia e sulla salute delle api. Questo può aiutare gli scienziati a sviluppare strategie specifiche per mitigare gli impatti negativi.

Horizon BeeGuards è un progetto multidisciplinare e infatti, oltre alla ricerca da laboratorio, ci saranno studi sul campo pensati per creare nuovi habitat ricchi di fiori e piante, fornendo alle api un’ampia varietà di cibo. Ovviamente questo lavoro sarà complementare alla conservazione degli habitat già esistenti. Un team, inoltre, si confronterà con gli agricoltori per educarli su nuove pratiche agricole sostenibili che favoriscono le api, come la coltivazione di piante che fioriscono in diverse stagioni. L’educazione e la sensibilizzazione riguarderà anche il pubblico comune: il Crea vuole insegnare ai cittadini qual è l’importanza delle api per il nostro pianeta e i modi in cui proteggerle. La consapevolezza pubblica può portare a cambiamenti comportamentali, come la riduzione dell’uso di pesticidi nocivi per le api e la creazione di giardini amici delle api. Tutto ciò verrà fatto in collaborazioni tra vari Stati e organizzazioni: saranno tutti tenuti a condividere conoscenze, risorse e tecniche nel campo della conservazione delle api.

Per fare tutto questo l’istituto si avvalerà della tecnologia di monitoraggio per raccogliere i dati in tempo reale sul comportamento e sulla salute degli insetti. Questi dati possono essere utilizzati per identificare subito i problemi e per sviluppare soluzioni mirate. La tecnologia sarà in divenire: per il Crea gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie e metodologie che possano migliorare ulteriormente la resistenza delle api sono fondamentali.

Leonardo Ciccarelli
Fonte: cookist

Info Redazione

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