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La vespa orientale (Vespa orientalis)

La vespa orientale (Vespa orientalis) è un imenottero della famiglia dei Vespidi che si riconosce per il corpo di colore rossiccio tendente al color mattone, inframezzato da una sola banda gialla sull’addome. La si può incontrare in Nord Africa, in Europa Sud orientale e in tutta l’Asia Sud occidentale.

In seguito all’aumento degli avvistamenti a Roma, durante l’estate del 2022, questa specie, simile al calabrone (Vespa crabro) è stata definita erroneamente una specie “aliena”, ciò nonostante si tratta di una vespa autoctona che fa parte a tutti gli effetti della fauna del nostro paese.

Non va confusa con la Vespa mandarinia, che è considerata la vespa più grande e pericolosa del mondo. Quest’ultima viene chiamata anche calabrone gigante asiatico o calabrone giapponese e non è mai stata avvistata in Italia.

Come riconoscere la vespa orientale
La Vespa orientalis è riconoscibile per via della tinta rossiccia/mattone che contraddistingue quasi tutta la superficie del corpo. Le uniche zone di colore diverso sono la testa, che ha una macchia nera, e una zona dell’addome, che presenta una fascia gialla. Proprio questa parte del corpo, secondo uno studio del Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell’Università di Tel-Aviv, pubblicato nel 2010, contiene un pigmento chiamato xantopterina, il quale è in grado di assorbire la luce solare e, di conseguenza, fornire alla vespa maggiore energia.

Le dimensioni medie di una vespa orientale sono leggermente inferiori a quelle del calabrone e, secondo quanto descritto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), raggiungono circa i 27 millimetri per la regina e i 22 millimetri per le operaie.

Habitat e distribuzione
La Vespa orientalis è diffusa in Europa Sud orientale e sulle coste settentrionali dell’Africa, in particolare nella zona più orientale, al confine con l’Asia centrale. Si può incontrare anche in Asia meridionale, fino al subcontinente indiano.

Inoltre, secondo uno studio condotto in Egitto dall’Università di Damanhour e pubblicato nel 2017, in passato è stata osservata anche in Messico, dove molto probabilmente è stata introdotta accidentalmente.

In Italia è più diffusa al Sud, ma è in rapida espansione anche nel Nord e, in particolar modo, nelle città di Genova e Trieste. Durante l’estate del 2022, si è parlato molto della diffusione di questa vespa anche nella capitale.

Generalmente costruisce il suo nido all’interno di cavità naturali e, talvolta, anche nei buchi trovati nel terreno. Quando disponibili, sfrutta anche gli alberi o gli ambienti disabitati degli edifici, come soffitte o solai.

La forma del loro nido è molto simile a quella del calabrone, ovvero un cono rovesciato di circa 50 centimetri, con l’entrata verso il basso e una suddivisione in celle esagonali disposte in strutture a forma di disco, le quali si sovrappongono tra loro.

Vespa orientalis su un ramo

La vita della vespa orientalis
Le vespe orientali vivono in colonie stagionali che, secondo uno studio condotto dall’Università di Benha, in Egitto, e pubblicato nel 2106, possono arrivare anche ad alcune migliaia di individui. All’interno della colonia vige un sistema di caste che viene controllato dall’unica regina, la quale si accoppia in autunno ed è in grado di sopravvivere all’inverno. La maggior parte della colonia è costituita da fuchi e operaie, entrambi più piccoli della regina e attivi soprattutto durante i periodi di luce intensa.

La presenza di questa specie può mettere in serio pericolo la sopravvivenza delle api. Le vespe orientali, infatti, attaccano le colonie di api con l’intento di ottenere il miele e cibarsi degli insetti morti durante l’invasione.

I pericoli per l’uomo
Le vespe orientali sono insetti predatori e possono diventare piuttosto aggressive quando devono difendere il proprio nido. La loro puntura è estremamente dolorosa per gli esseri umani e può sviluppare anche reazioni allergiche molto pericolose. Nel caso in cui si subiscano numerose punture contemporaneamente è possibile che si arrivi ad avere la necessità di un controllo medico o addirittura all’ospedalizzazione.

Prima di attaccare, la Vespa orientalis si alza in volo con fare minaccioso, ma se non viene molestata attivamente, tende ad allontanarsi.

Le persone che dopo una puntura di questo insetto accusano sintomi quali forte orticaria, vertigini, difficoltà respiratorie, devono chiamare il 112 e, nell’attesa rimanere distesi con le gambe sollevate.

Claudia Negrisolo
Validato dalla Dott.ssa Federica Pirrone  Membro del Comitato Scientifico di kodami

Fonte: Kodami

Info Redazione

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