venerdì , 8 Maggio 2026
Gestione della Varroa: il Segreto è la Tempistica, Non Solo il Prodotto
Varroe visibili sul dorso delle api: un segno di infestazione che richiede monitoraggio regolare e interventi tempestivi.

“Lotta integrata contro la varroa e miglioramento genetico delle api”

Se ho scoperto l’apicoltura lo devo alla varroa. Circa 25 anni fa, nelle vesti di veterinario ufficiale, sono stato chiamato da alcuni apicoltori disperati che avevano perso quasi tutti i loro alveari a causa di questo piccolo acaro. Mi sono accorto di non conoscere un settore della zootecnia che rientrava nei miei compiti istituzionali. Questa situazione mi ha spinto a diventare apicoltore per poter studiare e ad approfondire, in prima persona, tutte le problematiche connesse all’allevamento delle api.

Come tutti gli apicoltori, all’inizio, ho utilizzato gli acaricidi di sintesi (Apistan e Perizin) per il controllo della varroatosi in quanto erano di facile impiego e molto efficaci.

INIZIAMO AD UTILIZZARE GLI ACARICIDI DI SINTESI MA…. IN POCHI ANNI LA VARROA DIVENTA FARMACORESISTENTE.

Alla fine degli anni ’80 l’amico Ernesto Pinessi mi ha mostrato che la farina di frumento, cosparsa sulle api, provoca il distacco e la caduta delle varroe (Loglio G. e Pinessi E.: 1991 e 1992).

L’APICOLTORE ERNESTO PINESSI MI HA INSEGNATO L’USO DELLE SOSTANZE POLVERULENTI LA FARINA DI FRUMENTO E LO ZUCCHERO A VELO LE VARROE SI STACCANO DALLE API

varroaQuesta tecnica ci ha permesso di capire, con largo anticipo rispetto agli altri ricercatori, che la varroa stava diventando resistente al fluvalinate, l’acaricida contenuto nelle strisce dell’Apistan®. (Loglio G. e Plebani G.: 1992; Loglio G.: 1993; Colombo et al.: 1993; Milani N.: 1993). Da allora, nei miei alveari, ho continuato ad utilizzare sostanze polverulenti abbinate ad alcune tecniche apistiche per limitare ed evitare l’impiego di acaricidi di sintesi e di molecole chimiche che per loro natura tendono a permanere nella cera e nella propoli. (Josep Serra-Bonvehi e Josè Oantes-Bermejo: 2011). Da una decina di anni, per i trattamenti contro la varroa, ho sostituito l’impiego della farina di frumento con lo zucchero a velo.

HO MODIFICATO I FONDI DELLE ARNIE IN POLISTIROLO IL FONDO IN RETE E’ INDISPENSABILE PER POTER ESEGUIRE I TRATTAMENTI CON ZUCCHERO A VELO CON UN SETACCIO E’ POSSIBILE RACCOGLIERE… MILIONI DI VARROE

Questa tecnica, che permette ai ricercatori di raccogliere varroe vive e vitali da utilizzare per svariate ricerche, è stata presentata come poster al XXXIV° Congresso Internazionale di Apicoltura tenutosi a Losanna (CH) nel 1995 (Loglio G.:1996) Una tecnica che purtroppo non può essere proposta agli apicoltori come metodo di lotta contro la varroa perché, per ottenere risultati soddisfacenti, è necessario eseguire numerosi e laboriosi trattamenti e conoscere in modo approfondito la biologia dell’ape e della varroa.

PURTROPPO E’ UN METODO NON PROPONIBILE A TUTTI GLI APICOLTORI …. MA IL SUO UTILIZZO MI HA PERMESSO DI EFFETTUARE NUMEROSI ESPERIMENTI E DI APPROFONDIRE LE CONOSCENZE SULLA VARROA

Tuttavia l’esperienza maturata in questi vent’anni mi ha permesso di affinare una tecnica apistica che è in grado di garantire, anche all’apicoltore poco esperto, ottimi risultati per il controllo della varroatosi. Per divulgare questa tecnica il Servizio Veterinario dell’ASL di Bergamo ha dato vita ad un progetto, in collaborazione con l’Associazione Apicoltori di Bergamo e l’Associazione Apicoltori Sebini e Valli Confluenti, per permettere a chi opera nel settore di raggiungere contemporaneamente tre obiettivi:
  • evitare o contenere la moria degli alveari
  • aumentare il numero delle famiglie
  • migliorare la genetica delle api.
Dr. Giulio Loglio Referente Provinciale per l’apicoltura ASL di Bergamo

Info Redazione

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