Prevenire o controllare la sciamatura naturale è una pratica che continua a rappresentare una sfida per gli apicoltori. Non sempre infatti si riescono a ottenere i risultati sperati. Quando la sciamatura avviene, è consigliabile intervenire sull’alveare che ha sciamato per ridurre al minimo i danni. In genere, un alveare che ha sciamato non produrrà più miele nella stagione in corso, quindi conviene frazionarlo subito dopo la sciamatura naturale, creando degli sciami artificiali. In questo modo si ha la possibilità di salvare il maggior numero di celle reali che le api avevano già preparato per la sciamatura naturale.
Le celle reali, costruite dalle api durante il periodo di importazione o stimolate dall’apicoltore attraverso una nutrizione abbondante, secondo alcuni esperti, sono superiori a quelle che le api costruirebbero autonomamente per rinnovare la regina vecchia o quando la colonia diventa orfana per cause naturali o accidentali.

Di seguito, viene descritta una procedura semplice anche per gli apicoltori principianti, per ricavare più sciami artificiali da un alveare che ha già sciamato. Immaginiamo di ispezionare i telaini dell’alveare n. 7 che ha sciamato (cfr. disegno 1), con l’obiettivo di individuare le numerose celle reali che possiamo sfruttare. In base al numero di celle reali presenti, e dopo aver rimosso quelle più piccole o malformate, possiamo formare diversi sciami artificiali.
Gli apicoltori più esperti possono rimuovere le celle reali dai telaini che ne contengono in abbondanza e innestarle su altri telaini che non le hanno. Si procede quindi a frazionare l’alveare che ha sciamato, creando nuclei che contengano:

• Un favo con covata mista e una cella reale;
• Un favo di scorte con miele e polline;
• Favi costruiti vuoti o telaini con foglio cereo.
I nuclei vengono sistemati nei pigliasciami, che occuperanno la posizione di altri alveari forti, i quali saranno spostati di alcuni metri. In questo modo, i nuclei appena creati si arricchiranno delle bottinatrici degli alveari spostati. Sul posto dell’alveare sciamato, si lascia un pigliasciame che raccoglierà tutte le bottinatrici provenienti dagli alveari spostati, nonché le api che si alzano in volo durante la formazione degli sciami (cfr. disegno 2). In pratica:
- Il nucleo 8 occuperà il posto dell’alveare 7 che ha sciamato;
- Il nucleo 19 occuperà il posto dell’alveare 1 spostato in un altro posto nell’apiario;
- Il nucleo 5 occuperà il posto dell’alveare 2 spostato in un altro posto nell’apiario;
- Il nucleo 20 occuperà il posto dell’alveare 3 spostato in un altro posto nell’apiario;
- Il nucleo 15 occuperà il posto dell’alveare 4 spostato in un altro posto nell’apiario.
Dopo due settimane dalla formazione dei nuclei, è necessario verificare la fecondazione delle regine e la consistenza dei nuclei. Quelli che hanno raccolto un buon numero di bottinatrici si presenteranno forti o medi, e, con un’adeguata nutrizione, saranno pronti a diventare famiglie produttive per la stagione successiva. I nuclei deboli devono essere aiutati con nutrimento e favi di covata con api adulte. Per quelli molto deboli, si può ricorrere all’introduzione di regine fecondate, sfruttandoli eventualmente per sostituire le regine vecchie in altre colonie dell’apiario.
Come qualsiasi sistema di formazione di sciami, anche la sciamatura artificiale presenta vantaggi e svantaggi.
Vantaggi:
• Si recuperano celle reali di sciamatura che altrimenti andrebbero perse.
• Si riduce lo stimolo alla sciamatura nelle famiglie che forniranno le bottinatrici, preservando la forza dell’alveare originario.
Svantaggi:
• Un aspetto critico riguarda la salute sanitaria dell’apiario, poiché il recupero di bottinatrici da alveari diversi può facilitare la trasmissione di malattie. È fondamentale che tutte le famiglie coinvolte nella formazione degli sciami siano sanitarie e prive di patologie.
In sintesi, la formazione di sciami artificiali rappresenta una soluzione efficace per ottimizzare la gestione dell’apiario dopo una sciamatura naturale, ma deve essere eseguita con attenzione, soprattutto riguardo alla salute delle api. Con un’adeguata conoscenza delle tecniche e dei rischi sanitari, gli apicoltori possono trarre vantaggio da questa pratica, recuperando celle reali e formando nuove famiglie forti per la stagione successiva.
Pasquale Angrisani
Apicoltore Moderno