domenica , 27 Novembre 2022
Foto di jldmat da Pixabay

I trattamenti tampone e risolutivo contro l’infestazione da varroa: alcune avvertenze fondamentali

Poco è cambiato nella strategia di lotta all’ acaro varroa: due trattamenti, uno estivo “tampone” ed uno invernale “risolutivo”, utilizzando l’Apilife Var o l’Apiguard per il primo e l’acido ossalico, per gocciolamento o per aspersione diretta sulle api, per il secondo.

Considerati gli scarsi risultati di efficacia ottenuti dal prodotto Apistan lo scorso anno, causati dal persistere di forme di resistenza della varroa al principio attivo fluvalinate, tale presidio non figura più tra quelli consigliati ed anzi se ne sconsiglia l’uso.

Al fine di porre in atto un’ efficace strategia di lotta all’acaro è necessario non sottovalutarne alcuna fase: nel mese di agosto, appena terminata la produzione e quindi asportati i melari, effettueremo un attento controllo sanitario delle famiglie, seguito dalla tempestiva somministrazione dei presidi per la lotta alla varroasi. Non prestare la massima attenzione ai trattamenti antivarroa significa perdere le famiglie e causare danni all’intero patrimonio apistico locale (non dimentichiamo mai la reciproca responsabilità che lega tutti gli apicoltori, dal più piccolo al più grande) con il fenomeno della reinfestazione. Sottovalutare questa operazione, non effettuarla per tempo o con superficialità può compromettere i risultati di un’intera stagione, la prossima, se non addirittura portare ad una drastica diminuzione degli alveari.

La strategia è valida alle seguenti condizioni, indipendentemente dai trattamenti utilizzati:

  • Se la famiglia è già fortemente infestata in primavera il trattamento tampone potrebbe non essere sufficiente per farla sopravvivere fino al trattamento risolutivo. In questi casi è opportuno adottare strategie adeguate, come il trattamento anticipato con sistemici in assenza di covata provocata artificialmente. Se sono visibili i segni di un’infestazione massiccia e comunque in presenza di ogni seppur piccolo dubbio, è indispensabile rivolgersi alle Associazioni o ai Servizi Veterinari perché adottino le opportune contromisure.
  • Occorre intervenire con tempestività: il trattamento tampone deve essere effettuato dopo le fioriture e comunque con le condizioni richieste per il suo utilizzo (temperatura). Un trattamento tardivo può essere del tutto inefficace.
  • I due trattamenti sono interdipendenti e portano i risultati dovuti solo se effettuati entrambi correttamente.
I trattamenti tampone e risolutivo contro l’infestazione da varroa: alcune avvertenze fondamentali
Disegno di Pasquale Angrisani

Riguardo al trattamento tampone, questo si effettua quando è presente covata e quindi il 70-80% delle varroe è nelle celle opercolate, protetto da prodotti che non protraggono la loro azione nel tempo. Per questo motivo è necessario utilizzare prodotti che cedono gradualmente il principio attivo, come gli evaporanti o i formulati in strisce.

Il trattamento risolutivo si effettua invece in assenza di covata, quando l’ape regina smette di deporre e tutta la covata ancora presente nella famiglia è sfarfallata. Il trattamento, da effettuarsi all’incirca nel mese di novembre, abbassa drasticamente il numero degli acari presenti perché in assenza di covata la varroe vivono sul corpo delle api adulte e sono quindi più vulnerabili nei confronti dei principi attivi introdotti nell’ alveare.

Data l’importanza della corretta effettuazione dei trattamenti ai fini dell’ efficacia dell’intera strategia di lotta, si consiglia caldamente a tutti gli apicoltori di utilizzare i prodotti consigliati e di seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dal Servizio Veterinario della Regione, rivolgersi ai Servizi Veterinari delle ASL o alle Associazioni per eventuali dubbi, richieste di chiarimenti o assistenza.

Osservare sempre e comunque, infine, le seguenti regole:

  • Utilizzare prodotti adeguati sotto il controllo di personale preparato. Cocktail malassortiti preparati da chimici improvvisati possono causare alle vostre api più danni della varroa.
  • I prodotti vanno maneggiati con prudenza, utilizzando se necessario guanti, maschera ed occhiali protettivi. Non sottovalutate mai la tossicità dei prodotti: è la varroa che dobbiamo avvelenare.
  • Attenersi scrupolosamente alle dosi indicate: una dose più alta non uccide più varroe, ma in compenso uccide le api.
  • Tutti i trattamenti vanno fatti in assenza di melario e per ogni prodotto occorre rispettare scrupolosamente il periodo di sospensione.
  • Contate sempre le varroe. Effettuare la diagnosi significa conoscere il livello di infestazione media delle colonie per poter utilizzare nella maniera più corretta il metodo di lotta più opportuno. Contare le varroe utilizzando l’apposito fondo in lamiera o adattando un fondo provvisorio in cartone permette di evitare sprechi inutili quanto dannosi di principio attivo. Attenzione: al contrario sottovalutare la presenza dell’acaro in mancanza di una corretta diagnosi può essere ancora più dannoso.

MariaElena Caminada
Fonte: “Apinforma anno X n. 4”

Info Redazione

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Un commento

  1. alfredorindi@gmail.com

    commento interessante e molto utile

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